Depuratori e fogne, servizio inefficiente ma bollette salate

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Mariachiara Ricciuti

LAZIO. Il garante della Regione denuncia: «Investimenti non più rimandabili». Ma le risorse non ci sono. Allarma il dato delle province di Frosinone e Latina: le utenze non allacciate sono il 32%.

Quando il pesce puzza, puzza dalle testa, recita un proverbio popolare. Ma se il cattivo odore arriva dal mare? Anche qui la causa è a monte, nei depuratori che non funzionano a norma o, peggio ancora, negli scarichi non autorizzati, che sversano i loro liquami direttamente nei fiumi. è quello che succede ancora oggi in molte zone del Lazio, dove la “mala depurazione” delle acque reflue rimane un’emergenza dai mille volti, complessa da gestire e anche da raccontare, ma per cui l’ambiente continua a pagare un prezzo altissimo.

Rinnovabili, nuovo record di investimenti nel 2010

Paolo Tosatti

GREEN REVOLUTION Secondo un nuovo rapporto dell’Unep sono stati 211 i miliardi di dollari spesi per lo sviluppo delle fonti alternative. Solo 8 in meno rispetto a quelli impiegati per le energie fossili

Non si può ancora parlare di sorpasso, ma definirlo semplicemente un testa a testa sarebbe riduttivo.

Le tante ragioni dietro al quorum

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Vincenzo Peretti (Terra Napoli)

ANALISI. Il sì ha vinto per i temi di interesse collettivo del referendum. Ora servono un piano energetico e investimenti nella ricerca.

Votando Sì al nucleare, milioni di italiani hanno riconfermato la loro contrarietà al ritorno dell’atomo in Italia e deciso di stoppare, almeno per i prossimi anni, i programmi del Governo per la costruzione di nuove centrali nucleari. Per il futuro si apre così la porta alle energie rinnovabili ed alternative, alla ricerca e all’eventuale perferzionamento di tecnologie in grado di trasformare e conservare l’energia migliorando l’efficienza energetica.

Il grande affare della sabbia. Un Eldorado nero nella tundra

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Alessio Nannini

CANADA. Nello stato di Alberta, a seicento chilometri a nord di Calgary, sorge il più grande impianto per estrarre greggio dal terreno. Un business senza scrupoli voluto da governo e multinazionali.

Ci sono due modi per ottenere petrolio dalla terra. Il primo, universalmente noto, è quello di pomparlo verso la superficie attraverso pozzi e piattaforme marine; il secondo, pressoché sconosciuto agli estranei del settore, consiste nello scavare nella sabbia con grandi ruspe, quasi come si faceva da bambini sulla battigia: andando sempre più giù, si finiva prima o poi per trovare l’acqua.

«Così rischia di morire la cantieristica italiana»

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Giorgio Mottola

INTERVISTA. Promette battaglia Maurizio Landini, segretario generale della Fiom: «È un piano completamente sbagliato. La risposta alla crisi sta in nuovi investimenti e nuove produzioni».

Solo licenziamenti e nessun rilancio. Così Maurizio Landini bolla le misure presentate da Fincantieri.
 
A parte i licenziamenti, cosa c’è che non la convince in quel piano?
È un piano completamente sbagliato. Io comprendo che la società e il settore sono in crisi, ma questo è il modo più errato di rispondere. Sarebbero necessari nuovi investimenti, l’allargamento della produzione ad altri segmenti del settore, tanto per cominciare.
 

Zhongguancun: tutto pronto per la nascita della Silicon Valley 2.0

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Paolo Tosatti

CINA. Presentato dal Consiglio di Stato il nuovo piano di sviluppo del più grande tecno-polo del Paese. L’obiettivo è decuplicare i profitti entro il 2020, rubando lo scettro alla San Francisco Bay Area.

Qualcosa di grande si muove nella zona nord-occidentale di Pechino compresa tra il San Huan Lu e il Si Huan Lu, il terzo e il quarto anello stradale che circondano la capitale cinese. Il consiglio di Stato del Paese della Grande Muraglia ha appena approvato il Zhongguancun national innovation demonstration zone, un piano per lo sviluppo del più famoso e importante polo tecnico-scientifico della Cina, conosciuto in tutto il mondo come la Silicon Valley cinese.

Rinnovabili: l’Italia è ai vertici mondiali

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Paolo Tosatti

GREEN ENERGY. Il Belpaese è quarto per investimenti nel settore dopo Cina, Germania e Stati Uniti. Un successo messo a rischio dal decreto ammazza rinnovabili che sarà presentato oggi alle Regioni.

I blocchi di partenza in questa gara non erano allineati e dunque gli esiti della competizione risultavano in buona parte prevedibili. Eppure nell’anno passato la corsa verso l’energia pulita intrapresa dai Paesi del G20 ha riservato non poche sorprese, con incredibili sorpassi, bruschi rallentamenti e qualche sprint inatteso.

Gli ultimi della classe

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Diego Carmignani

SCUOLA. Mentre si alza in tutta Italia la protesta contro i tagli, arriva il consueto rapporto Ocse sull’Istruzione. Siamo in coda per la spesa nel settore scolastico, ma i nostri studenti hanno il record di ore passate in aula.

Se dovessimo trovare il punto più critico della società italiana, al momento ci sono pochi dubbi: è l’istruzione, che fa acqua oggi e rinuncia al domani. A corroborare la protesta anti Gelmini che sta dilagando a tutti i livelli e in tutto il Paese, arriva l’annunciato rapporto Ocse “Education at a glance” che, come ogni anno, fotografa la situazione europea, determinando una classifica che ci vede tra gli zimbelli dei Paesi industrializzati.
 

L’Italia fugge in Serbia

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Testo di Alessandro De Pascale - Foto di Bruno Maran

INDUSTRIA. Nel Paese balcanico sono 200 le nostre imprese con 18mila dipendenti, attirate dagli aiuti del governo serbo. Aziende, banche, assicurazioni e privatizzazioni. Nel 2009 investiti oltre 800 milioni di euro.

Negli ultimi anni sono volate in Serbia circa 200 aziende italiane che hanno un giro d’affari di circa due miliardi di euro e più di 18mila dipendenti. I dati sono del nostro Istituto per il commercio estero (Ice) di Belgrado. «Il numero di aziende italiane che hanno delocalizzato in Serbia negli ultimi anni è quasi triplicato», rileva l’Ice. La Serbia inoltre ha retto bene alla crisi economica internazionale e anche se i parametri macroecomici sono peggiorati, il Paese prevede di uscire dalla recessione già quest’anno.

Un successo verde che parte da lontano e guarda al futuro

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Bruno Picozzi

GERMANIA. Anni di investimenti nella ricerca e un impegno continuo del mondo politico per diffondere nella società idee e progetti “verdi”. Per Berlino l’obiettivo europeo del 20-20-20 è ormai a portata di mano.

Tre uomini entrano in un campo grande quanto un terreno di football e cominciano a scavare una buca. Arriva il contadino proprietario del campo e chiede cosa stiano facendo. «Trivelliamo», rispondono i tre distrattamente. «Lo vedo che trivellate ma perché?», chiede. «Cerchiamo il luogo adatto dove costruire un impianto capace di stoccare tonnellate di anidride carbonica nel sottosuolo». Il contadino cade dalle nuvole.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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