Romano, sì all’uso delle intercettazioni

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Vincenzo Mulè

GIUSTIZIA. L’ex ministro dell’Agricoltura è accusato, insieme al senatore Psi, ex Pdl, Carlo Vizzini e al già governatore siciliano Totò Cuffaro, di corruzione aggravata dall’avere agevolato la mafia.

La magistratura palermitana potrà utilizzare contro Saverio Romano le intercettazioni telefoniche registrate nel corso delle indagini sul « gruppo affaristico-politico-mafioso avente al centro le attività del Gruppo Gas di Massimo Ciancimino», come scritto negli atti degli stessi inquirenti. L’autorizzazione è arrivata ieri dalla Camera dei deputati, dopo un voto segreto che ha spaccato il Pdl. I voti a favore sono stati 286, 260 i no. Quattro gli astenuti.

Romano, primo sì all’uso delle intercettazioni

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Valentino Corvi

POLITICA. La Giunta per le autorizzazioni della Camera vota a favore dell’utilizzo dei contenuti delle telefonate nell’ambito delle indagini a carico dell’ex ministro dell’Agricoltura. Carroccio decisivo.

La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato ieri a favore dell’uso delle intercettazioni, disposte dalla Procura di Palermo, nei confronti dell’ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi, Saverio Romano. A favore hanno votato il Pd, Fli, Idv e, elemento di novità dopo la (temporanea?) rottura dell’asse politico con il Pdl, la Lega. Astenuto l’Udc. Terzo Polo, dunque, spaccato. Con il Pdl, contrario, ha votato il radicale Maurizio Turco.

Ddl intercettazioni, il bavaglio è in arrivo

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Andrea Palladino

INFORMAZIONE. In arrivo alla Camera dei deputati il disegno di legge del governo che vieta la pubblicazione delle trascrizioni telefoniche. Inserite anche delle norme “ammazza blog”.

Conviene stilare un primo elenco di tutte quelle parole che non avremmo mai potuto sentire. Ricordate le risate degli imprenditori dopo il terremoto dell’Aquila? O quel “brucia tutto” che i tecnici di Gaia gridavano al telefono mentre ricevevano materiale pericoloso nell’inceneritore? O ancora, le parole sprezzanti dei mammasantissima, dalla Calabria fino alla Lombardia, pronunciate per dettare gli ordini di morte.

«Disobbedire alla legge bavaglio». E il Pdl accelera

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Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Affollata la piazza del Pantheon che si oppone al provvedimento. Che arriverà alla Camera già mercoledì prossimo.

Quasi un déjà vu. Il Pantheon di ieri sembra il calco della piazza Navona di un anno fa. A indignarsi sono sempre loro, i giornalisti, le associazioni della stampa italiana, i blogger. Anche la minaccia è rediviva: il ddl intercettazione, con la sua innata capacità di rispuntare nell’agenda parlamentare ogniqualvolta lo esiga un interesse particolare.

Norma “ammazza blog”. Giovedì tutti in piazza

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Valerio Ceva Grimaldi

INTERCETTAZIONI. Approda alla Camera il ddl che impone l’obbligo di rettifica per qualsiasi sito internet sulla base di una semplice richiesta. Il 29 la protesta del Popolo della Rete a Roma.

«Una misura fascista» per Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori. «Si vogliono imbavagliare i giornalisti che pubblicano le notizie e non i malfattori che commettono i reati», attacca il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. «Una legge che non vuole colpire il marcio ma soltanto renderlo invisibile» per Giuseppe Giulietti di Articolo21, un «incredibile attacco a internet», gli fa eco Paolo Gentiloni del Pd, così come dubbi affiorano anche nell’Udc.

Tutti in coro: dimissioni

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Aldo Garzia

POLITICA. Dopo la pioggia di compromettenti intercettazioni pubblicate dai giornali, crescono, anche a destra, le critiche.

Siamo forse alla vigilia della resa. La spugna potrebbe essere gettata sul ring da un momento all’altro. Occorre scrivere “forse”, perché il pugile in questione è tenace e non ha voglia di darsi per vinto. Gli innumerevoli processi in corso contro di lui (chi ha tenuto il conto parla di 8) non lo preoccupano. Come del resto non teme le 1.000 intercettazioni depositate presso il Tribunale di Napoli dove dialoga con faccendieri senza scrupoli di escort, politica e finanche di vertici della Guardia di finanza.

Berlusconi evita le toghe. Vuole un nuovo bavaglio

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Eloisa Covelli

GUAI GIUDIZIARI. Il Cavaliere cerca di evitare procure e tribunali. Intanto studia una nuova legge sulle intercettazioni da licenziare entro la fine della legislatura con l’appoggio della Lega.

Berlusconi non vuole andare dai pm senza i suoi avvocati. Lo dice a chiare lettere il suo legale Longo instaurando l’ennesimo botta e risposta con la procura di Napoli. Per i pm John Woodcock e Francesco Curcio, il premier altri non è che una semplice parte lesa nell’inchiesta che vede indagati i coniugi Tarantini e Valter Lavitola come presunti ricattatori. Invece il presidente del Consiglio, paradossalmente, vuole essere interrogato come un indagato, quindi con la garanzia di essere spalleggiato dai suoi legali.

Cameron va all’attacco. Murdoch testa la difesa

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Pierpaolo De Lauro

GRAN BRETAGNA. Il premier alla Camera dei Comuni ammette gli errori e annuncia una commissione d’inchiesta sullo scandalo. Per il magnate aumentano le ombre sulle attività di News Corporation.

«Ho sbagliato ad assumere Coulson». David Cameron non usa giri di parole nel suo discorso al Parlamento. La collaborazione dell’ex direttore di News of the world come portavoce è stata un passo falso che poteva costare caro, e il premier prova a chiudere la vicenda definendola «un errore». Quella di ieri è stata l’ennesima giornata di fuoco per lo scandalo intercettazioni.

Wendy e James salvano il vecchio Rupert

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Emanuele Giordana

L'AUDIZIONE. Il "vecchio nonno" depista ma si fa trovare impreparato alle domande più scomode.

Ad essere maliziosi verrebbe da pensare che dietro l’audizione della famiglia Murdoch, ieri a Londra davanti alla Camera dei Comuni, non ci sia stato soltanto un manipolo di arguti e brillanti avvocati ma anche un autorevole e preparato spin doctor. Magari formatosi a News of the World.

Il giorno dell’umiliazione finisce a torte in faccia

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Pierpaolo De Lauro

INGHILTERRA. Rupert Murdoch e figlio davanti ai parlamentari inglesi chiedono scusa al mondo. Il magnate, titubante, dichiara di essere stato «ingannato e umiliato». Pronto a risolvere la situazione.

Preso a torte in faccia nel «giorno più umiliante» della sua vita. Quello che doveva essere il momento della verità per Rupert Murdoch e il figlio James è stato interrotto da un giovane aggressore armato di panna, deciso a colpire il magnate australiano durante la deposizione alla commissione Media e cultura della Camera dei Comuni. Solo pochi minuti prima di scagliarsi contro il magnate Jonnie Marbles, questo il nome dell’”aggressore”, aveva scritto su Twitter: “La cosa che sto per fare è la migliore della mia vita”.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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