All’armi, siam italiani

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Valerio Ceva Grimaldi

TENDENZE Il Congressional research service classifica il nostro Paese al secondo posto in quanto a guadagni nell’industria bellica. Deregulation della caccia, ronde leghiste e soldati nelle città. Come avanza la cultura della violenza nello stivale.

Armi, armi e ancora armi. Basterebbero i numeri per disegnare il paradigma bellico di un Paese, il nostro, che il Congressional research service, l’autorevole centro di ricerca del Congresso Usa, colloca al secondo posto nel mondo in quanto a guadagni dal commercio di armi dall’estero. La cifra indicata, infatti, fa impallidire: 3,7 miliardi di dollari. Balziamo davanti persino a Paesi come Russia, Cina e Francia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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