Biologico taroccato. Polonia, boom di truffe

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Valentina Perugini

IL CASO. Enti certificatori troppo indulgenti, avvocati all’opera per sfruttare i cavilli, fortissimi interessi della politica. Ecco come gli affaristi distruggono un settore. E travolgono un viceministro.

Ventunomila fattorie, che si estendono su una superficie di 519mila ettari, con una superficie media di 25,2 circa. Questo il quadro delle aziende biologiche sul territorio polacco. Fino al 2004, anno in cui sono state introdotte sovvenzioni statali per agricoltori e coltivazioni biologiche, la Polonia contava soltanto 3.700 aziende di questo tipo. Prima di allora erano soltanto gli appassionati a dedicarsi a quest’attività, con l’obiettivo di produrre alimenti più sani, e non certo con l’idea di avere un guadagno facile.

Quel legame d’interesse tra Gran Bretagna e Pakistan

Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. A Londra il primo ministro britannico David Cameron incontra il presidente pakistano Asif Ali Zardari. Pace fatta dopo le recenti tensioni. E nessun passo falso col prezioso alleato atomico.

Un invito a cena, una stretta di mano davanti ai fotografi, la promessa di una prossima visita in Pakistan e qualche frase di facile retorica sull’amicizia che lega Londra e Islamabad. Se l’è cavata con poco il primo ministro britannico David Cameron nel confronto avuto ieri con il presidente pakistano Asif Ali Zardari.

Indagine sull’influenza

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Simonetta Lombardo

PANDEMIA. L’Organizzazione mondiale della Sanità insedia una Commissione per verificare se la crisi sia stata “gonfiata”. Il sospetto è che la stessa Oms abbia sovrastimato i rischi del virus per interessi commerciali.

Un allarme troppo alto che ha falsato la risposta? Un giusto livello di allarme che ha permesso di fermare il virus? O addirittura un regalo a Big Pharma, e particolarmente a Sanofi Aventis e Glaxo? A un anno quasi esatto dalla drammatica esplosione della pandemia influenzale partita dal Messico a inizio aprile 2009, l’Organizzazione mondiale della sanità ha insediato una commissione di esperti indipendenti per giudicare la maniera in cui la stessa agenzia delle Nazioni Unite ha gestito l’allarme influenza suina.
 

Ecco chi specula sul disastro dei musei

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Alessio Postiglione

IL CASO. L’ingresso dei privati nella gestione dei beni culturali del Belpaese non ha apportato alcun beneficio. Storia di un fallimento tra conflitti d’interessi, oligopoli mascherati e logiche di spartizione politica bipartisan.

Napoli, siamo nel bookshop del museo della Certosa di San Martino, gestito in concessione da Electa-Mondadori. La legge prevede che la libreria (concessionaria) debba vendere almeno il 50% di titoli di altri editori; ma qui non è così. I libri riconducibili alla Mondadori saranno, a occhio, oltre l’80% del materiale in mostra. Alla ricerca di spiegazioni, le sorridenti impiegate del bookshop oppongono un mutismo quasi omertoso. Non sanno niente; fa tutto Mondadori, quando vengono i suoi uomini ad allestire le esposizioni.

Acciaio sporco nel Sud

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Vincenzo Mulè

INCHIESTE. I Noe di Catanzaro svelano un traffico di rifiuti speciali e un intreccio di interessi che coinvolgono 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 privati. Arrestato l'imprenditore Francesco Palmieri presunto ideatore del sistema illecito.

La gestione dei rottami ferrosi nel comprensorio di Lamezia Terme, la loro commercializzazione nel sud Italia e l’attività di una società che smaltiva illegalmente i rifiuti. C’è questo, e altro ancora, nell’operazione Acciaio Sporco, l’inchiesta dei carabinieri del Noe di Catanzaro che ieri ha portato all’arresto di un imprenditore Francesco Palmieri, titolare dell’omonima azienda, principale responsabile dell’attività illegale.

«Così trionfano solo i costruttori»

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a.p.

IL CASO. Anna Donati, già presidente della commissione Lavori pubblici del Senato: «Di Pietro? Andò a Bruxelles per far rinnovare ai privati la concessione per la Cisa o la Brescia Padova. Favorendo di fatto i loro interessi».

Anna Donati, esponente dei Verdi fin dai primi anni 80, già presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato nella XV legislatura, esperta di tutela del territorio e mobilità.

Delitti ambientali, serve la legge

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Valerio Ceva Grimaldi

L’INTERVISTA. Gianfranco Amendola, Procuratore della Repubblica di Civitavecchia e autore di diverse inchieste, dalla malasanità romana fino a Radio Vaticana: «Da anni chiediamo di migliorare la nostra normativa sui rifiuti, molto carente». Ma ci sono da combattere fortissimi interessi.

Gianfranco Amendola è uno dei padri nel nostro ordinamento del diritto per l’ambiente. È stato procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica di Roma, deputato europeo dei Verdi nel 1999, vicepresidente della Commissione per la protezione dell’ambiente e autore di numerosi libri in materia di legislazione penale ambientale (tra cui il notissimo In nome del popolo inquinato). È stato anche membro dei direttivi di Legambiente, Wwf e Italia Nostra.

Conflitti ambientali. Il saccheggio del pianeta

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Paolo Tosatti

DOSSIER. Dall’America Latina all’Asia, passando per l’Africa. Ovunque le risorse naturali sono le principali cause di battaglie tra interessi economici e diritti delle popolazioni.

Nepal: la costruzione di un’enorme diga per la produzione di energia elettrica sul fiume Kali Gandaki fa sprofondare sott’acqua decine di ettari di foresta, causando la morte di migliaia di alberi e costringendo quasi 2.000 famiglie ad abbandonare la loro terra. Angola: nella provincia di Cabinda l’estrazione petrolifera produce l’inquinamento dei terreni e dei corsi d’acqua, con gravi ripercussioni sulla salute della popolazione e sulla produzione agricola.

Chi compra preferisce stabilire il prezzo. Così il paradosso trova casa

Giuliano Rosciarelli

CRISI Calano i tassi, ma diminuiscono le richieste di mutuo. Ecco l’analisi di Bankitalia e Tecnoborsa.

Calano i tassi sui mutui, si riduce il prezzo delle case, ma nonostante tutto la domanda di prestiti ipotecari continua inesorabilmente a contrarsi e le compravendite rimangono pressoché invariate. è uno degli effetti più evidenti della crisi attuale, rilevato da un sondaggio di Bankitalia e Tecnoborsa e per il quale il prezzo degli immobili non viene più imposto dal venditore, ma orientato dal compratore.

Micropagamenti, tanti vantaggi ma ancora troppi gli ostacoli

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Giuliano Rosciarelli

TECNOLOGIA Il commercio elettronico rimane in Italia un privilegio per pochi. Sulla riduzione dei costi di transazione e la facilità di versamento vincono interessi e oneri che ne impediscono lo sviluppo. Qualcosa, però, sta per cambiare.

Pagare le bollette, prenotare un biglietto del cinema, acquistare un brano musicale o saldare il conto del parcheggio semplicemente con un sms dal proprio cellulare? Benvenuti nel mondo dei micropagamenti, un sogno per molti, una realtà per pochi. Quello che poco tempo fa rappresentava il futuro prossimo del commercio elettronico oggi rimane ancora un privilegio per pochi eletti, oltretutto costosissimo.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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