Khmer Rossi, storica sentenza contro Duch

Paolo Tosatti

GIUSTIZIA. La corte cambogiana ad hoc condanna a 35 anni di carcere Kaing Guek Eav, ex direttore del famoso centro di detenzione S-21. Per la prima volta la giuria inchioda un alto esponente del regime.

Dopo oltre trent’anni dalla fine del sanguinario regime dei khmer rossi, il popolo cambogiano inizia finalmente a vedere la luce della legalità penetrare la coltre di tenebre che avvolge uno dei periodi più oscuri della sua storia.

Dai killing field di Pol Pot alla corsa per il Congresso

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Roberto Tofani

LA STORIA. Fuggito dal suo Paese nel 1983 per evitare la guerra, Sam Meas ha vissuto per oltre vent’anni negli Stati Uniti. Oggi, sostenuto dal Partito repubblicano, è il primo cambogiano americano a candidarsi per un seggio in parlamento.

Per anni i suoi occhi sono stati circondati da povertà, miseria, fatica e guerra. Per almeno un decennio. Fin quando nel 1983, Sam (Sambo) Meas, fugge insieme al cugino dalla zona di guerra lungo il confine tra Cambogia e Thailandia per riparare prima nell’ex Regno del Siam e da lì raggiungere gli Stati Uniti d’America nel 1986. Oggi, nonostante una giovinezza contrassegnata dal dolore e dalla solitudine, Sam Meas è il primo cambogiano americano a correre per un seggio al Congresso statunitense sostenuto dal Partito repubblicano.

Incriminazione per genocidio

Paolo Tosatti

KHMER ROSSI. Sono Nuon Chea, ideologo del regime, e Ieng Sary, ministro degli Esteri di Pol Pot i primi imputati per questo crimine dal tribunale cambogiano. La sentenza è attesa per il 2014. A marzo la pronuncia sul famigerato carceriere Duch.

Il tribunale cambogiano per i khmer rossi ha formalmente incriminato per genocidio due leader dell’ex regime, l’ideologo Nuon Chea, 83 anni, tra i più fedeli collaboratori di Pol Pot (conosciuto con il soprannome di Fratello numero due), e Ieng Sary, 85 anni, ministro degli Esteri del dittatore asiatico. Si tratta della prima incriminazione per genocidio da parte dell’Eccc, l’Extraordinary chambers in the courts of Cambodia, istituita con il sostegno delle Nazioni unite e operativa dal 2006.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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