Se il male vien dal glutine. Un evento per informare

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Dina Galano

ALIMENTAZIONE. Nove persone su dieci non sanno di esserne affette. Domani a Roma l’iniziativa dell’Associazione celiachia Lazio per far conoscere la malattia, soprattutto alle nuove generazioni.

Disturbi e insofferenze durante o subito dopo i pranzi? Può essere il primo sintomo, il minore, di una celiachia non diagnosticata. Gli effetti di quella che viene definita “intolleranza permanente al glutine”, però, diventano ben più seri se a dolori addominali o disfunzioni intestinali inizia ad associarsi perdita di peso, osteoporosi, dermatiti, interruzioni di gravidanza o diabete. Ricondurre tempestivamente l’origine di questi problemi alla celiachia, tuttavia, è un obiettivo ancora lontano.

Ddl intercettazioni, il bavaglio è in arrivo

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Andrea Palladino

INFORMAZIONE. In arrivo alla Camera dei deputati il disegno di legge del governo che vieta la pubblicazione delle trascrizioni telefoniche. Inserite anche delle norme “ammazza blog”.

Conviene stilare un primo elenco di tutte quelle parole che non avremmo mai potuto sentire. Ricordate le risate degli imprenditori dopo il terremoto dell’Aquila? O quel “brucia tutto” che i tecnici di Gaia gridavano al telefono mentre ricevevano materiale pericoloso nell’inceneritore? O ancora, le parole sprezzanti dei mammasantissima, dalla Calabria fino alla Lombardia, pronunciate per dettare gli ordini di morte.

I giornali che chiudono, Bonaiuti e la rivoluzione

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Luca Bonaccorsi

EDITORIA. Ieri alla Camera l’incontro organizzato da Mediacoop e Fnsi per l’emergenza informazione. Oltre cento testate e 4mila lavoratori a rischio se il governo non interverrà subito.

Dopo aver sentito parlare il sottosegretario con delega all’Editoria, l’on. Bonaiuti, in più d’uno devono aver pensato: ridateci Lavitola. Perchè almeno, così si è scoperto dalle intercettazioni, il mariuolo del finto Avanti!, animatore di serate indimenticabili per il premier, almeno lui il settore l’aveva salvato l’anno scorso (e forse anche quello prima, chissà). In fondo ci è già successo col dilemma dell’indulto del 2006.

Più liberi per la qualità della democrazia

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L'APPELLO. Pubblichiamo il testo elaborato all’assemblea che si è tenuta ieri alla Camera dagli operatori dell’informazione no-profit e politica.

La logica del mercato non garantisce una informazione libera, autonoma e pluralista. Porta tendenzialmente al monopolio ed alla omologazione. Ne è prova l’attuale allocazione delle risorse pubblicitarie: il 56% è indirizzato verso l’emittenza, a beneficio pressoché totale di RAI-Mediaset, e solo il 36% verso la carta stampata, in gran parte a favore dei grandi gruppi editoriali.

Addio giornali di idee a rischio 4mila posti

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Betta Salandra

INFORMAZIONE. La manovra ha confermato il taglio selvaggio all’Editoria. Bonaiuti latita. Letta non risponde. E oltre cento testate si avviano a chiudere bottega. Il 28 settembre la manifestazione.

Tira una brutta aria per i giornali no-profit e di partito. Il consueto assalto ai fondi per l’editoria (che in 3 anni sono passati da 650 circa a 194 milioni) quest’anno sta per riuscire nel suo affondo finale. La riunione presso il quartier generale della Fnsi ieri ha fatto il punto della situazione in maniera lucida e spietata. Lelio Grassucci, storico presidente di Mediacoop, racconta desolato: «Ormai mi evitano quando vado alla Camera.

La guerra delle bufale da Damasco a Tripoli

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Betta Salandra

INFORMAZIONE. Dalle “fosse comuni” libiche alle “riforme” del suadente Assad, le primavere arabe e il conflitto libico passeranno alla storia come la “battaglia delle propagande”.

In un vecchio film degli anni ‘80, Under fire con Nick Nolte, i combattenti sandinisti del Nicaragua di Somoza, convincono un noto fotoreporter a falsificare una foto per far apparire vivo il leader della rivolta, Rafael. Dopo che il dittatore lo aveva dichiarato morto. L’obiettivo era duplice: tenere alto il morale dei guerriglieri, e mettere in cattiva luce il dittatore con i suoi finanziatori Usa (in procinto di consegnargli nuove armi per la repressione).

«Verso la svolta autoritaria»

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Valerio Ceva Grimaldi

DENUNCIA. Il conduttore di Presa Diretta Riccardo Iacona è preoccupato: «Si fa sempre più grande la forbice tra quello che si potrebbe raccontare e ciò che si racconta effettivamente. In questo sistema non si vogliono giornalisti autonomi».

«E' certamente molto importante indicare i temi di cui i nostri media si occupano, ma dobbiamo anche chiederci: come se ne parla? La verità è che ci stiamo giocando la capacità di capire ciò che ci succede attorno». Riccardo Iacona, giornalista e conduttore di Presa Diretta su Rai 3, ha ben chiaro il panorama del nostro sistema dell’informazione. Nella stagione appena trascorsa, il suo programma ha portato in prima serata temi come il dramma delle carceri, le energie alternative, l’innovazione tecnologica.

Ecco i temi oscurati dalla tv. Radicali, al via “InformeRai”

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Valerio Ceva Grimaldi

INFORMAZIONE. Il Centro d’ascolto presenta i dati sulle priorità di tg e trasmissioni radiotelevisive nella stagione 2010-11: ai primi posti la politica e la cronaca nera. Scarsissimo spazio ad ambiente, energia, dramma carceri. E parte una campagna.

Politica, cronaca giudiziaria e nera, con una “spruzzata” di costume e cinema. Sono questi i temi prioritari raccontati dai principali media televisivi nella stagione 2010-2011 secondo la rilevazione del Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva. I dati sono stati resi noti ieri nel corso della conferenza stampa promossa dai Radicali per presentare la campagna InformeRai.

«Il vento sta cambiando, l’informazione non ancora»

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Pietro Nardiello (Inserto domenicale)

INTERVISTA. Abbiamo incontrato Bice Biagi, figlia dell’indimenticabile Enzo Biagi, uno dei padri del giornalismo italiano scomparso nel 2007, al Festival Passepartout di Asti. Una rassegna unica nel suo genere perché completamente gestita da una biblioteca pubblica: “L’Astense”. Quest’anno il ciclo gli incontri (conclusosi ieri) è stato dedicato alle donne•

Signora Biagi, diamo subito uno sguardo al nostro Paese. Siamo un popolo, come lei ha affermato, che «merita Giuliano Ferrara in prima serata»?

Informazione e inchieste. L’esperienza di Terrelibere

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Danilo Chirico (Inserto domenicale)

CREATIVITA' MERIDIANE. Prosegue la nostra inchiesta sul Mezzogiorno e sui suoi nuovi protagonisti. A colloquio con Antonello Mangano, giornalista e scrittore, ideatore con successo a Messina nel 1999 di un sito internet e poi di una casa editrice diventate anche un’impresa economica. «L’obiettivo è occupare quella terra di mezzo che esiste tra la ricerca accademica e il giornalismo incapace di avere memoria».

Raccontare il Sud, nel modo giusto. Senza sconti e senza pregiudizi, provando a stare dentro le cose con rigore e senza l’ansia di rincorrere la notizia del giorno. Che spesso una vera notizia non è. Nasce da questa necessità a Messina il sito Terrelibere.org. È il 1999 e internet non ha ancora la diffusione di oggi. E dedicarsi a una cosa del genere - nel profondo Sud, a quei tempi - può sembrare una pazzia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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