Maria Pia De Vito il suono meticcio del jazz

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Dora Celeste Amato

INTERVISTA. La compositrice e cantante napoletana ripercorre la propria carriera, gli incontri, le emozioni, i respiri. E confessa: «La mia voce è esperta ma le mie mani sono sempre “principianti”»

Esistono mille modi per ascoltare, “sentire” una voce: si dice che il più intimo, profondo, sia quello in solitaria. è possibile. Accade quando si ha desiderio di essere creativi, scivolando lungo un sottofondo musicale, di pensare lasciandosi andare al sogno, di raccogliere le idee per dare i famosi necessari tagli, oppure per creare cornici di alabastro, pure come il sorriso timido della coscienza.

Un caldo sogno tra le strade di Francia

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Pierpaolo De Lauro

GIRADISCHI. La belle vie è l’esordio discografico di Simona Severini, un viaggio nella musica d’Oltralpe tra letteratura dell’Ottocento e raffinate melodie jazz.

Una voce calda e ammaliante, un repertorio che unisce la musica francese ad arrangiamenti jazz fino alla rilettura di un compositore dell’800 come Gabriel Fauré che si avvalse di testi poetici firmati da Victor Hugo e Arthur Rimbaud. è un’emozione per i sensi ascoltare La belle vie (My favourite records) esordio discografico di Simona Severini.

Paoli in jazz style, un cd da collezione

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MUSICA. Il decano dei cantautori italiani, cinquant’anni di carriera alle spalle, ha inciso con i jazzisti di prim’ordine Boltro, Rea, Bonaccorso e Gatto undici pezzi da ascoltare e riascoltare. Cinque sono nuovi, gli altri sono omaggi a Chaplin, Trenet, Portillo de la Luz, Jobim e allo stesso autore di “Senza fine”.

Dopo aver inciso nel 2008 il cd Milestones con Enrico Rava, Danilo Rea, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso, frutto di tanti concerti dove Gino Paoli ha presentato alcune sue canzoni in versione jazz ma ha pure interpretato, in ottimo inglese, pezzi come Time After Time e I Fall In Love Too Easily, il decano dei cantautori italiani si ripresenta in versione da jazzista con il cd Un incontro in jazz. Ad accompagnarlo sono ancora una volta i musicisti di chiara fama Boltro, Rea, Bonaccorso e Gatto.

Sardegna in jazz pensando all’ambiente

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Pierpaolo De Lauro (Inserto domenicale)

MUSICA. Dal 26 al 29 maggio, con minimo impatto tecnologico e inquinamento acustico, torna a Cagliari l’appuntamento con l’Expo europeo, una vetrina delle produzioni sonore sarde con il meglio della scena nazionale e internazionale. Un fenomeno nato grazie a Miles Davis, Keith Jarrett e tanti altri miti che all’inizio degli anni Ottanta sbarcarono sull’isola.

Parlare del jazz in Sardegna è quasi narrare di una musica che è diventata tutt’uno con la terra. Note e atmosfere per tanto tempo sono state chiuse dietro una porta, finché una forza travolgente non le ha spinte fuori, mostrando all’Europa un’isola fatta di suoni ed emozioni, in grado di unire il Nord e il Sud del vecchio continente e offrire una nuova colonna sonora al Mediterraneo.

In Norvegia alla ricerca del jazz

Pierpaolo De Lauro

MUSICA. Con Chiaro il trombettista Luca Aquino vola ad Oslo producendo un lavoro maturo e unico che fonde richiami ai Led Zeppelin, la melodia di Trenet e l’elettronica nordeuropea.

Che sia considerato tra i migliori in Europa non è certo un caso. Luca Aquino sembra nato con la tromba, dà l’impressione di viverci insieme da sempre eppure ha iniziato solo a vent’anni, quando jazzisti più blasonati hanno già una breve carriera alle spalle. Eppure il sannita Aquino, oggi 34enne, ha bruciato tutti, ha mostrato classe e determinazione mescolando con sapienza la sua musica. La sua ricetta è quella di un jazz fresco, che si sposa con l’elettronica senza snaturarsi e in grado di conquistare un pubblico ampio.

Ray Charles, un genio per tutte le stagioni

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Diego Carmignani (Inserto domenicale)

MUSICA. Willie Nelson, Wynton Marsalis e Norah Jones sono i tre protagonisti del disco “Here we go again”, eccezionale tributo live al grande musicista americano.

Ray Charles, ovvero il genio. Un appellativo che si dà a poche meritevoli persone, anzi di regola a una sola per ogni campo, come Leonardo Da Vinci nell’arte, Stanley Kubrick nel cinema, Maradona nel calcio e appunto Charles nel mondo delle sette note.

Basta discriminazioni

Maria Fiano (Terra Nordest)

INIZIATIVE. Serata dedicata a Django Reinhardt, genio sinto della musica jazz.

Entriamo spinti dalle note del Django’s Clan nel pieno del Dosta Festival. L’appuntamento è di quelli imperdibili: nel centenario della nascita di Django Reinhardt, genio sinto della musica jazz europea, la band composta da Carmelo Tartamella (chitarra solista), Luca Campioni (violino), Jacopo Delfini (chitarra ritmica), Enrico Comaschi (chitarra ritmica), Enzo Frassi (contrabbasso) ne ripercorre suoni e atmosfere, arte e tecnica in un intenso concerto al laboratorio Morion di Venezia.
 

Rotta verso Oriente

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Paolo Odello

GIRADISCHI. Con "On the way to Damascus" il pianista Luigi Campoccia porta il jazz all’essenziale esplorando strade e culture lontane.

Nuovo disco per Luigi Campoccia, una nuova tappa nel suo personale discorso musicale. E nuovo tassello per meglio leggere linguaggi all’apparenza lontani. Per passare oltre e riportare il jazz all’essenzialità delle origini, alla sua vera natura liberandolo da tutti gli orpelli che anni e anni di sedicenti contaminazioni gli hanno appiccicato addosso, per poi approdare alla semplice e appagante condivisone di un’esperienza musicale.
 

Il tesoro di Coleman

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Paolo Odello

GIRADISCHI. La rivoluzione free del geniale sassofonista jazz texano con il suo storico quartetto nell’inedito live Reunion, registrato a Reggio Emilia nell’aprile del 1990.

Il jazz è musica nera, viva, che ha bisogno di esprimersi in libertà. Fuori dagli schemi rigidi di un’ industria musicale in mano ai bianchi. Affermazioni che oggi possono anche far sorridere, ma sul finire degli anni 50 erano rivoluzionarie. Alla normalizzazione imposta dall’establishment bianco, alla segregazione razziale ancora imperante negli Stati del Sud, risponde la presa di coscienza della comunità nera. Il movimento per i diritti civili compie i primi passi.
 

Coltrane, l’anima free del jazz

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Paolo Odello

GIRADISCHI. Una serie di ristampe fanno luce sull’ultimo periodo del sassofonista, teso alla ricerca di un linguaggio universale tra assoli interminabili e lunghe improvvisazioni.

Nella sua carriera musicale ha agguantato gli ultimi splendori del be-bop e sposato a pieno, sempre alla ricerca di nuove libertà espressive, prima l’hard-bop e poi il free-jazz. E ancora oggi, John Coltrane, continua ad essere un maestro per intere generazioni di sassofonisti, modello inarrivabile di tecnica e improvvisazione. Nel 1948, poco più che ventenne, sbarca a New York e entra a far parte dell’orchestra dell’Apollo Theater di Harlem.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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