Guerre in Asia. Scia di terrore in Afghanistan e Pakistan

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Emanuele Giordana

CONFLITTI. Ennesima giornata di violenze a Kabul con un attentato contro le forze Isaf. Una donna kamikaze si fa esplodere a Kunar. Ma anche nello Stato confinante si continua a morire.

Dopo l’attacco contro un compound di militari e funzionari occidentali a Kandahar - battaglia di 15 ore - ieri la violenza della guerra si è abbattuta su Kabul e su altre zone del Paese. Almeno 17 persone, tre civili, un poliziotto e 13 soldati stranieri, sono stati uccisi da un attentato kamikaze rivendicato dai talebani contro un autocarro americano di Isaf nella zona di Darulaman, dove ha sede il parlamento.

Usa, sul tavolo di Lisbona la debacle in Afghanistan

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Enrico Campofreda

SUMMIT. Al vertice Nato in corso nella capitale portoghese di discute l’exit strategy delle truppe Isaf dal Paese asiatico. Intanto la politica di Washington è sempre più in affanno e l’instabilità interna continua a crescere.

Un punto nodale che gli uomini di Washington presentano agli alleati Nato nel vertice di Lisbona, assieme al riassetto strategico in Europa e al rapporto con la Russia, è l’exit strategy delle truppe Isaf dal territorio afgano. Ma per loro ammissione esso è un obiettivo, non una certezza. L’annunciato ritiro di taluni reparti sin dal luglio prossimo potrebbe essere un’idea già accantonata perché la nazione statunitense non sembra mostrarsi unanimente concorde.

Missione insostenibile

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Enrico Campofreda

AFGHANISTAN. Nuove vittime italiane tra le forze Isaf. Al passaggio di un convoglio di blindati, una bomba piazzata a Bala Murghab, nella zona di Herat, uccide due militari e ne ferisce gravemente altri due.

Li chiameranno eroi, di fatto sono vittime di quello che il governo Berlusconi continua a definire intervento di “pace”. Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio sono gli ultimi due militari a morire nella missione internazionale, prima Enduring Freedom ora Isaf, cui l’Italia partecipa dal 2004 in Afghanistan. Nell’attacco sono rimasti gravemente feriti altri due connazionali, Cristina Buonacucina e Gianfranco Scirè.

La denuncia di Emergency

Susan Dabbous

AFGHANISTAN. Nel cuore della zona dei bombardamenti le forze dell’Isaf impediscono sistematicamente e intenzionalmente ai feriti di raggiungere gli ospedali attraverso il blocco delle macchine e delle ambulanze.

«Con 300 milioni di euro avremmo potuto risanare la sanità dell’Afghanistan. Peccato però che nessuno chieda ai contribuenti come spenderebbero i loro soldi». Queste le parole rilasciate a Terra dal chirurgo Gino Strada, leader di Emergency, a poche ore dall’approvazione delle 31 missioni internazionali dei militari italiani alla Camera. Il voto è andato liscio come l’olio. A infrangere l’idillio solo un’interpellanza avanzata da 36 parlamentari del Pd a firma dell’ex ministro della Difesa, Arturo Parisi.

Isaf, ancora vittime civili

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Susan Dabbous

AFGHANISTAN. Dopo la strage di domenica e quella di due giorni fa, le forze Nato ammettono un nuovo «increscioso incidente». Al quarto giorno dall’offensiva Mushtarak, altri tre non combattenti muoiono “per errore” nell’Helmand.

Si continua a uccidere per sbaglio. In Afghanistan ieri è stato il quarto giorno consecutivo in cui l’Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza) ha dovuto ammettere di aver provocato per errore delle vittime civili. L’ennesima morte accidentale per mano alleata ha raggiunto tre persone nel distretto di Nad Ali (Helmand), che si aggiungono ai dodici cittadini afgani morti domenica per il lancio sbagliato di due razzi e ai cinque deceduti lunedì scorso sotto un bombardamento aereo nella provincia di Kandahar.
 

Parisi: «La missione a Kabul è giusta ma non cambi natura»

Pietro Orsatti

ISAF Per mutare la presenza italiana nel Paese è necessario un passaggio in Parlamento. Questa l’opinione dell’ex ministro della Difesa del governo Prodi dopo le ultime polemiche. «Se il governo ha qualche idea lo dica, basta parlare alla leggera»

 

Elezioni senza pace

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Annalena Di Giovanni

AFGHANISTAN Un attacco al palazzo presidenziale e un’autobomba contro l’Isaf, nella capitale, confermano la fragilità di Kabul. Alla vigilia delle consultazioni, Karzai, dato vincente, è sempre più debole. Gli Usa preferiscono altri candidati

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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