La risposta di Israele allo “schiaffo” dell’Unesco

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Sonia Latinio

DIPLOMAZIA. Dopo l’annuncio di Parigi, altri duemila alloggi in Cisgiordania e nell’area di Gerusalemme Est e stop temporaneo al trasferimento di fondi all’Autorità nazionale palestinese.

Israele mostra i muscoli e reaisce con forza allpo “schiaffo” di Parigi. La ritorsione all’ingresso della Palestina nell’Unesco come membro a pieno titolo è immediata e durissima: accelerazione sugli insediamenti, peraltro mai fermati, e blocco dei trasferimenti delle rimesse dovute ai palestinesi.

La Palestina entra nell’Unesco. Israele: «è una tragedia»

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Tiziana Guerrisi

NAZIONI UNITE. Con 107 voti a favore, 52 astenuti (tra cui l’Italia) e 14 contrari (Usa, Germania, lo Stato ebraico) si consuma il primo atto che segue alla richiesta di avere un seggio all’Onu.

Alla fine il presidente palestinese Abu Mazen ce l’ha fatta: l’Unesco ha votato sì con 107 voti a favore (14 i contrari e 52 astenuti tra cui l’Italia) all’adesione della Palestina che per la prima volta entra come membro a tutti gli effetti in un’organizzazione delle Nazioni Unite.

Quando ecologia non fa rima con diritti: il caso Sodastream

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Enrico Campofreda

ISRAELE/PALESTINA. Una Ong svedese accusa un marchio quotato in Borsa: gran parte della produzione si fa nella controversa colonia di Ma’ale Adumim sorta su terreni palestinesi.

Lo spot coinvolge i cuori ecologici anche perché è drammaticamente reale. 178 milioni di litri di petrolio sono utilizzati per produrre i 144.000.000.000 di bottiglie di plastica che contengono le acque minerali che attualmente beviamo. Il loro trasporto è inquinante, lo smaltimento ancor più. La disgregazione per usura di una sola bottiglia di pet dura quasi mezzo millennio. Tutto per la voglia di bollicine che tante minerali non hanno neppure.

Il no italiano, che orrore

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Agostino Spataro

PALESTINA. E' grave la responsabilità del governo Berlusconi di votare contro la richiesta per il riconoscimento pieno dello Stato palestinese entro i territori del 1967.

Il governo Berlusconi si è assunto la grave responsabilità di votare contro la richiesta, avanzata all’Onu da Abu Mazen, per il riconoscimento pieno dello Stato di Palestina entro i territori del 1967. Tali “territori” sono da intendere come palestinesi a tutti gli effetti anche in base alla ripartizione decisa dall’Onu nel 1947, e confermati dalla risoluzione del 1967.

Freedom Flotilla, scontro aperto tra Ankara e Tel Aviv

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Joseph Zarlingo

TURCHIA. Israele rifiuta di scusarsi per i nove cittadini turchi uccisi nel raid del 2010 in acque internazionali. Rotti i rapporti diplomatici tra i due Paesi e sospesi tutti gli accordi militari.

Relazioni diplomatiche con Israele ridotte «al più basso livello possibile»; immediata sospensione degli accordi di cooperazione militare; campagna internazionale per dichiarare illegale il blocco contro Gaza. Sono le mosse del «Piano B» annunciato ieri ad Ankara dal ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu come ritorsione al rifiuto israeliano di presentare scuse ufficiali.

Tensione alle stelle tra Egitto e Israele

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Il popolo di piazza Tahrir assedia l’ambasciata di Tel Aviv al Cairo per protestare contro l’uccisione di cinque poliziotti. E il premier Charaf lancia su facebook un duro ultimatum.

Dopo i tragici incidenti nel Sinai di giovedì la tensione fra Egitto e Israele è salita vertiginosamente. Il popolo di piazza Tahrir accantona le diatribe interne e rivolge la sua ira contro il nemico d’un tempo assediando l’ambasciata israeliana al Cairo e bruciando bandiere con la stella di David. Il sangue dei cinque poliziotti di frontiera uccisi dall’esercito di Tel Aviv è considerato dalla gente sangue proprio e l’insofferenza contro l’aggressività israeliana è al limite.

Israele bombarda Gaza. Tre poliziotti egiziani uccisi

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Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Dopo l’attentato di Eilat, Tel Aviv attacca la Striscia provocando almeno otto vittime. E in un raid sul Sinai colpisce a morte alcuni soldati de Il Cairo. Ancora razzi dalla Palestina.

Tre vittime egiziane e otto palestinesi. È pesante il bilancio delle rappresaglie israeliane sulla Striscia di Gaza, dopo i sanguinosi attentati in serie di giovedì scorso nei pressi della città turistica di Eilat, costati la vita a otto cittadini israeliani, tra cui due donne, e ai sette aggressori di cui non si conosce ancora l’origine. Altre 26 persone sono invece rimaste ferite.

Comuni in sciopero a fianco degli indignados

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Paolo Tosatti

ISRAELE. I dipendenti pubblici si uniscono alla “Protesta delle tende” e in 150mila incrociano le braccia. Netanyahu tenta di correre ai ripari, ma le sue proposte non convincono i manifestanti.

Un giorno di sciopero in segno di solidarietà con i giovani accampati nelle strade di Tel Aviv. La “Protesta delle tende” in Israele continua a guadagnare forza, alimentata dal malcontento e dalla frustrazione di un ceto medio che sembra aver preso definitivamente consapevolezza dell’insostenibilità del modello di spesa portato avanti dal governo di Benjamin Netanyahu a discapito delle esigenze e dei bisogni dei suoi cittadini.

Israele, no alla “Flotilla aerea”. Tensione allo scalo di Tel Aviv

Enrico Campofreda

Medio Oriente. Bloccati agli aeroporti di partenza a Roma, Parigi e Ginevra i pacifisti pro Gaza. Le compagnie avevano ricevuto i nomi «dei provocatori» in delle liste fornite dallo Stato sionista

Fermati agli aeroporti di Parigi, Ginevra, Roma dalle polizie locali. Arrestati al Ben Gurion di Tel Aviv che a detta del parlamentare palestinese Mustafa Barghouti diventa «un avamposto militare». È questa l’accoglienza riservata da Israele agli attivisti internazionali che, dopo il blocco imposto nei porti ellenici alle navi della Freedom Flotilla2, si davano appuntamento in Cisgiordania per l’iniziativa “Benvenuti in Palestina”.

L’unione dei palestinesi fa tremare Gerusalemme

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Annalena Di Giovanni da Beirut

MEDIO ORIENTE. Dopo lo storico accordo tra 13 partiti sulla pace interna, arriva la reazione del governo Netanyahu. A preoccupare è  l’avvicinamento tra moderati e fondamentalisti.

Posso soltanto pensare a tre mesi fa. Sulla bacheca del mio Facebook guardavo scrivevo battute contro la rivoluzione egiziana perché lavoro per una grossa ONG e a Ramallah dipendiamo dagli umori di Fatah per tutto, e quindi siamo strettamente controllati. Ma dentro di me pregavo tanto che gli egiziani ce la facessero. Sapevo che liberata il Cairo, saremmo stati liberi anche noi palestinesi. Ed eccoci qua oggi».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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