Industrie vuote e operai a casa. La truffa di Fosso Imperatore

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Simone Di Meo

IL CASO. Nel salernitano un Contratto di programma da 80 milioni finisce nel nulla: nessun assunto, capannoni deserti, macchinari imballati. Così muore il sogno di una Silicon Valley del cachemire.

La ricetta di coinvolgere Stato e privati nei piani di sviluppo economico di una regione, di provincia o anche di un singolo comune, ricetta riassunta nella definizione di programmazione negoziata, ha trovato feconda applicazione soprattutto in Campania, a partire dagli anni Ottanta in poi, in virtù di una perversa e malriuscita attuazione del sistema keynesiano dello Stato interventista (il famoso principio delle buche nel terreno).

L’industria del sesso in città

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Stefano Erbaggio (Terra Napoli)

FOCUS. Il porno resta ancora un tabù. Pochi spettacoli live rispetto al nord ma resistono un buon numero di cinema a luci rosse.

A Napoli, in questi ultimi tempi, svettava un enorme cartellone promozionale che mostrava tre donne nude pubblicizzanti una discoteca, la Blue Wave Sexy Disco. Le donne in questione sono tre famose pornostar: Milly D’Abbraccio, Laura Perego e Lucya Lee. Milly D’Abbraccio, il cui film “La professoressa di lingue” è paragonato dai suoi fans al “Ritorno dello Jedi” di George Lucas, si è esibita nel locale il 30 giugno, in occasione dell’inaugurazione di quest’ultimo, che si trova a Varcaturo.

«Nani e ras locali». L’identikit dei privati

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Giorgio Mottola

INTERVISTA. Parla Massimo Scalia, ex presidente della Commissione ecomafie: «I ritardi nel settore dei rifiuti per colpa di chi ha fatto cartello».

Oltre 10 anni fa, la relazione finale della Commissione rifiuti, da lui presieduta, fotografò in modo impietoso l’industria dei rifiuti: «Le più importanti aziende del settore sono al tempo stesso concorrenti e partner, con evidenti ricadute negative sul sistema e sulla trasparenza degli appalti», stava scritto nelle conclusioni. Oggi Massimo Scalia non fa il più il parlamentare, è tornato a insegnare Fisica all’Università di Roma, ma il giudizio sull’imprenditoria della monnezza non è cambiato, rimane negativo.

Panico sui mercati. Si vende tutto, ovunque

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Non convince Berlusconi, nè Trichet, nè Obama. L’incertezza vince e il “liquidation selling” si estende dalle banche alle aziende industriali. In attesa della prossima recessione.

Ma chi l’ha detto che i mercati non scelgono i governi? Perché stavolta i mercati hanno scelto, eccome. Era stato troppo facile ieri prevedere che il discorso di Berlusconi avrebbe avuto ricadute disastrose. Dire alla comunità mondiale degli investitori “non avete capito” è uno degli errori più marchiani, grossolani, che si potevano fare. Tanto si gonfiò, il rospo, che scoppiò. E i mercati ieri hanno risposto: «Sei tu che non hai capito bene».

Il Belpaese delle vertenze. A rischio 225mila posti

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Federico Tulli

IL CASO. Secondo uno studio del dipartimento Industria della Cgil, sono 187 i tavoli di crisi che il ministero dello Sviluppo economico dovrà affrontare dopo la pausa estiva. Coinvolti tutti i settori.

La crisi non va in vacanza. Dalla chimica alle nuove tecnologie, dai mobilifici alla farmaceutica, dalla ceramica alla navalmeccanica, sono tanti i settori a rischio tracollo in Italia e coinvolgono circa 225mila lavoratori. Tanto che tra vecchie e nuove vertenze sono ben 187 i tavoli aperti presso il ministero dello Sviluppo economico (Mise). Questi i numeri che emergono da una mappatura sulle vertenze aziendali, prodotta dal dipartimento Industria della Cgil su dati del Mise in vista della pausa estiva.

La rivolta degli operai. Occupata una fabbrica

L'Italia solare industrie di Scandicci (Fi)
Alessandro De Pascale

RINNOVABILI - I dipendenti dell’Isi di Scandicci si barricano nello stabilimento: «A casa per colpa del decreto». Il governatore della Toscana Rossi: «Hanno fatto bene». A rischio anche la Power One

L’occupazione dello stabilimento di Scandicci (Fi) dell’Italia solare industrie (Isi) è il primo effetto tangibile del decreto Romani sulle rinnovabili. Da venerdì i 370 dipendenti sono infatti barricati all’interno della fabbrica. La cordata di imprenditori Easy Green (Gattorno-Bassilichi-Angelantoni), che dal primo marzo doveva far ripartire l’attuale linea per la produzione di pannelli solari, si è tirata indietro dopo le novità introdotte dal provvedimento.

Teoria della decrescita, la parola al medico

Gianfranco Porcile (Isde-Italia, associazione Medici per l’Ambiente)

COMMENTI. Tumori infantili in aumento nel mondo industrializzato. In Italia il dato è doppio rispetto alla media europea. Intanto, torniamo al nucleare e nella società impazza il produttivismo. Qualche idea per cambiare rotta. Ora o mai più.

Partiamo da un dato: i tumori infantili sono in aumento nel mondo industrializzato e in Italia l’aumento è doppio rispetto alla media europea. E' questo il tipo di società che vogliamo? Vogliamo ancora insistere sulla strada di un mal-inteso “progresso”? Ma quali sono state finora le “parole d’ordine” di questo progresso?

L’industria e l’ecomafia. Fronteggiare l’emergenza

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On. Alessandro Bratti (deputato Pd, commissioni Ambiente e bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti)

INTERVENTO. Il 2008 è l’anno record per le 25 inchieste sul traffico di rifiuti pericolosi, con un fatturato
che supera i 7 miliardi di euro. Soldi accumulati avvelenando l’ambiente, i cittadini e frodando lo Stato

Secondo l’ultimo rapporto Ecomafia a cura di Legambiente sono 25.776 ecoreati accertati, quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Circa metà dei quali (più del 48%) si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro.

Mal’aria industriale

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Rossella Anitori

AMBIENTE. L’inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali è in aumento. È quanto emerge dal rapporto annuale sul fenomeno elaborato da Legambiente. «Non è stato fatto abbastanza per tutelare la salute dei cittadini».

Cementifici, acciaierie, centrali a carbone, raffinerie, inceneritori, gassificatori e rigassificatori. L’industria continua a contaminare l’aria che respiriamo. Su 191 impianti in funzione sul territorio nazionale, 150 operano in assenza di autorizzazione ambientale. E in Italia è boom di inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali. Micro e macro polveri sono in aumento. A dare l’allarme è Legambiente, che ha presentato ieri  Mal’Aria industriale 2010, il rapporto annuale sul fenomeno.

La fattoria degli animali, incubo moderno di Foer

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Diego Carmignani

SAGGI. Il trentaduenne autore del best seller "Ogni cosa è illuminata" torna con una personale riflessione sull’industria alimentare. Il suo "Se niente importa" è un viaggio tra gli orrori degli allevamenti intensivi e le vergogne dell’uomo di oggi.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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