Accoglienza indegna

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Davide Carnemolla e Riccardo Bottazzo (Terra Nord Est)

MIGRANTI. Fuggono dalle rivolte in Libia. Ma vivono senza diritti e dimenticati da tutte le istituzioni.

E questa la Caritas e la Regione Veneto la chiamano accoglienza! Nascosti e isolati da tutto e da tutti: lontani dalla città, senza mezzi per muoversi e senza alcun referente o operatore che fornisca loro delle informazioni. Per i migranti, l’assistenza medica è quasi inesistente. Corsi di italiano e supporto legale? Nemmeno a parlarne. Molti di loro vorrebbero fare richiesta d’asilo ma non trovano uno straccio di referente disposto ad ascoltarli. A parte il vitto e l’alloggio non hanno niente.

Circeo, sul lago non si può navigare

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Giorgio Libralato (Terra Lazio)

TERRITORIO. Nel Parco nazionale da anni si litiga sulla gestione dello specchio d’acqua di Paola. Il contenzioso coinvolge varie istituzioni.

Sul Lago di Paola nel centro di Sabaudia, all’interno del Parco nazionale del Circeo c’è l’ultrasecolare contesa sulla proprietà (pubblica o privata) della Fondazione degli eredi Scalfati. Ma anche tra gli stessi eredi sulla gestione. Se è normale che tra i privati vi possa essere diversa opinione sulle opportunità di sfruttamento commerciale o produttivo di un bene questo non è comprensibile tra gli enti pubblici che dovrebbero sempre avere il bene comune come ispiratore.

Quel caldo nei Palazzi della politica

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Giorgio Frasca Polara (Inserto domenicale)

STORIE. La prima consegna del ventaglio nel 1883 per fronteggiare l’afa di luglio da parte dei giornalisti al presidente della Camera. Una tradizione ormai centenaria che si è poi estesa al presidente del Senato e al presidente della Repubblica. Una storia curiosa che si intreccia con la vita parlamentare e delle istituzioni, ma anche con l’edificio di Montecitorio dove d’estate sul tetto del primo, provvisorio, emiciclo si metteva del ghiaccio o si spruzzava dell’acqua. Problema inverso d’inverno, dove bisognava fronteggiare il freddo.

Siamo agli sgoccioli dell’attività parlamentare: le Camere stanno per andare in ferie dopo una stagione di drammatiche vicende economico-finanziarie e di vergognosi scandali, di scontri durissimi e di indecorose berlusconate.

Tra innovazione e crisi sociali

Fabrizio Fabbri*

IL PUNTO. «La fiducia del pubblico verso gli organismi scientifici e di controllo vacilla». Per questo le istituzioni hanno promosso processi di consultazione che sono però ancora poco efficaci.

E' parere diffuso che la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, o il miglioramento di quelle esistenti,  siano alla base della crescita della società umana e di fondamentale importanza per poter affrontare le grandi sfide del futuro. Purtroppo, non sempre il progresso è stato a costo zero e, con l’emergere degli alti costi sociali che molte innovazioni hanno determinato, la fiducia del pubblico verso gli organismi scientifici e di controllo ha iniziato a vacillare.

I due volti della corruzione

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Vincenzo Mulè

CORTE DEI CONTI. In occasione del suo insediamento, il presidente Giampaolino rilancia l’allarme: «La dissipazione delle risorse pubbliche persiste e preoccupa i cittadini ma anche le istituzioni».

Se da un lato la magistratura continua a lanciare segnali sempre più preoccupati e allarmati, dall’altro la politica continua ad ignorarli. Intervenendo durante la cerimonia del suo insediamento, il nuovo presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino ha denunciato come «gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, talvolta di provenienza comunitaria, persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli».
 

Tutti i limiti alla libertà di contestare le istituzioni

Alessio Postiglione

COMMENTI. Fin dove si può estendere l’esercizio di critica e libertà di parola in una democrazia? Gli attacchi dei grillini e del Popolo viola contro Schifani, intervenuto alla festa del Pd, hanno suscitato un vespaio di polemiche.

Fin dove si può estendere l’esercizio di critica e libertà di parola in una democrazia? Gli attacchi dei grillini e del Popolo viola contro Schifani, intervenuto alla festa del Pd, hanno suscitato un vespaio di polemiche. Si trattava di “intimidazioni squadriste”, secondo Fassino. Non andò meglio a Di Pietro, d’altronde, quando tacciò Napolitano di essere come Morfeo. Perché, come sostiene Fini, “il rispetto delle istituzioni è l’abc della democrazia”.

L’appello dal tetto

Occupanti Ispra

FINE D'ANNO. Lettera dei ricercatori e tecnici dell’Ispra che da 38 giorni occupano il tetto dell’Istituto a Roma per protestare contro la scadenza dei loro contratti. E si preparano a passare il Capodanno sullo stesso tetto, fieri di essere diventati un simbolo di protesta civile contro le assurdità del nostro Paese. L'appello ai politici di ogni schieramento, alle istituzioni e ai cittadini: chi può intervenire lo faccia subito

Siamo un gruppo di ricercatori e tecnici altamente specializzati, eppure i 38 giorni che finora abbiamo passato sul tetto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)  per difendere il nostro posto di lavoro ci hanno insegnato molte cose. 
 

La mafia conquista la politica L’Italia dei Comuni commissariati

Peppe Ruggiero

ANALISI. L’abilità delle organizzazioni criminali nel controllare il territorio si affina sempre di più. Fino ad arrivare a un consigliere comunale accusato di aver fiancheggiato un clan che non voleva lo sportello antiracket nel suo territorio.

Mafia nella pubblica amministrazione. Incensurati che si presentano alle aste giudiziarie e per conto dei boss acquistano beni immobili. E pezzi della politica che si insediano nelle associazioni antiracket per monitorare il loro operato. Sono tanti i casi di infiltrazione della criminalità nella vita politica, attraverso modi e tipologie diverse. E diversi anche i modi per inquinare il mondo dell’antimafia e riciclare in modo “pulito” i proventi degli affari criminali.

«Politica e istituzioni devono dare l’esempio»

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Enrico Campofreda

INCONTRI. Parla don Luigi Merola*, prete anticamorra per sette anni parroco di Forcella. Racconta l’esperienza della sua Fondazione ma anche il ruolo della Chiesa, la libertà di culto, i tanti problemi dei bambini del Meridione.

Perché nella nostra società deve prevalere il malaffare? Io mi impegno per la giustizia sostenendo chi ha bisogno con le parole e i fatti. Con la Bibbia in una mano e nell’altra il giornale, come insegnava il cardinale Martini». Quel giornale nella mano per don Luigi Merola - aspetto più giovane dei suoi trentasei anni, faccia partenopea che ha visto molte armi, comprese quelle che gli hanno sparato addosso - è il suo legame al mondo e ai suoi problemi.

Silvio attacca il capo dello Stato. Fini: «Rispettare le istituzioni»

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Il centrodestra non vuole elezioni anticipate, il Pd è prudente, l’Idv chiede le dimissioni di Berlusconi che, dopo la sentenza sul Lodo Alfano, non molla. Per lui il pericolo è «un Paese in mano alla sinistra».

La parola d’ordine che si aggira a Montecitorio, dopo il Lodo Alfano finito nel cestino, è «abbassare i toni della polemica». Il primo che fa un tentativo in questa direzione è Gianfranco Fini, presidente della Camera: «L’incontestabile diritto politico di Silvio Berlusconi di governare, conferitogli dagli elettori, e di riformare il Paese non può fare venir meno il suo preciso dovere costituzionale di rispettare la Consulta e il capo dello Stato».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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