I veleni della marina dietro le cozze tossiche

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Fulvio Colucci

TARANTO. Più grave del previsto l’inquinamento nelle acque pugliesi. Lo certifica l’Ispra. E lo ribadisce l’assessorato all’Ambiente della Regione, che mette sotto accusa l’area dell’arsenale.

Tutta la verità sull’inquinamento del Mar piccolo di Taranto. Quello che ha fatto esplodere il caso delle cozze al Pcb (policlorobifenile) la scorsa estate. Quello che ha imposto la distruzione di centinaia di tonnellate di mitili. Quello che costringe un’attività millenaria a migrare in cerca di altra acqua. Perché la stessa Ispra ha dichiarato in una lettera al ministero dell’Ambiente che anche ampie zone di Mar grande, il mare aperto, il Mar Ionio, sono interessate a fenomeni di inquinamento. Cozze senza casa, cozze senza pace.

Per l’Ispra è inquinato anche il Mar grande

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Fulvio Colucci

TARANTO. Dopo le cozze al Pcb trovate nello specchio interno, l’ipotesi era di spostarle in quello aperto. A farla sfumare, una lettera inviata al ministero dall’Istituto per la protezione ambientale.

Non c’è scampo per il mare di Taranto. Dopo la scoperta delle “cozze al Pcb”, la scorsa estate all’interno alla città (nel mar piccolo), tocca ora al mar grande, quello aperto che si apre sul Golfo, rivelare il suo avvelenamento. Come una piaga biblica. La notizia trapela grazie ad una lettera dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale), inviata al ministero dell’Ambiente qualche settimana fa.

Il disastro ambientale dell’area di Malagrotta

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Alessandro De Pascale

DOSSIER. I Verdi rendono pubblica un’indagine dell’Ispra sull’inquinamento causato dalla discarica della Capitale, la più grande d’Europa: «Il mercurio è in tutte le matrici analizzate».

La tabella forse più esemplificativa, quella che rende meglio l’idea del “disastro Malagrotta”, si chiama «indicatore di pressione ambientale». È soltanto una delle decine di centinaia di tavole contenute nelle oltre 700 pagine dello studio condotto nel 2010 dall’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), per conto del ministero dell’Ambiente. È l’indagine più completa mai realizzata. Se ne erano perse le tracce fino a ieri.

Inquinamento da ozono. Italia al primo posto

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Alessio Nannini

SALUTE. Un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente ci indica come il Paese meno virtuoso per l’emissione di agenti nocivi nell’aria. I dati dell’Ispra: male soprattutto le città della Val Padana.

L'inquinamento da ozono provoca in Europa quattordicimila ricoveri all’anno e ventunomila morti. Lo dicono i dati presentati dall’Agenzia europea per l’ambiente, secondo cui il periodo più critico per la salute è quello compreso fra il 24 giugno e il 22 luglio.

«L’Agenzia non serve». L’accusa di Greenpeace

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Valerio Ceva Grimaldi

NUCLEARE. Parla il direttore esecutivo dell’associazione, Pippo Onufrio: «Veronesi? Si è rivelato un piazzista dell’atomo». Ma avverte: «Valorizzare le competenze di Enea e Ispra sul monitoraggio».

Archiviata la grande euforia per la vittoria al referendum sul nucleare, per l’Italia è tempo di nuove strategie energetiche. Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, spiega come dovrebbe muoversi il governo: «Non avremmo mai avuto nessuna centrale prima del 2020, un anno entro il quale l’Italia ha degli obiettivi obbligatori. Avremmo perso solo tempo».

Cemento e rifiuti, ecco come le città soffocano

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Palmiro Sardu

DOSSIER. Nel Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano dell’Ispra preoccupano i dati sul consumo del suolo. Nei grandi centri, inoltre, assistiamo ad un boom della monnezza.

 

Franosa e desertificata. Benvenuti in Italia

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Diego Carmignani

TERRITORIO. L’Ispra presenta l’annuario dei dati ambientali del nostro Paese. Diminuiscono gas serra e incendi, ma aumentano polveri sottili, gradi centigradi e dissesto idrogeologico.

Qual è lo stato di salute del nostro territorio? Una bella domanda, alla luce di numerose minacce di oggi, dal nucleare alle trivellazioni petrolifere, alla cementificazione delle coste, che trova mille e più risposte nell’Annuario dei dati ambientali redatto dall’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale e presentato ieri a Roma.

Il governo cancella le facoltà di Geologia

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Giorgio Mottola

IL CASO Con l’entrata in vigore della riforma Gelmini scompariranno dagli atenei italiani tre quarti dei dipartimenti di Scienze della Terra in Italia. A rischio le politiche per la prevenzione idrogeologica

“L’ecosistema tetto”. Viaggio tra le proteste

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Rossana De Rossi

IL LIBRO. "Non sparate alla ricerca. Dalla base al tetto: cronaca di una lotta" è la raccolta di racconti, scritti dai lavoratori precari dell’Ispra. Prefazione della Hack.

Testimoniare una lotta che oggi sembra essere diventata quasi una profezia, con gli studenti tutti in piazza e i ricercatori sul tetto delle università.

Ispra, la lotta dei precari tra sogni e mobilitazioni

r.d.r.

IL LIBRO. I ricercatori, protagonisti per tre mesi dell’occupazione sul tetto dell’Istituto in segno di protesta, si trasformano in personaggi letterari nel racconto "Sovvertire il diluvio" della scrittrice Isabella Borghese.

I ricercatori dell’Ispra, protagonisti dell’occupazione sul tetto dell’Istituto, andata avanti per 59 giorni tra novembre 2009 e gennaio 2010 e diventata una delle lotte per il lavoro più visibili degli ultimi anni, ora diventano anche personaggi letterari.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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