l'Aquila

Disastri all’italiana

Federico Raponi
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DOC. Con "Comando e controllo" Alberto Puliafito racconta il sistema di gestione post terremoto della Protezione civile, una storia che può ripetersi in ogni emergenza.

Una tragedia come esercizio di potere e speculazione.

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L’Aquila senza scuola

Diego Carmignani
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ISTRUZIONE. Sono 1.112 gli insegnanti precari della città a cui non verrà rinnovato il contratto nell’anno scolastico 2010-2011. Cifra che va sommata ai 1.442 del biennio precedente. Servono subito 9 milioni di euro.

Anno scolastico a rischio nell’Abruzzo post-terremoto. Gli stanziamenti ormai esauriti e i tagli indiscriminati della Gelmini non permettono il rinnovo contrattuale per centinaia di lavoratori precari. Facendo finta di aver passato delle vacanze serene, a settembre si torna. A casa, a scuola, a lavoro, a spasso. Ovunque, per quasi tutte le categorie, con un clima di profonda incertezza, dovuto alla situazione economica disastrosa.

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Anche Chiodi sapeva

Giorgio Mottola
POST TERREMOTO. Durante gli interrogatori Ezio Stati e Vittorio Angeloni respingono le accuse dei magistrati sul ruolo nell’Appaltopoli aquilana. Nell’inchiesta coinvolti uomini di Finmeccanica e Protezione civile.

Niente mazzette in buste gialle: roba da prima Repubblica, ormai superata. E nemmeno versamenti su conti offshore: si attirerebbe l’attenzione della Finanza. Nell’appaltopoli aquilana, la merce di scambio, per essere favoriti nell’assegnazione dei lavori per la ricostruzione post terremoto, andava sotto il più discreto nome di “regalo”. Televisori, automobili, diamanti.
 

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Appaltopoli aquilana

Giorgio Mottola
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SISMA&AFFARI. Altri quattro arresti nelle indagini sulla ricostruzione post terremoto. In carcere esponenti del centrodestra, imprenditori e manager. Si dimette l’assessore regionale alla Protezione civile.

«Ho fatto un miracolo», disse Berlusconi lo scorso anno in visita a L’Aquila.

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«Vi toglieremo i soldi»

Vincenzo Mulè
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RICOSTRUZIONE. Bertolaso risponde al sindaco dell’Aquila Cialente, che aveva accusato la Protezione civile per la gestione dell’emergenza-terremoto. Intanto, entrano nel vivo le indagini sugli appalti sospetti.
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Il bancomat casalese

Giorgio Mottola
RETROSCENA. Ecco come il clan Bidognetti è riuscito a colonizzare la città colpita dal sisma. Grazie all’enorme disponibilità di denaro, il boss era diventato il punto di riferimento di molte ditte in difficoltà.

Per molti imprenditori abruzzesi, i Casalesi erano diventati quasi un bancomat. E, in apparenza, anche estremamente conveniente. Per avere il denaro non serviva esibire alcuna garanzia, il prestito non  veniva negato quasi a nessuno: anche agli insolventi cronici i soldi venivano concessi tutti e subito.

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Cialente butta fuori la B2

Vincenzo Mulè
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TERREMOTO. La decisione di Berlusconi di affidare la ricostruzione del capoluogo abruzzese a Bertolaso scatena la protesta dei cittadini e degli amministratori. Il sindaco: «La città la faremo rinascere noi».

L'annuncio è arrivato a sorpresa: la gestione della fase due della ricostruzione dell’Aquila sarà di nuovo affidata alla Protezione civile.

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Il nuovo schiaffo agli abruzzesi

Sebastiano Venneri (vicepresidente Legambiente)
RICOSTRUZIONE. La decisione del premier di sottrarre la ricostruzione delle aree terremotate agli enti locali avocandola alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile è uno schiaffo agli abruzzesi, un vero e proprio insulto a chi è già stato provato da un sisma catastrofico.

La decisione del premier di sottrarre la ricostruzione delle aree terremotate agli enti locali avocandola alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile è uno schiaffo agli abruzzesi, un vero e proprio insulto a chi è già stato provato da un sisma catastrofico e poi oltraggiato da un anno e mezzo fatto di interventi d’emergenza, dirette televisive e meeting internazionali che non sono riusciti a spostare una sola carriola di macerie dal centro storico del capoluogo.

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La bisca del governo

Alessandro De Pascale
RICOSTRUZIONE. Berlusconi dopo il sisma aveva promesso «8 miliardi di euro da spendere nei prossimi tre anni per riportarlo in condizioni di normalità». Ma non vengono pagati nemmeno gli alberghi degli sfollati.

Mancano i soldi, la ricostruzione non è nemmeno cominciata», ha denunciato un manifestate abruzzese, ieri da piazza Venezia nel pieno centro di Roma. E come potrebbe essere iniziata? A L’Aquila non sono nemmeno state rimosse le macerie. Del resto i soldi per la ricostruzione vera e propria, arriveranno a rate, nei prossimi 24 anni (articolo 18, comma 1 del decreto Abruzzo, diventato legge il 24 giugno 2009).

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Tartassati e mazziati

Manuele Bonaccorsi
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TERREMOTO. La protesta degli aquilani contro la manovra del governo invade Roma. In circa 5.000 lanciano un “S.o.s. L’Aquila” e chiedono sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all’economia.

Nell’atrio di una banca, in via del Corso, a Roma, un giovane con una canottiera arancione mostra ai suoi concittadini due vistosi tagli sulla testa. Scattano fotografie: tutto va documentato.

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