La separazione di Termeh

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Alessia Mazzenga

CINEMA. In sala Una separazione. L’ultima pellicola del regista iraniano Asghar Farhadi vincitrice dell’Orso d’oro. Il ritratto di un Iran diviso, che diventa visione universale della condizione umana.

Utilizzare il cinema come strumento di disvelamento dell’animo umano. E’ questo che intende fare il regista iraniano Asghar Farhadi, che dopo l’Orso d’argento per il poetico About Elly, ritratto drammatico di un Iran plumbeo e immobile, quest’anno si è aggiudicato l’Orso d’oro (e la candidatura come rappresentante del suo Paese ai prossimi Oscar), per Una separazione, pellicola in sala dallo scorso fine settimana.

Dietro il complotto lo scontro tra l’Iran e l’Arabia Saudita

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Gianna Pontecorboli

ANALISI. La rivelazione di un possibile attentato contro l’ambasciatore di Riad a Washington svela le rivalità tra i Saud e gli Ayatollah, dalla produzione di petrolio al controllo geopolitico regionale.

Quando la Casa Bianca ha annunciato nei giorni scorsi il complotto contro l’ambasciatore dell’Arabia Saudita a Washington e contro le ambasciate saudita e israeliana, molti esperti americani in questioni iraniane non hanno nascosto il loro scetticismo. Nella storia che il Dipartimento di Stato e lo stesso Obama hanno raccontato, hanno osservato, ci sono molti elementi che non quadrano, a cominciare dalla scelta di un semisconosciuto e lontano gruppo di trafficanti di droga, per di più cattolici, per portare a termine il piano.

Sepah bank e le altre, giro di vite per chi traffica con l’Iran

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Michele Fiorito

WIKILEAKS. Secondo i cable riservati della diplomazia Usa l’istituto di credito degli ayatollah avrebbe gestito per conto degli iraniani miliardi di dollari poi utilizzati per l’acquisto di armi.

Una filiale della Sepah Bank, la banca cooperativa delle forze armate iraniane, a pochi passi dall’ambasciata statunitense a Roma. Nel pieno centro della Capitale. Una cosa intollerabile per Washington che a partire dal 2007 inizia a pressare il nostro governo per far chiudere la sede italiana dell’istituto degli ayatollah.

La colpa di essere donna. Liberata Maryam Bahrman

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Tiziana Guerrisi

IRAN. Nota per le sue battaglie in difesa dei diritti delle donne e dell’ambiente era stata accusata di “attentato alla sicurezza nazionale” per aver partecipato a due seminari. La stretta sulle Ong.

Chiedere la revisione delle leggi discriminatorie verso le donne, manifestare per i diritti umani e l’ambiente, in Iran, è una roulette russa. Lo sa bene l’attivista Maryam Bahrman, appena rilasciata dopo oltre tre mesi di carcere grazie anche a una campagna internazionale che ha visto insieme deputati europei e italiani e Ong internazionali e italiane come come l’Associazione Donne per lo Sviluppo (Aidos).

Turchia, un piede in due oleodotti per crescere

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Enrico Campofredda

ELEZIONI. Urne aperte nel Paese, Erdogan concorre al terzo mandato. Sul piatto c’è il varo della riforma energetica che, con l’abbandono del nucleare, guarda al gas iraniano e georgiano.

Nella battaglia dell’urna che si apre oggi in Turchia, un tema al quale ogni elettore presterà attenzione è il futuro legato al binomio energia-economia. Intrigante è comprendere quanto i programmi dei due schieramenti si differenzino realmente e quanto siano costretti a seguire vie comuni attorno al fabbisogno di gas e idrocarburi accresciuto dal boom produttivo. L’attuale Turchia industriale e artigiana dal Pil roboante (l’8,9% di crescita nel 2010) importa il 93% del petrolio e il 97% del gas che consuma.

Rivolte d’Arabia, cresce il sostegno anti-saudita

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Diego Carmignani

CRISI. Nello Yemen salgono a 72 le vittime della repressione. Continuano le manifestazioni sciite anche in Bahrein, Iraq e Iran. A Baghdad, Parlamento chiuso per protestare contro l’uso della forza

Non si placa l’escaltion di paura e morte che sta travolgendo il mondo arabo. Nella giornata di venerdì si era parlato di 41 morti lasciati sul campo dai miliziani infiltrati nella folla e dai cecchini appostati sui tetti di Sana’a. Un bilancio provvisorio che tocca il numero di 52 vittime certe, ma che, secondo le ultime notizie, sarebbe di 72, con un totale di 400 feriti.

Uno spettro si aggira nei Paesi arabi e persiani: la rivoluzione

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Annalena Di Giovanni da Il Cairo

ANALISI. In Egitto il popolo non demorde, sciopera e discute della nuova Costituzione.
In Bahrain proseguono le manifestazioni. Ma le due storie da seguire ora sono la Libia e l’Iran.

«Dite all’Italia di risolvere i propri problemi invece di trattarci come l’Albania» è il commento pressoché unanime – e certamente offeso - che capita di raccogliere per le strade del Cairo quando si racconta della paura italiana per eventuali ondate migratorie. L’economia è a pezzi ma sembra che tutti si sentano chiamati per la costruzione del nuovo Egitto, ed emigrare è fuori discussione.

Teheran si siede al tavolo del negoziato sull’atomo

Annalena Di Giovanni

IRAN. Ripartono da Istanbul le trattative tra l’Iran e il gruppo 5+1 sul dossier nucleare.
Per la delegazione persiana il primo round di colloqui si è svolto in «un’atmosfera positiva».

«Si sono incontrati, hanno letto un comunicato sulla propria posizione l’uno all’altro, poi si sono abbuffati di saltimbocca di pollo, pesce al vapore, ravioli e verdure alla griglia». È questo il commento, impietoso, dato da un diplomatico (in via del tutto anonima) al quotidiano pro-Akp turco  Today’s Zaman sulla maratona diplomatica di ieri inaugurata al palazzo di Ciragan di Istanbul.

Teheran, centrali nucleari aperte per gli ambasciatori

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Annalena Di Giovanni

IRAN. La diplomazia persiana scrive una lettera per concedere ispezioni. Per gli Usa «una sceneggiata». Atteso l’Egitto di Mubarak che secondo Wikileaks aveva auspicato un attacco militare.

Weekend sul Golfo Persico. È questo l’invito diramato da Tehran per il prossimo fine settimana, con una lettera che propone un viaggio interamente spesato alle centrali nucleari volute dal governo della Repubblica Islamica. Scopo del viaggio, dimostrare ad una serie di Paesi come il programma per l’arricchimento dell’uranio, in Iran, sia del tutto limitato alla produzione di energia elettrica e ricerca medica.

In Yemen materiale nucleare incustodito

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Annalena Di Giovanni

WIKILEAKS. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Guardian in Medio Oriente si registrano manovre poco chiare. In prima linea l’Egitto che ha tentato in tutti i modi di bloccare Teheran.

Voleva, a quanto pare, fare bella figura. E così il 13 maggio 2009 l’ambasciatore egiziano Maged Abdellaziz, parlando con l’assistente-Segretario di Stato Rose Gottemoeller, si è lasciato sfuggire uno di quegli scheletri nell’armadio dei tempi del crollo dell’unione sovietica: dai suoi giorni di servizio a Mosca si ricordava con certezza che all’Egitto era stato offerto di acquistare sotto banco arsenali nucleari russi, comprensivi dell’expertise necessario per renderli operativi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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