Somalia, la crisi dimenticata

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Susan Dabbous

CORNO D'AFRICA. «Una crisi gravissima che coinvolge più di mezza popolazione nel Paese, già dilaniato da venti anni di guerra civile». A colloquio con il portavoce dell’Onu Laura Boldrini.

«È incredibile il silenzio delle tv italiane sulla grave crisi umanitaria in Somalia». Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Unhcr, non usa mezzi termini. Mentre la siccità nel Paese miete vittime e sposta migliaia di

Kenya, stop agli ecoprofughi

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Susan Dabbous

INTERVISTA. A margine della conferenza Fao incontriamo Esther Murugi Mathenge, ministro per la gestione dell’emergenza: «Il nostro Paese è già povero, così rischiamo il conflitto».

«Ogni giorno arrivano circa 1.500 somali e il Kenya, purtroppo, non può più sopportare da solo un flusso simile di migranti. Temiamo che possano esplodere situazioni di conflitto da un momento all’altro. Anche noi siamo stati colpiti dalla siccità e stiamo lottando contro la malnutrizione che colpisce quasi quattro milioni e mezzo di cittadini». A parlare è Esther Murugi Mathenge ministro kenyano per la gestione dell’emergenza.
 

Carestia in due regioni somale. L’allarme delle Nazioni unite

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Susan Dabbous

AFRICA. In fuga dalla siccità 1.350 persone oltrepassano ogni giorno la frontiera per arrivare in Kenya. L’Unhcr: «Un numero 4 volte superiore a quello dei profughi che scappavano dalla guerra».

Torna la carestia in Somalia. Ora è ufficiale. La dichiarazione è arrivata ieri dalle Nazioni Unite: i quasi tre milioni di abitanti delle due regioni meridionali di Bakool e Shabelle non hanno cibo e acqua sufficienti per il sostentamento. La macchina degli aiuti umanitari è già in marcia: la Fao (organismo Onu per l’agricoltura) chiederà lunedì 136milioni di dollari per far fronte all’emergenza.

L’agroecologia è il futuro

Camilla Minarelli da Washington

LO STUDIO Un rapporto delle Nazioni Unite analizza le tecniche più efficaci. Nei Paesi poveri, un sistema di tipo intensivo e basato sull’uso di derivati del petrolio è destinato a fallire

In Kenya l’Onu testa carburanti più puliti

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Paolo Tosatti

AMBIENTE. Inaugurato a Nairobi un distributore della Nazioni unite che erogherà diesel a basso tenore di zolfo. L’Unep: «Il potenziale di questo progetto per la lotta all’inquinamento è enorme».

Gasolio a basso tenore di zolfo per ridurre l’inquinamento dell’aria nell’Africa Orientale. È questo il nuovo progetto dell’Unep, il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente, lanciato a Nairobi, in Kenya, per contrastare i livelli elevati di gas nocivi presenti nell’atmosfera e favorire al contempo lo sviluppo di un sistema di trasporti a basso impatto nella regione.

Dal Kenya, rose rosse per te. Belle chimiche e dannose

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Roberto Gallocchio

INTERVISTA. A colloquio con Cristiano Calvi, presidente del movimento Fiori e diritti: «Cresce la produzione di boccioli nel Sud del mondo, ma i fertilizzanti provocano disturbi neurologici, depressione e aborti spontanei».

I fiori, tra le più belle espressioni della natura, per cui gli italiani spendono circa 2miliardi di euro all’anno. Secondo l’Ismea nel nostro Paese oltre la metà della popolazione acquista fiori recisi o piante, la rosa è la regina incontrastata delle vendite: un fiore su 4 acquistato, il più delle volte proveniente dall’estero.

La parata afro per la Bastiglia

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Susan Dabbous

FRANCIA I soldati di 13 Paesi africani ex colonie hanno sfilato sugli Champs Elysees per la festa nazionale. Forti le critiche da parte delle Ong per la difesa dei diritti dell’uomo: «Tra loro ci sono criminali di guerra»

 

Kenya, quel fantasma della censura che spaventa il Paese

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Bruno Picozzi

AFRICA. La recente pubblicazione del nuovo regolamento per i mezzi d’informazione ha scatenato un vespaio di polemiche. L’iniziativa varata dal governo non tutela la riservatezza delle fonti e neppure la libertà di espressione.

Phoebe, la chiameremo così, è una giovane ragioniera che vive a Nairobi e che ogni giorno, piova o tiri vento, si alza alle 5 del mattino per andare a lavorare. Accetta di parlare di politica purché non venga rivelato il suo vero nome. «In Kenya abbiamo la Gestapo e io non voglio finire sotto tortura. Cose del genere sono già successe e non le augurerei al mio peggior nemico».

Usafrica, Hillary ci prova. Prima che la partita sia persa

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Paola Mirenda

DIPLOMAZIA Inizia oggi in Kenya il lungo tour del segretario di Stato in Africa. Undici giorni in sette Paesi. Dopo la Francia e la Cina, gli Stati Uniti cercano di riallacciare i legami nel continente. Contando sul colore della pelle di Obama.

Comincia oggi, con l’intervento al Forum de coopération économique et commercial d’Afrique sub-saharienne (Agoa) che si apre in Kenya, il lungo viaggio del segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton in Africa, meno di un mese dopo lo storico discorso del presidente Barack Obama a Accra, in Ghana. Dopo Nairobi, la Clinton toccherà il Sudafrica, l’Angola, la Repubblica democratica del Congo, la Nigeria, la Liberia e infine Capo Verde.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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