Quei tremila reclusi italiani dimenticati in Paesi stranieri

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Dina Galano

I DATI. Tutela legale e diritti non garantiti. Numeri e vicende di connazionali finiti in cella e affidati alla mediazione diplomatica.

Non tutte le detenzioni all’estero vantano il lieto fine alla Cesare Battisti, rilasciato due mesi fa e già a passeggio sulle spiagge di Rio. Sono quasi tremila gli italiani detenuti all’estero, tra enormi difficoltà nell’ottenere tutela legale e corrette informazioni sulla legislazione del Paese straniero. Secondo la banca dati della Farnesina, nel 2010 si contavano 2.935 connazionali, la maggior parte ristretta nelle prigioni dell’Unione europea.

Quei poveri italiani fotografati dall’Istat

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Diego Carmignani

ANALISI. Nel rapporto “Noi Italia” la brutta carta d’identità del nostro Paese. Un decimo delle famiglie ha poco denaro, un giovane su cinque non studia né lavora, Meridione sempre più disastrato.

L’attuale triste immagine dell’Italia, determinata dalle note vicende sessuali del nostro premier, ha suscitato una fulminante reazione anche da parte del Financial Times (che non ci ha mai voluto bene): «Gli italiani? Meritano di più».

Dimenticati in carcere

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Dina Galano

SANTO DOMINGO. Il caso dei tre italiani reclusi in precarie condizioni di salute che denunciano «l’assoluta indifferenza e presa in giro» del Consolato italiano. E il deputato Raisi (Fli) invia un’interrogazione a Frattini.

Santo Domingo, meta paradisiaca del turismo d’elite, sa trasformarsi in inferno. In tema di diritti dei detenuti, l’isola oltreoceano si rivela davvero troppo distante dall’Italia e dalle sue garanzie.

Rientrano le salme dei due militari italiani da Herat

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Susan Dabbous

AFGHANISTAN. Mentre si attendono per oggi le spoglie degli artificieri, vittime mercoledì scorso di un’esplosione, l’Italia si interroga sul senso della guerra. Ed Emergency riapre l’ospedale di Lashkar-Gah.

Dovrebbero rientrare oggi Italia le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari morti in Afghanistan, mercoledì scorso, nell’esplosione di un ordigno che cercavano di neutralizzare. Intanto, a un giorno dall’accaduto, sono emersi nuovi particolari sulla dinamica dell’esplosione che appare ormai una vera e propria trappola.

Il risparmio siede a tavola

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Giuliano Rosciarelli

ISTAT. Nell’indagine annuale relativa al 2009, l’Istituto statistico rivela come in Italia una famiglia su tre non solo ha ridotto la spesa sul cibo, ma ha anche optato per l’acquisto di prodotti di qualità inferiore.

In Italia non si lavora, e ora neanche si mangia. In tempi di sacrifici una volta si diceva: mangiate pollo e patate. Oggi si risparmia pure su quelli perché la fine del mese è sempre più lontana. È la triste fotografia impressa dall’Istat attraverso i dati sui consumi medi delle famiglie italiane, in preoccupante calo per la prima volta in dieci anni. 

Gli italiani e la tecnologia. Fiduciosi ma con cautela

Federico Aragona

LA RICERCA. Utili per conciliare vita personale e professionale, e per sfruttare il tempo, ma anche rischiose in settori come Ogm e nucleare. Un’indagine del Cnr ci dice ciò che pensiamo delle innovazioni tecnologiche.

Come vivono gli italiani il rapporto con le tecnologie? Che idea hanno su Ogm e nucleare, web, energie alternative e farmaci intelligenti? Dall’indagine sulla Cultura dell’innovazione in Italia emerge un quadro in chiaroscuro. Siamo convinti che la tecnologia aiuti, ma anche prudenti e, in grande maggioranza, contrari al biotech nell’alimentazione e in agricoltura.

Agli italiani piace l'eolico

ENERGIA. Gli italiani dicono sì all’energia eolica: l’80% si dichiara favorevole ad adottare questa nuova fonte di energia nel nostro Paese. è il risultato emerso dall’indagine svolta per conto dell’Associazione produttori energia da fonti rinnovabili (Aper).

Gli italiani dicono sì all’energia eolica: l’80% si dichiara favorevole ad adottare questa nuova fonte di energia nel nostro paese. è il risultato emerso dall’indagine svolta per conto dell’Associazione produttori energia da fonti rinnovabili (Aper) e presentata ieri a Roma in occasione della conferenza “Agli italiani piace eolica”.

Gli italiani sono confusi

Antonio Noto (Direttore Ipr Marketing)

ANALISI. In un sistema informativo largamente caratterizzato da un approccio episodico e superficiale la visibilità - dunque la conoscibilità - delle tematiche ambientali risulta gravemente compromessa.

ll rapporto degli italiani con le tematiche ambientali è  approssimativo e limitato.  Le “parole verdi”, del resto, sono poco presenti nell’agenda della politica e dei media: la prima, orientata verso la compilazione delle proprie priorità in base alla capacità di aggregazione del consenso, guarda più o meno sinceramente altrove; i secondi oppongono ai temi della

Disinteresse e sfiducia. Sotto la politica niente

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Giuliano Rosciarelli

RAPPORTO. Rimane ancora un binomio imperfetto quello tra gli italiani e il Palazzo. Tra scarsa partecipazione e linguaggio complicato, le donne risultano più coinvolte.

Ci si informa di più ma se ne parla poco, si ascolta di più ma si capisce sempre meno. Il rapporto tra italiani e politica non è mai stato buono ma negli ultimi anni ha cambiato anche forma: è aumentata la partecipazione invisibile mentre è rimasta immutato il contributo fattivo, quasi fosse un argomento di improvvisazione frivola su cui non occorre prepararsi per tirar fuori qualche considerazione.

Quei giovani italianissimi

Dina Galano

RAZZISMO. Ostenta superiorità e un persistente bisogno di affermazione. Ha atteggiamenti apertamente omofobici, spinte antisemitiche, convinzione dell’inferiorità delle donne. È il “soggetto improntato al razzismo” e il suo profilo è comune al 10,7 per cento dei giovani.

Ostenta superiorità e un persistente bisogno di affermazione. Ha atteggiamenti apertamente omofobici, spinte antisemitiche, convinzione dell’inferiorità delle donne. È il “soggetto improntato al razzismo” e il suo profilo è comune al 10,7 per cento dei giovani. È lui a dominare la piramide costruita su crescenti gradualità di intolleranza che è il risultato dell’indagine commissionata dalla Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative di Regioni e province e presentata ieri alla Camera dei deputati.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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