Kirghizistan, i veri numeri dell’emergenza umanitaria

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Paolo Tosatti

ASIA. Per le autorità sono fortemente sottostimati i dati ufficiali della tragedia. La presidente Otunbayeva: «Aumenterei di dieci volte la cifra delle persone uccise». L’Oms: «Coinvolto un milione di persone».

«Aumenterei di dieci volte i dati sul numero di persone uccise». Il bilancio ufficiale delle violenze esplose nei giorni scorsi nelle zone di Osh e Jalalabad, nel Sud del Kirghizistan, per il presidente ad interim Rosa Otunbayeva è molto lontano dal fornire una stima reale della ferocia degli scontri scoppiati nel Paese. Ieri il capo del governo provvisorio si è recata nella città di Osh per verificare le condizioni in cui versano il centro abitato e i suoi residenti.

Kirghizistan, è emergenza umanitaria nel Sud del Paese

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Paolo Tosatti

ASIA. Mentre proseguono gli scontri, decine di migliaia di profughi uzbeki hanno attraversato la frontiera per sfuggire alle violenze. L’Uzbekistan chiede aiuto alla comunità internazionale e annuncia la chiusura del confine.

I numeri sono quelli di una guerra civile: centinaia di morti e decine di migliaia di sfollati. E anche se ancora non sono chiari i motivi che hanno scatenato gli scontri e le dinamiche delle violenze esplose nel Paese, la situazione che si va delineando in Kirghizistan è quella di una crisi umanitaria di vaste proporzioni. 

Nuovi scontri nel Sud. Scatta il coprifuoco a Osh

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Paolo Tosatti

ASIA. In Kirghizistan centinaia di giovani sono scesi in strada armati di bastoni, molotov e armi da fuoco. Più di venti i morti, oltre 200 i feriti. L’esecutivo invia i blindati e invita alla calma. Il Cremlino vigila.

A due settimane dall’annunciato referendum sulla nuova Costituzione, la calma apparente che regna in Kirghizistan è stata ancora una volta infranta da uno scoppio di violenza improvvisa, che ha lasciato sul campo morti e feriti, riportando all’attenzione dei media internazionali la delicata situazione del Paese centro asiatico e il suo incerto futuro.  Centinaia di giovani armati di spranghe, bastoni, bottiglie incendiarie e armi da fuoco si sono scontrati all’alba di ieri per le strade della

Kirghizistan, Otunbayeva capo del governo ad interim

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Paolo Tosatti

ASIA. Sciolto il Parlamento. L’esecutivo provvisorio resterà in carica sei mesi, guidando il Paese verso le elezioni. Si pensa a una nuova Costituzione. Atteso per oggi l’inviato dell’Onu, il diplomatico slovacco Jan Kubis.

L'opposizione ha preso il potere, ha sciolto il Parlamento e ha formato un esecutivo provvisorio nominando nuovi ministri, che resteranno in carica sei mesi per governare il Paese. Dopo le violenze, gli scontri e i morti, l’annuncio ufficiale dell’ex ministro degli Esteri e leader dell’opposizione, Roza Otunbayeva, sembra riportare un po’ d’ordine in Kirghizistan. «Ciò che abbiamo fatto è stato dare una risposta alla tirannia e alla repressione del regime del presidente Bakiyev», ha dichiarato la donna.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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