Sciopero della fame a Kabul nel braccio della morte

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Si lasciano morire tre donne accusate di aver ammazzato i mariti. Una di loro ha ucciso per difendersi da un uomo che violentava e vendeva le figlie. Chiedono a Karzai di intervenire.

Aysha Khalil, Sayeed Begum, Gul Guncha sono tre donne afgane che stanno facendo lo sciopero della fame. Ma il luogo e il motivo sono davvero particolari. Sono nel braccio della morte di una prigione di Kabul che ha un nome dolceamaro - Badam Bagh, giardino delle mandorle - e aspettano che il boia le uccida. La loro colpa è aver ucciso il marito. La storia l’ha raccontata il quotidiano britannico The Independent con un servizio da Kabul che ha ricostruito le loro vicende. Le prime due si dicono innocenti.

La carta indiana di Karzai Delhi gli offre aiuto militare

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Visita di Stato in India per il presidente afgano in cerca di un equilibrio tra due potenti vicini. Ma la sempre più stretta amicizia indiana scatena timori in Pakistan.

Il presidente afgano Hamid Karzai è in visita ufficiale in India. Routine? Non esattamente visto il clima che si respira nell’area in questi giorni. L’India sta giocando nell’Afghanistan post talebano un ruolo da protagonista. In termini di cooperazione, ha già investito in progetti di sviluppo 2 miliardi di dollari, aperto una serie di consolati in diverse città del Paese e costruito una strada che da Kabul porta direttamente in Iran e che consente di bypassare il Pakistan.

Ucciso a Kabul il gran negoziatore di Karzai

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Burhanuddin Rabbani è l’ennesimo cadavere eccellente della guerra nel Paese. Vittima di un kamikaze era a capo dell’Alto consiglio di pace che doveva trattare con i talebani.

Burhanuddin Rabbani è stato ucciso da un’esplosione deflagrata nella sua abitazione di Wazir Akbar Khan. Un colpaccio che uccide, con lui, non solo l’uomo a capo dell’Alto consiglio di pace afgano, ma uno dei grandi vecchi della politica e della guerra afgana. Un signore della guerra (e della politica) in piena regola. Dal passato pieno di ombre. La morte, scampata in trent’anni di battaglie, lo ha colto di sorpresa nella sua casa nell’elitario quartiere di Wazir Akbar Khan dove stava incontrando due “talebani”.

Ucciso da una guardia del corpo il fratello del presidente Karzai

Emanuele Giordana

FOCUS. È giallo sui motivi dell’assassinio. La morte di Ahmed Wali, il più potente dei parenti del leader, lascia un vuoto difficile da colmare. Forse uno spazio che qualcuno voleva riempire.

Ahmed Wali Karzai non era di quelli cui si chiede: “Scusi, lei è il fratello di... ?”. A capo del Consiglio provinciale di Kandahar ma soprattutto potente latifondista e curatore degli interessi della famiglia presidenziale nell’ostile regione del Sud - terra vessata dai talebani ma ottima per il papavero e per speculare sulla guerra - era fin troppo noto. Era.

Il generale Kayani voleva eliminare il presidente Zardari

Paolo Tosatti

PAKISTAN. Lo conferma una nota scritta nel marzo del 2009 dall’ex ambasciatore Usa. Intanto un rappresentante di Islamabad rassicura Washington: «Le nostre atomiche sono sicure».

ll capo dell’esercito pachistano Ashfaq Pervez Kayani era intenzionato a rovesciare il governo del presidente Ali Asif Zardari tramite un colpo di Stato o un assassinio. È una delle ultime rivelazioni contenute nella nuova tranche di documenti diplomatici segreti rilasciati ieri da Wikileaks. L’ipotesi del complotto è emersa in una nota scritta dall’ex ambasciatore a Islamabad, Anne Patterson, nel marzo del 2009.

Karzai il “Talebano”

Annalena Di Giovanni

AFGHANISTAN. Continuano i negoziati tra il presidente e i fondamentalisti. Secondo il New York Times i massimi capi dei ribelli si stanno spostando con la protezione della Nato. Il ministro Frattini: «Non è vero».

«Non c’è alcuna trattativa». È stata la smentita secca, ieri, del ministro degli Esteri Franco Frattini per concludere ogni polemica sui presunti contatti fra Nato e capi talebani.

Autobomba nel centro di Kabul. Attacco dinamitardo in Punjab

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Susan Dabbous

AfPak. Il presidente afgano Karzai annuncia la svolta contro la piaga endemica e il generale Petraeus a Islamabad rassicura che non ci sarà un colpo di Stato militare. Ma nella regione regna ancora la violenza: ieri due nuove esplosioni.

Due eventi ufficiali, due Paesi senza pace e due attentati sanguinari. Ieri, poco prima che il presidente afgano Hamid Karzai si accingesse a inaugurare una conferenza contro la corruzione, a Kabul, un’autobomba è esplosa nella centralissima zona di Wazir Akbar, quartiere di ambasciate e alberghi, causando almeno 8 morti e una quarantina di feriti.

Afghanistan, salta il ballottaggio È Karzai il presidente “legittimo”

Susan Dabbous

ELEZIONI. La Commissione elettorale indipendente si pronuncia dopo il ritiro di Abdullah Abdullah: inutile mettere in pericolo la vita di migliaia di persone per un voto a candidato unico. Il capo di Stato gode ora del sostegno dei suoi omologhi.

La decisione di annullare il ballottaggio in Afghanistan arriva in Italia poco dopo le 12. Le diplomazie di mezzo mondo, compresa la nostra, tirano un sospiro di sollievo. L’ennesimo bagno di sangue è stato risparmiato grazie alla decisione della Commissione elettorale indipendente di proclamare Hamid Karzai vincitore delle elezioni presidenziali del 20 agosto. Il male minore.

Due blindati saltano in aria. Sei italiani uccisi dai talebani

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Cecilia Tosi

AFGHANISTAN Un attacco kamikaze lascia sul terreno 21 morti, tra cui i nostri militari della Folgore appena atterrati. Il teatrino elettorale, intanto prosegue. Un osservatore Ue: «Da alcuni seggi cento per cento di preferenze per Karzai».

Ieri, in Afghanistan, un attacco kamikaze ha fatto 21 morti. Di questi, 6 erano italiani, militari del 186esimo reggimento paracadutisti Folgore di stanza a Siena, appena atterrati a Kabul. Si chiamavano Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Roberto Valente, Gian Domenico Pistonami e Massimiliano Randino. Stavano procedendo dall’Aeroporto verso il centro di Kabul, all’interno di due blindati Lince.

Il voto è degli uomini

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Annalena Di Giovanni

AFGHANISTAN Oltre 70 attentati, un numero imprecisato di vittime, affluenza tre volte più bassa rispetto alle ultime elezioni, minaccia talebana sempre più forte. E il presidente uscente Karzai potrebbe farcela, anche se non al primo turno

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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