Nazca, la ricerca dell’acqua non risolve il segreto

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Alessio Nannini

ARCHEOLOGIA. Un’ipotesi antica torna di attualità: le circa ottocento figure nel deserto, visibili solo dall’alto, erano una mappa che indicava dove trovare pozzi e sorgenti acquifere. Ma la teoria non soddisfa un’altra questione: a chi servivano?

Anni fa Melchiorre Gerbino, quel singolare viaggiatore e ricercatore di arcani, raccontò in televisione a proposito delle linee sull’altopiano di Nazca una spiegazione da lui udita a Lima: gli antichi sacerdoti della civiltà preincaica, che indossavano pompose vesti, venivano issati in aria dove, grazie alle particolari correnti ascensionali, progettavano le direzioni da seguire per disegnare le celebri figure.

Una sepoltura verso il cielo. Il mistero continuo di Oetzi

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Alessio Nannini

ANTROPOLOGIA. Uno studioso italiano lancia una nuova ipotesi sulla mummia ritrovata al confine tra Italia e Austria: sarebbe stato un capo tribù ucciso a valle e poi portato dalla sua gente sul ghiacciaio di Similaun, a 3.200 mt di altezza.

Oetzi, la mummia ritrovata nel 1991 sulle Alpi tra Italia e Austria, torna a guadagnarsi la ribalta delle cronache. Uno studio pubblicato dalla rivista Antiquity e condotto dal professor Luca Bondioli, del Museo Nazionale della Preistoria ed Etnologia di Roma, indica che l’uomo a cui appartiene la salma non sarebbe stato ucciso nel luogo del ritrovamento, bensì a valle e poi portato nel ghiacciaio del Similaun (a 3200 metri di altezza) per essere lì sepolto dopo un cerimoniale funebre.
 

La democrazia al bivio

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Tra le tante ipotesi per risolvere il nodo elettorale, un enigmatico “decreto interpretativo”. Bersani conferma la contrarietà a ogni intervento sulle regole. Bonelli: «Vicini al punto più basso della nostra storia repubblicana».

Non si riescono a trovare i pezzi giusti per comporre il puzzle delle liste con l’accordo di tutte le parti in causa. Non ha prodotto la fumata bianca neppure il colloquio di giovedì sera tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della repubblica Giorgio Napolitano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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