Immigrazione, in 15 province si rischia una “nuova Rosarno”

falsa2.jpg
Dina Galano

IL RAPPORTO. Da una ricerca Ires-Cgil, condotta sugli indici di conflittualità economica e sociale, le aree in cui potrebbero scoppiare rivolte sono tutte al Sud. Un esito anche della “guerra tra poveri”.

Le rivolte di Rosarno, la strage di Castel Volturno, non sono nate dal nulla. Fattori economici e sociali hanno portato all’esasperazione, alle violenze e al disfacimento dei già precari rapporti tra popolazione italiana e immigrata. Quegli «equilibri distorti» oggetto dell’indagine condotta dall’Ires (Istituto ricerche economiche e sociali), su commissione della Cgil e presentata ieri a Roma, sono ben presenti lungo la Penisola e interessano almeno quindici province.

Dieci anni in perdita

Alessio Nannini

ECONOMIA. Abbiamo un sistema fiscale che va contro lo sviluppo. E' quanto emerge da un rapporto Ires-Cgil, che conferma il declino del potere d’acquisto dei salari in Italia negli ultimi dieci anni.

L'ultimo decennio ha reso le nostre già povere tasche ancora più magre. Questa è la sintesi del V rapporto Ires-Cgil dal titolo Salari in Italia: un decennio perduto, presentato ieri dal segretario generale Guglielmo Epifani e da Agostino Megale, presidente dell’Ires.

Dopo la crisi esplode la sfiducia

Giuliano Rosciarelli

DOSSIER. Una ricerca condotta da Ires-Cgil e istituto Swg su un campione di 2.787 persone rivela: il 62% di chi ha perso un lavoro non percepisce alcun ammortizzatore sociale. E la quasi totalità si dice fiaccata dalle difficoltà.

Sressati, preoccupati, malpagati. I lavoratori nel tempo della crisi giudicano grave la situazione economica e le sue ripercussioni sul lavoro; fanno sacrifici per far quadrare il bilancio contando sulla presenza di un doppio stipendio e si sentono a rischio di lavoro nero. Chi è rimasto disoccupato ritiene che la colpa sia soprattutto della recessione (87%) e il 66% dichiara di non riuscire a mantenere la famiglia.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31