Siamo tutti Adamizad

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Jalé Tasir Nafas

LA LETTERA. Non dimenticatevi delle donne e degli uomini nelle strade, che gridano: “My name is Iran, your name is Iran”. Non dimenticatevi di coloro che stanno aspettando di morire nelle carceri. La nostra terra bellissima vi chiama ogni giorno che vedete un colore verde. La nostra rivoluzione vi chiama per dirvi di una rivolta storica. Urlate piano, piano con noi il verde dell’Iran

Mancano pochi secondi, forse un battito d’occhi alla caduta del grande dittatore, che ha raffreddato la terra da oltre trent’anni. Dicono che sta finendo il mondo. Stiamo esaurendo le risorse, i poli oramai aspettano la fine delle loro riserve di ghiaccio. è il momento per fare un viaggio in Iran e capire cosa vuol dire grande freddo.

Rafsanjani l’ayatollah riformista chiama il popolo a raccolta

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Annalena Di Giovanni da Beirut

IRAN
— Dopo la rinuncia all’incarico del capo dell’Organizzazione per l’energia atomica Reza Aqazadeh, il presidente Ahmadinejad si prepara a un nuovo duro colpo: il sermone dell’influente guida spirituale e nemico di Khamenei. —

Sull’onda delle proteste di strada dei giorni scorsi, sembra che in Iran adesso sia la vecchia guardia riformista a muovere scacco ad Ahmadinejad e alla Guida suprema Ali Khamenei che lo sostiene. Il presidente iraniano ora sembrerebbe ancora più in difficoltà in seguito alle dimissioni formalizzate ieri del vice presidente e capo dell’Organizzazione per l’energia atomica, Gholam-Reza Aqazadeh.

Spari sui manifestanti. Caos e strage a Teheran

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Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE
— L’Ayatollah Khamenei dichiara valide le votazioni. Cancellata la manifestazione in memoria di Neda e degli altri “martiri” della rivoluzione verde. —

«Teheran oggi è un inferno », scrive un utente di Twitter. In Iran si spara ancora sulla folla. Le notizie continuano ad arrivare dai blogger. Presto si potrebbe avere conferma di una nuova giovane vittima, una ragazza di 19 anni, uccisa ieri con un proiettile alla gola nei pressi del Parlamento in piazza Baharestan, luogo controllato dalla polizia in tenuta da guerra che ha disperso i manifestanti, in strada contro Ahmadinejad.

Sul dramma a Teheran la longa manus del governo

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Annalena Di Giovanni da Beirut

IRAN
— Un morto, due feriti e duri scontri con la polizia che ha risposto con violenza. Attentato suicida al mausoleo del “Padre della Repubblica”, l’Ayatollah Khomeini. —

Un morto accertato per l’attentato suicida che ieri ha danneggiato il mausoleo dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini, “Padre fondatore” della Repubblica Islamica Iraniana. Una vittima, due feriti, un attentatore suicida, e l’ennesimo mistero nel vortice di proteste e repressione che sta spaccando i ranghi della Repubblica islamica e trascinando sempre più migliaia di cittadini in strada.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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