Disoccupazione record tra donne e giovani

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Susan Dabbous

ISTAT. Allarmanti i dati di settembre: il tasso dei non occupati in Italia degli under 25 è salito al 29,3%, dal 28 di agosto. Si tratta del livello più alto dal 2004. E quella femminile sfiora il 50%.

E' allarme disoccupazione in Italia, dove l’Eurostat ha rilevato l’incremento più forte rispetto al resto dei Paesi dell’eurozona. Secondo i dati Istat il tasso di disoccupazione è passato dall’8% di agosto all’8,3 di settembre ciò significa, in termini assoluti, che nel solo mese di agosto sono state 86mila le persone che hanno perso l’impiego. Il tasso di disoccupazione giovanile ha registrato invece un vero e proprio balzo dal 28 al 29,3, portandoci ad indossare la maglia nera Ue per l’incremento percentuale.

Effetto sanatoria nei dati Istat. Più regolari grazie alle badanti.

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Susan Dabbous

DEMOGRAFIA. L’istituto di statistica registra un incremento di oltre 330mila immigrati nel 2010. Per la Confederazione degli artigiani è merito del decreto del 2009. In molti oggi ripartono per crisi.

Cosa accadrebbe al “sistema Italia” se un giorno sparissero tutti nel pieno della notte? Sono 4.570.317 gli stranieri residenti nello Stivale, 335mila in più rispetto all’anno scorso, sono passati così dal 7 al 7,5% della popolazione. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Istat mentre a descrivere un Paese in totale disfacimento in caso di improvvisa assenza di immigrati ci ha pensato il regista Francesco Patierno nel film Cose dell’altro mondo.

L’agricoltura è in ginocchio. Dal governo solo silenzio

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Alice Morrosini

ECONOMIA. Crescono poco i prezzi dei prodotti finali mentre i costi per le aziende lievitano. Dai dati diffusi dall’Istat il settore agricolo è in stallo. Le associazioni: «Servono politiche mirate».

Il settore agricolo arranca. Se crescono, ma a ritmi lenti, i prezzi dei prodotti agricoli, i costi per i produttori lievitano velocemente. Secondo la periodica rilevazione dell’Istat, nel secondo trimestre dell’anno l’indice dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori è aumentato soltanto dello 0,4 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2010. Il dato, che pesa sulle tasche dei consumatori, risulta insufficiente a coprire i costi delle aziende agricole.

L’agricoltura è in ginocchio. Dal governo solo silenzio

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Alice Morrosini

ECONOMIA. Crescono poco i prezzi dei prodotti finali mentre i costi per le aziende lievitano. Dai dati diffusi dall’Istat il settore agricolo è in stallo. Le associazioni: «Servono politiche mirate».

Il settore agricolo arranca. Se crescono, ma a ritmi lenti, i prezzi dei prodotti agricoli, i costi per i produttori lievitano velocemente. Secondo la periodica rilevazione dell’Istat, nel secondo trimestre dell’anno l’indice dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori è aumentato soltanto dello 0,4 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2010. Il dato, che pesa sulle tasche dei consumatori, risulta insufficiente a coprire i costi delle aziende agricole.

Stabilmente senza lavoro. La crisi non va in ferie

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Giuliano Rosciarelli

ECONOMIA. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, l’occupazione in Italia è in fase di stallo. Cala quella femminile, mentre aumentano gli scoraggiati. E nell’ultimo trimestre arriverà una nuova batosta.

Il termometro della crisi prosegue ad oscillare con andamenti a singhiozzo che alternano piccoli miglioramenti a grandi scivoloni facendo rimanere sostanzialmente fermo il Paese ormai da tre anni. Il mercato del lavoro, nella fotografia scattata ieri dall’Istat, ne è la manifestazione più evidente: a giugno, nelle stime su occupazione e disoccupazione, ha infatti registrato per gli occupati una lieve diminuzione dello 0,1% sufficiente a togliere il fiato alla sia pur breve ripresa rispetto all’annoprecedente, che è stata dello 0,1% (+31mila unità).

L’Italia differenziata risulta divisa in quattro

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Vincenzo Mulè

AMBIENTE. L’Istat pubblica i dati relativi agli indicatori ambientali urbani. Dall’acqua e dalle fonti rinnovabili buone notizie. Per quanto riguarda i rifiuti, invece, continuano le difficoltà.

Raccolta dei rifiuti, consumo dell’acqua, verde pubblico, produzione energetica e smog. Sono gli indicatori ambientali urbani, messi ogni anno sotto la lente d’ingrandimento dall’Istat. Dati che disegnano un Paese in faticoso miglioramento. Ma con realtà che con il tempo si sono incancrenite e per questo più difficili da modificare. Nel complesso, anche nel 2010 Trento, Venezia, Bologna e Foggia occupano i primi quattro posti della classifica dei comuni che hanno mostrato maggiore attenzione alle compatibilità ambientali.

L’Istat lancia l’allarme: «Otto milioni di poveri»

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Alessandro De Pascale

CRISI. In difficoltà oltre una famiglia su cinque, il 13,8 per cento dell’intera popolazione italiana. Numeri quasi doppi nel Mezzogiorno. A dirlo è il rapporto 2010 dell’ente pubblico di statistica.

Oltre 2 milioni e 734mila famiglie sono relativamente povere, pari all’11 per cento di quelle residenti in Italia. Che corrispondono a ben 8 milioni e 272mila individui, il 13,8 per cento dell’intera popolazione. Risultano invece in condizione di povertà assoluta, un milione e 156mila famiglie (il 4,6% del totale), per un totale di 3 milioni e 129mila individui (il 5,2% dell’intera popolazione). Sono i dati del Rapporto sulla povertà in Italia nel 2010, diffuso ieri dall’Istituto nazionale di statistica (Istat).

Diminuiscono il lavoro e la voglia di cercarlo

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Giuliano Rosciarelli

ECONOMIA. L’Istat pubblica i nuovi dati sulla disoccupazione in Italia. Aumentano gli inattivi e cala l’occupazione mentre i prezzi proseguono la corsa al rialzo appesantendo i bilanci delle famiglie.

In Italia non solo manca il lavoro ma si smette anche di cercarlo e quello che si guadagna vale sempre meno. Questa in sintesi l’anomalia tutta italiana fotografata nei dati pubblicati dall’Istat sullo stato dell’occupazione e disoccupazione in Italia insieme a quelli sui prezzi dei beni al consumo. Da un lato infatti, mentre cala (nominalmente) la disoccupazione diminuisce anche il numero degli occupati e aumentano gli inattivi (coloro che rinunciano a cercare lavoro).

Italia stagnante, uno su quattro a rischio povertà

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Dina Galano

ISTAT. Pil fermo, ritmi di crescita inferiori alla media Ue, disoccupazione record per donne e giovani. La fotografia resa dall’ente statistico disegna un Paese «vulnerabile» che stenta a uscire dalla crisi.

La peggior performance in Europa nell’ultimo decennio, sempre più lontana dagli obiettivi di sviluppo della Strategia Ue 2020. Nel nostro Paese la recessione, finita, non si è accompagnata dalla ripresa economica al punto che un italiano ogni quattro «sperimenta il rischio di povertà o esclusione sociale», un valore del 23,1 per cento superiore alla media Ue.

Disoccupati da record. Il 2010 è l’anno nero

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Giuliano Rosciarelli

IL DATO. L’Istat conferma: il tasso è schizzato all’8,4%. L’anno prima era al 7,8. Al Sud una donna su due è senza lavoro. Lievissima ripresa a febbraio. Fassina (Pd): «Solo un’illusione statistica».

La disoccupazione in Italia si attesta ai livelli massimi da 7 anni a questa parte, peggiora la composizione degli occupati, sempre più segnata dalla cassa integrazione e sempre più sbilanciata verso il lavoro precario e part-time involontario, si conferma l’anomalia del nostro mercato del lavoro dove il calo dei disoccupati si accompagna alla crescita del numero degli inattivi. La diagnosi arriva dalla consueta rilevazione sui livelli dell’ occupazione e della disoccupazione fatta ogni anno dall’Istat.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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