Arsenico, 5mila aziende a rischio

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Rossella Anitori

SALUTE. Le imprese che producono generi alimentari nel Lazio nell’occhio del ciclone. Il presidente regionale dei Verdi Bonessio: «Vogliamo sapere come la Regione intende aiutare le industrie ad approvvigionarsi di acqua potabile».

Il ciclone arsenico è in arrivo. Nel Lazio sono oltre cinquemila le imprese a rischio. Senza contare i punti vendita: ristoranti, bar, panifici e pasticcerie. L’acqua è un elemento essenziale nella cucina, e se è inquinata rischia di contaminare il cibo. Lo ha detto la Commissione europea, lo ha ribadito il ministero della Salute, l’ha confermato la Regione Lazio. Le imprese alimentari non possono utilizzarla se la concentrazione di arsenico è superiore a 10 microgrammi per litro.

«La bonifica non si tocca»

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Vincenzo Mulè

AMBIENTE. Un protocollo d’intesa tra il ministero dell’Ambiente e grandi gruppi rischia di lasciare inquinate diverse aree industriali. Tra queste Crotone, con discariche illegali e rifiuti usati per costruire

«La bonifica non si tocca». Crotone non ci sta e il sindaco Peppino Vallone contesta la ventilata sanatoria a favore dell’Eni, ossia il possibile protocollo di intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale, che potrebbe mettere in pericolo la bonifica dell’ex sito industriale di Crotone. Se venisse confermato, Vallone,  vorrebbe coinvolgere in clamorose forme di protesta anche  Gela e Mantova.

Quel polo industriale che incombe sui siti archeologici

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Diego Carmignani

SABINA. Comitati e associazioni ambientaliste rispondono ai fautori della grande struttura logistica che minaccia la Valle del Tevere. Le indagini sugli scavi nell’area non sono “a tappeto”, ma solo su un terzo della superficie interessata.

 

Maxi truffa sulla CO2

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Alessandro De Pascale

ECOCRIMINI. L’Europol ha smantellato un’organizzazione internazionale che trafficava in diritti di emissione, i certificati che dal 2005 permettono di compensare l’inquinamento delle industrie. Frode da cinque miliardi, nove persone arrestate.

Una enorme truffa sul mercato dei diritti di emissione di anidride carbonica. Un sistema per ottenere illecitamente guadagni facili attraverso lo strumento introdotto dall’Unione europea a partire dal 2005 che consente alle imprese e ai governi delle nazioni industrializzate di compensare il proprio inquinamento, comprando quote “verdi” nei Paesi in via di sviluppo. A partire da quella data in molte nazioni europee è nata una vera e propria borsa delle emissioni. Dall’European climate exchange di Londra al Nordic power exchange di Oslo.

Rivoluzione verde, e la città rinasce

Bruno Picozzi

CINA. La megalopoli di Dalian, 6 milioni di abitanti, vent’anni fa era una capitale dell’inquinamento industriale. Poi le fabbriche sono state delocalizzate e gli spazi pubblici riforestati. Ora è un esempio mondiale di sviluppo sostenibile.

Si dice Cina e si immagina inquinamento alle stelle e scarso rispetto per l’ambiente. L’industrializzazione vetero-comunista e il lento passaggio all’economia di mercato, avvenute sotto la spinta del pessimo carbone nazionale, hanno lasciato legioni di fabbriche dalle ciminiere fumose e grovigli di autostrade brulicanti come formicai. La “Terra di mezzo”, nell’immaginario di tanti, è come Milano nel Pap’occhio di Renzo Arbore: bella, «se solo si potesse vederla!».

Marano, una farmacia vende acqua e rispetta l’ambiente

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INCHIESTA Napoli:dei coniugi hanno comprato un impianto di purificazione delle acque così da opporsi all’inutile business delle minerali in bottiglia e ridurre la plastica che è difficile riciclare. Gennaro Sommella ci racconta un’esperienza destinata a diventare molto popolare,e che di sicuro non piace alle industrie.

Il settore dell’acqua per uso alimentare va assumendo un’importanza sempre maggiore nell’attuale contesto socioeconomico del nostro Paese. L’Italia, dal 1990, infatti, è diventata il primo produttore di acqua minerale naturale in Europa. Secondo un sondaggio dell’Eurisko realizzato nel 2007, nove italiani su dieci hanno dichiarato di comprare acqua in bottiglia.

Dubbi sui cambiamenti climatici. Scontro fra le imprese americane

Beniamino Bonardi

AMBIENTE Spaccatura nella Camera di commercio degli Stati Uniti: alcune industrie hanno abbandonato l’organizzazione in polemica con l’adozione di politiche contrarie alla limitazione dei gas serra e tendenti a negare il global warming.

Le polemiche sulle politiche per combattere i cambiamenti climatici stanno scuotendo la Camera di commercio degli Stati Uniti, che conta tre milioni di imprese associate. Apple ha deciso di abbandonare immediatamente l’organizzazione, contestando con forza le recenti posizioni espresse contro il tentativo dell’Environmental protection agency (Epa) di limitare i gas serra. Apple ricorda di aver adottato autonomamente politiche di riduzione di queste emissioni, senza alcun obbligo di legge.
 

L’incanto minacciato del grande fiume Po

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Massimo Serafini

ITINERARI Viaggio a bordo di una imbarcazione dai pontili di Guastalla al porto di Casalmaggiore. Una discesa a valle nelle acque fluviali che i popoli antichi consideravano sacre e che oggi sono invece in mano a industriali senza scrupoli.

Quando Magnifique già intravede i pontili del porto di Guastalla, una telefonata ci chiede di proseguire fino a Casalmaggiore: il sindaco ci sta aspettando per farci vedere le bellezze del suo paese. Non siamo entusiasti della richiesta, in particolare non lo è il nostro comandante, da ore al timone sotto il sole, reso più cocente dal lambrusco scroccato ai fiumaroli.

Federalismo a perdere

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Simonetta Lombardo

CALABRIA La denuncia dell’assessore all’Ambiente, Silvio Greco. Centinaia di depuratori costruiti nella regione non sono mai stati attivati. Nel Meridione sono rimasti gli sfregi alla natura, mentre a guadagnarci sono i gruppi industriali del Nord.

Settecentosettanta depuratori costruiti. Trecentocinquanta mai collegati alle reti idriche o mai funzionanti. Vasche di decantazione con gli alberi che ci crescono in mezzo, comuni con 18 impianti, altri totalmente sprovvisti. Un mare in cui fare il bagno poteva essere un terno a lotto: acque cristalline oppure pericolose per la salute, a seconda di come avevano o non avevano funzionato gli impianti di depurazione, quella settimana o quel giorno.
 

Pesce al mercurio, l’anomalia del Mediterraneo

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Federico Tulli

AMBIENTE
Nella fauna ittica del Mare Nostrum concentrazioni di metallo superiori a quelle dell’Atlantico. Che pure
è più inquinato. Pirrone (Iia-Cnr): «Colpa dell’uomo e delle sue discariche, ma anche del cinabro presente nei fondali»

Pur vivendo in un ambiente marino tra i meno inquinati dal mercurio i pesci del Mediterraneo presentano preoccupanti livelli di accumulo di questo metallo. L’anomalia, che emerge in particolare nella comparazione con la fauna ittica atlantica, è stata oggetto di uno studio di Nicola Pirrone, direttore dell’istituto sull’Inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr), i cui risultati saranno pubblicati a maggio sulla rivista scientifica Limnology and Oceanography.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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