Muore il monarca rosso. Ora tocca a suo figlio

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Emanuele Milanese

COREA DEL NORD. Si è spento Kim Jong-il, il “Caro Leader” a capo del Paese più chiuso del pianeta. Una dinastia rossa alla fame ma con l’atomica.

Il monarca rosso è morto. E’ morto all’età di 69 anni il “Caro Leader” Kim Jong-il, capo supremo della Corea del Nord, al governo da diciassette anni nel “Regno eremita”, il Paese più isolato al mondo. La prima e ultima dinastia comunista con tanto di “verbo”, la Juche, che dava (e dà) ai suoi membri di spicco (Kim, suo padre e, ora, suo figlio) un che di vagamente divino.

Kim Jong-il e il mistero della successione dinastica

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Paolo Tosatti

COREA DEL NORD. In questi giorni a Pyongyang è in corso una riunione degli alti funzionari del Partito coreano dei lavoratori. Attesa la nomina del terzo figlio del leader, Kim Jong-un, come legittimo erede alla guida del Paese.

Coperta dal più assoluto riserbo, è in corso in questi giorni a Pyongyang una riunione d’alto livello del Kwp, il Partito coreano dei lavoratori. Le voci corse sui principali media internazionali sostengono che il raduno sia stato organizzato per dare modo al leader supremo Kim Jong-il di designare ufficialmente il proprio successore e di rinnovare al tempo stesso i vertici del partito, che dal 1949, anno della sua fondazione, domina incontrastato la scena politica nordcoreana.
 

Le manovre diplomatiche dell'imprevedibile Kim

Paolo Tosatti

ANALISI. Kim Jong-il vola in Cina durante la visita dell’ex presidente Usa Carter. Ma dietro l’apparente chiusura il dittatore nordcoreano cerca il dialogo con Washington attraverso l’intercessione di Pechino.

Nel mondo intero è conosciuto come il più cattivo di tutti i dittatori, il nemico numero uno della democrazia. Eppure, a ben guardare, il titolo che maggiormente si potrebbe attagliare al presidente nordcoreano Kim Jong-il è quello di “signore degli enigmi”, o magari “maestro del mistero”.

La Clinton annuncia nuove sanzioni Usa contro il Nord

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Paolo Tosatti

COREE Da Seul il segretario di Stato Usa lancia il suo monito al regime di Kim Jong-il. «Abbiamo definito misure specifiche che hanno lo scopo di destabilizzare le politiche del governo dell’isolato regime comunista»

 

Il balletto atomico di Kim

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Paolo Tosatti

COREA DEL NORD. Il leader di Pyongyang promette un ritorno al tavolo negoziale e la denuclearizzazione del Paese. Dietro le sue offerte si cela un tentativo di riavvicinamento a Pechino in un momento di particolare difficoltà per il regime.

Un nuovo impegno della Corea del Nord per la denuclearizzazione della penisola e la ripresa dei Six party talks sul programma di armi atomiche portato avanti da Pyongyang. È quanto ha promesso ieri il leader nordcoreano Kim Jong-il durante un incontro con l’alto funzionario cinese Wang Jiarui, inviato da Pechino proprio per cercare di riavviare i colloqui interrottisi l’anno scorso.

Sette missili da Pyongyang. Seul e Tokyo in allarme

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Paolo Tosatti

COREA DEL NORD
— Nel giorno dell’indipendenza Usa, l’ennesima provocazione del regime di Kim Jong-il. Le autorità sudcoreane: «Siamo pronte ad affrontare la minaccia». —

Sette, non esattamente magnifici ma comunque sufficienti per raggiungere lo scopo. La Corea del Nord ha lanciato ieri altri missili dalla costa orientale verso il Mar del Giappone, in quello che appare come l’ennesimo atto di provocazione verso i suoi rivali strategici, Stati Uniti in testa, impegnati nella celebrazione del 4 luglio, giorno dell’indipendenza nazionale.

Prove di successione alla corte di Kim Jong-il

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Paolo Tosatti

VILLAGGIO GLOBALE - COREA DEL NORD
— Il dittatore potrebbe aver nominato il terzo figlio come suo erede. Ora dovrà imporlo al suo entourage e ai militari. Mentre cresce la tensione nella penisola. —

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-il potrebbe aver scelto il figlio Kim Jong-un come suo successore al potere. La notizia è stata diffusa ieri da due giornali sudcoreani, l’Hankookilbo e il Dong-a Ilbo, che citano entrambi la soffiata di una spia dell’intelligence sudcoreana secondo cui la Corea del Nord avrebbe «inviato email alle legazioni all’estero, chiedendo di impegnarsi con fedeltà verso Kim Jong-un».

Pyongyang, nuove minacce contro Seul

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Paolo Tosatti

ASIA
— Il regime di Kim Jong-Il accusa il vicino di tradimento e annulla l’armistizio del ’53. Intanto la Russia condanna il dittatore e la Cina si preoccupa per la stabilità dell’area. —

Come dichiarato al mondo, le nostre forze rivoluzionarie considereranno la partecipazione del gruppo di traditori di Lee Myung Bak alla Proliferation security initiative (Psi) una dichiarazione di guerra contro di noi».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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