Guerre in Asia. Scia di terrore in Afghanistan e Pakistan

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Emanuele Giordana

CONFLITTI. Ennesima giornata di violenze a Kabul con un attentato contro le forze Isaf. Una donna kamikaze si fa esplodere a Kunar. Ma anche nello Stato confinante si continua a morire.

Dopo l’attacco contro un compound di militari e funzionari occidentali a Kandahar - battaglia di 15 ore - ieri la violenza della guerra si è abbattuta su Kabul e su altre zone del Paese. Almeno 17 persone, tre civili, un poliziotto e 13 soldati stranieri, sono stati uccisi da un attentato kamikaze rivendicato dai talebani contro un autocarro americano di Isaf nella zona di Darulaman, dove ha sede il parlamento.

E' strage di civili nel cuore di Mogadiscio

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Joseph Zarlingo

SOMALIA. La milizia islamista al-Shabab rivendica l’esplosione d’un camion bomba nei pressi del ministero dell’Educazione. Almeno cinquanta morti e un centinaio di feriti. A guidarlo un kamikaze.

Uno dei nostri mujahidin si è sacrificato per uccidere i funzionari del Governo federale di transizione, i soldati dell’Unione africana e i loro informatori che erano nel compound». Con queste parole un anonimo portavoce della milizia islamista somala degli al-Shabab ha rivendicato all’Agence France Presse l’attentato di ieri a Mogadiscio.

Ucciso a Kabul il gran negoziatore di Karzai

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Burhanuddin Rabbani è l’ennesimo cadavere eccellente della guerra nel Paese. Vittima di un kamikaze era a capo dell’Alto consiglio di pace che doveva trattare con i talebani.

Burhanuddin Rabbani è stato ucciso da un’esplosione deflagrata nella sua abitazione di Wazir Akbar Khan. Un colpaccio che uccide, con lui, non solo l’uomo a capo dell’Alto consiglio di pace afgano, ma uno dei grandi vecchi della politica e della guerra afgana. Un signore della guerra (e della politica) in piena regola. Dal passato pieno di ombre. La morte, scampata in trent’anni di battaglie, lo ha colto di sorpresa nella sua casa nell’elitario quartiere di Wazir Akbar Khan dove stava incontrando due “talebani”.

Herat, attaccata base italiana. Parte l’offensiva di primavera

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Joseph Zarlingo

AFGHANISTAN. Un’azione kamikaze dei talebani provoca cinque morti e 32 feriti. Tra questi cinque nostri soldati. Nessuno di loro è in pericolo di vita. Il ministro La Russa: andiamo avanti.

L'offensiva di primavera è arrivata ieri mattina a Herat. Non avrebbe potuto essere altrimenti. Il capoluogo dell’omonima provincia dell’ovest dell’Afghanistan, infatti, è una delle sette aree del paese, tra città e province, dove da luglio inizierà l’applicazione della Transition Strategy decisa dalla Nato a novembre scorso nel vertice di Lisbona e che durerà fino al 2014. L’offensiva di primavera sotto forma di un doppio attacco, ben coordinato, da parte dei Talebani. Il bilancio fornito dalle autorità afgane parla di almeno cinque morti e 33 feriti, di cui cinque in gravi condizioni.

Nuova strage in Pakistan Inizia la vendetta annunciata

Enzo Mangini

TERRORISMO. Oltre 87 persone uccise al confine nord ovest con l’Afghanistan. L’attentato kamikaze, firmato dai talebani “per vendicare Osama”, fa vittime tra le guardie di frontiera.

Almeno 87 morti e oltre 100 feriti, di cui una quarantina in gravi condizioni. è il bilancio del doppio attacco, probabilmente opera di kamikaze, che ha colpito una caserma della Frontier Constabulary, il corpo di guardie di confine pakistano, a Shabqadar, nel distretto di Charsadda, nel nord ovest del paese, non lontano dal confine con l’Afghanistan. Il corpo della Frontier Constabulary è quello incaricato di sorvegliare le Aree Tribali ad amministrazione federale (FATA), cioè i distretti del Pakistan a cavallo della frontiera con l’Afghanistan.

Kandahar, i talebani seminano ancora morte

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Luca Bonaccorsi da Kabul

AFGHANISTAN Dieci vittime nell’attentato kamikaze in un centro di addestramento della polizia. Nuovo atto simbolico per contrastare la propaganda americana che si fregia di aver “ripulito” la zona

 

Ossezia del Nord, kamikaze si fa esplodere al mercato

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Annalena Di Giovanni

CAUCASO. Un’autobomba con trenta chili di tritolo è esplosa a Vladikavkaz, capitale della repubblica autonoma. Il presidente russo Medvedev: «Cattureremo questi mostri che attaccano la gente».

Si è fatto esplodere all’ora di pranzo, il kamikaze che ha colpito ieri nell’Ossezia del Nord: nel momento in cui il mercato della verdura di Vladikavkaz, la capitale, conta il massimo dell’afflusso. Ed è stata subito tragedia: almeno 16 i morti, cinque i bambini colpiti dalle schegge, oltre 100 i feriti. E per il Caucaso settentrionale, straziato da una trama di conflitti insoluti, da ieri sono tornati i venti di guerra.
 

Nuovo attacco alla Nato

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Annalena Di Giovanni

AFGHANISTAN. Un attentato kamikaze contro le forze della Nato a Kabul ha provocato almeno 18 morti, tra cui 6 militari. L’agguato segue di un giorno quello in cui sono rimasti uccisi due soldati italiani a Murghab.

«In realtà ce lo aspettavamo», ha raccontato ieri a Terra un cittadino italiano che vuole mantenere l’anonimato, a Kabul per ragioni legate al suo lavoro. «Ce lo aspettavamo almeno da due giorni. Fra le organizzazioni non governative si era già sparso l’allarme che un attentato su larga scala nella capitale era imminente.

Sei ordigni devastano Baghdad. Oltre 30 i morti

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Cinque attacchi sono stati compiuti con autobombe parcheggiate a Shula, Shukuk e Alawi. Il sesto da un kamikaze che si è fatto esplodere nei pressi della ex sede dell’ambasciata britannica.

Oltre 30 morti, e Al Qaeda come sola pista. Sei le esplosioni, a poca distanza l’una dall’altra; quanto basta per sospettare un’attenta pianificazione. Cinque sono stati compiuti con autobomba parcheggiate a Shula e a Shukuk, nel nord-ovest della città, ma anche ad Alawi, nel centro, e nel quartiere meridionale di Shurta Rabaa.
 

Kamikaze ancora in azione. Dopo Mosca, colpita Kizliar

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Alessio Nannini

RUSSIA. Doppia esplosione nella città del Daghestan, a pochi chilometri dal confine con la Cecenia. Dodici i morti, tra cui il capo della polizia locale. Il governo si prepara a inviare nel Caucaso del nord i “treni da guerra”.

Altre due bombe, questa volta a Kizliar, nella repubblica di Daghestan, collegabili probabilmente con gli attentati di lunedì mattina nella metropolitana di Mosca. Dodici i morti, ventitré i feriti; ma il bilancio è parziale e ancora impreciso: i servizi di sicurezza hanno dapprima diffuso una nota nella quale identificavano le vittime in due poliziotti. Successivamente Rashid Nurgalev, il ministro degli Esteri russo, ha riferito dinamica e dettagli.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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