Jolly Rosso

Le analisi confermano

Vincenzo Mulè
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NAVI DEI VELENI. Lungo il torrente Oliva, nei pressi della spiaggia dove nel 1991 si arenò la Jolly Rosso, i carotaggi individuano fanghi industriali e idrocarburi. Magnetometro impazzito per i livelli di inquinamento.

Un mese di lavoro per avere la conferma di quanto già si sospettava. E si temeva. «Si sospettava: si può usare tranquillamente l’imperfetto, perché dubbi non ce ne sono più riguardo alla presenza di sostanze tossiche sotto il fiume Oliva. Ci sono almeno quattro siti interessati». La conferma arriva direttamente da Bruno Giordano, procuratore capo di Paola (Cosenza).

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«I traffici esistevano»

Vincenzo Mulè
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ECOMAFIE. In Commissione Rifiuti è stato ascoltato nei giorni scorsi Andrea Gais, amministratore delegato della Ignazio Messina, la società armatrice della Jolly Rosso: «Niente a che vedere con le navi dei veleni».
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Scorre veleno nel Sud

Vincenzo Mulè
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INCHIESTA A San Pietro, Amantea, Malito, Cleto, Serra d’Aiello, Foresta e in molti altri paesi calabresi la morte arriva dai fiumi, dalle falde e dai terreni contaminati con materiale tossico e radioattivo. Nuove indagini della magistratura.

«Con l’attuale disponibilità di informazioni in possesso dello scrivente si può senz’altro confermare l’esistenza di un eccesso statisticamente significativo di mortalità nell’area del distretto sanitario di Amantea rispetto al restante territorio regionale, dal 1992 al 2001, in particolare nei comuni di Serra d’Aiello, Amantea, Cleto e Malito».

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Anche l’Aspromonte e la Basilicata nel dossier dei veleni

Vincenzo Mulè
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RIFIUTI TOSSICI La scoperta del relitto nei fondali al largo di Cetraro costringe tutti a tornare a riconsiderare le dichiarazioni di Francesco Forti, il pentito della ’ndrangheta grazie al quale è stato possibile risalire alla nave.

 

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