La strategia del terrore torna a devastare Bagdad

iraq.jpg
Said Abumalwi

IRAQ SENZA PACE. Oltre sessanta morti e centottanta feriti in tredici attentati nella capitale irachena a pochi giorni dal ritiro americano. Il premier al -Maliki: «Non cadremo nella trappola».

L’Iraq torna sotto i riflettori della cronaca con l’ennesima strage a pochi giorni dal completamente del ritiro americano marcato dall’ammainabandiera stelle strisce. E’ una strage a grandi numeri: oltre sessanta persone sono state uccise e oltre 180 ferite in una serie di attentati dinamitardi che hanno scosso la capitale dalla prima mattinata di ieri. Attentati opera di sconosciuti che avvengono però mentre si va alzando la tensione tra gli schieramenti politici sciita e sunnita.

L’attesa di Teheran nei siti nucleari minacciati

iran.jpg
Enrico Campofreda

IRAN. Gli impianti di Parkin e Arak rischiano un attacco da parte di Israele. Tel Aviv deciderà da sola se intervenire dopo la pubblicazione del dossier Onu sul programma atomico degli ayatollah.

 

Iraq oggi, dove esser donna torna a diventare un pericolo

Marco Parisi 4.jpg
Riccardo Bottazzo

DIRITTI. Prima della guerra era il Paese del mondo arabo musulmano col più alto tasso di alfabetizzazione anche in ambito femminile. Ma adesso è ricominciato un lungo autunno.

Prima dell’invasione delle truppe Usa, nell’aprile del 2003, l’Iraq era la nazione più avanzata del mondo musulmano dal punto di vista dell’alfabetizzazione. Nell’82, quando ancora il nome del dittatore Saddam Hussein compariva nella lista Stelle e Strisce dei “buoni” e combatteva il “cattivo” di turno, l’ayatollah Khomeyni, irriducibile nemico degli Stati Uniti, il Paese mediorientale si era aggiudicato il premio Unesco per l’istruzione.

Tutti gli interrogativi sul futuro della Libia

large_110321-010504_To200311est_0832.jpg
Gianna Pontecorboli

ANALISI. La Nato annuncia a fine ottobre il termine della missione nel Mediterraneo e Obama conferma che entro il 2011 lascerà l’Iraq. Ma il domani, a Tripoli e a Bagdad, resta pieno di incognite.

Giovedì mattina, le immagini di Gheddafi sanguinante hanno lasciato l’America e il Palazzo di Vetro dell’Onu sollevati, e insieme  inorriditi e perplessi. E venerdì, la Nato ha annunciato in via preliminare che la missione in Libia terminerà alla fine di ottobre. Poche ore dopo il presidente Obama annunciava il ritiro completo delle truppe americane da Bagdad.

Alkosh la devota, dove si prega nella lingua di Cristo

55948642.jpg
Riccardo Bottazzo

POPOLI. Viaggio nella piccola città caldea. Uno dei pochi rifugi rimasti per i cristiani, che ormai in Iraq non hanno più patria. «A Baghdad eravamo mezzo milione, gli Usa ci hanno cacciati».

La cristianità è un gregge di pecore in transumanza. Quella che fa la matta, quella che sbaglia direzione è sempre la pecora che sta davanti. Ma quella che si piglia la randellata sul groppone è sempre quella in fondo, quella vicina al bastone del pastore».

Raid aereo di Ankara in Iraq per colpire le basi del Pkk

330B9BC1-0928-4209-B187-08B5E5FD5C94_mw800_mh600.jpg
Sonia Grieco

MEDIO ORIENTE. Il governo turco scatena oltre confine una rappresaglia dall’aria per reagire agli attacchi della guerriglia curda. A rischio i negoziati. Il presidente Gul promette «vendetta».

L'esercito turco ha lanciato un’incursione aerea tra le montagne dell’Iraq settentrionale dove si trovano le basi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), bombardate dall’aviazione in risposta agli attacchi simultanei sferrati dai separatisti curdi nella Turchia sudorientale, che hanno ucciso 26 soldati quando un centinaio di guerriglieri avevano attaccato sette avamposti dell’esercito nei remoti distretti di Cukurca e di Yuksekova nella provincia di Hakkari, al confine con l’Iraq. Il contrattacco turco ha fatto almeno 20 morti tra i separatisti.

Tutte le guerre della rabbia e dell’orgoglio

AP11090816468.jpg
Emanuele Giordana

SECIALE 11/9. Prima le montagne dell’Hindukush. Poi il Paese dei due fiumi. Centotrentamila morti per combattere il terrorismo ed esportare la democrazia. Un bilancio amaro dieci anni dopo.

All’inizio fu l’Afghanistan. Le schermaglie con bin Laden erano ben precedenti e Washington aveva reagito bombardando Karthum e la frontiera afgano pachistana. Ma è l’11 settembre a dare il via all’operazione militare Enduring Freedom e alla guerra condotta da una “coalizione di volenterosi” tra cui l’Italia. Qualcuno – pochi, pochissimi – aveva messo in guardia. Non solo per motivi ideologici ma ricordando a militari e politici le lezioni della Storia: un posto maledetto, senza una pianta ma zeppo di anfratti.

Incontro con Amadei. La verità su Nassirya

20-sigarette-Vinicio-Marchioni-Carolina-Crescentini-Foto-dal-film-16.jpg
Alessia Mazzenga

PIAZZA VITTORIO. Stasera “Notti di Cinema” a Roma propone la pellicola d’esordio di Aureliano Amadei. Dall’esperienza personale ad un’opera cinematografica intensa premiata a Venezia.

La sezione Ping Pong della rassegna cinematografica di piazza Vittorio a Roma nelle scorse settimane ha visto la presenza di alcuni degli autori più rappresentativi del nostro cinema, tra gli altri anche di Marco Bellocchio. Stasera il pubblico incontrerà, invece, uno dei registi emergenti, Aureliano Amadei, che con la sua opera prima (in programmazione alle 20,45) ha riscosso ampi apprezzamenti di pubblico e di critica nella passata stagione.

Rivolte d’Arabia, cresce il sostegno anti-saudita

1-YEMEN.jpg
Diego Carmignani

CRISI. Nello Yemen salgono a 72 le vittime della repressione. Continuano le manifestazioni sciite anche in Bahrein, Iraq e Iran. A Baghdad, Parlamento chiuso per protestare contro l’uso della forza

Non si placa l’escaltion di paura e morte che sta travolgendo il mondo arabo. Nella giornata di venerdì si era parlato di 41 morti lasciati sul campo dai miliziani infiltrati nella folla e dai cecchini appostati sui tetti di Sana’a. Un bilancio provvisorio che tocca il numero di 52 vittime certe, ma che, secondo le ultime notizie, sarebbe di 72, con un totale di 400 feriti.

Al via la “Veglia della verità” sull’Iraq

RADICALI. Alla vigilia della testimonianza di Tony Blair di fronte alla Commissione di inchiesta sulla guerra in Iraq prevista per oggi, 21 gennaio, il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito ha organizza in diversi capoluoghi d’Italia una ‘Veglia per la Verita’’, che si è svolta dal pomeriggio di ieri e che si protrarrà fino a stamattina.

Alla vigilia della testimonianza di Tony Blair di fronte alla Commissione di inchiesta sulla guerra in Iraq prevista per oggi, 21 gennaio, il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito ha organizza in diversi capoluoghi d’Italia una ‘Veglia per la Verita’’, che si è svolta dal pomeriggio di ieri e che si protrarrà fino a stamattina.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29