La ’ndrangheta stava ricostruendo L’Aquila

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Alessandro De Pascale

INCHIESTE. Quattro imprenditori edili arrestati e sequestri per un milione di euro. Le cosche si erano infiltrate nei lavori post sisma delle case private che non richiedono gare e certificati antimafia.

Per decidere come mettere le mani sugli appalti per la ricostruzione post sisma, gli imprenditori locali e i boss si erano incontrati nel maggio 2010 in un albergo de L’Aquila. Lo dimostrano le foto scattate dagli investigatori. Dalle intercettazioni e dagli accertamenti societari, emerge invece che i referenti della ’ndrina Caridi-Zincato-Borgetto di Reggio Calabria, avevano messo gli occhi su quello che è diventato il cantiere più grande d’Europa già nei mesi successivi al terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009.

La questura e gli affari dietro la ricostruzione

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Vincenzo Mulè

TERREMOTO. Nove avvisi di garanzia: l’ipotesi di reato è abuso d’ufficio. La vicenda riguarda la riparazione dell’edificio delle forze dell’ordine che ha visto i costi lievitare da 3 a 18 milioni.

Che qualcosa non andasse per il verso giusto era ormai chiaro a tutti. Anche alle stesse forze di polizia, che più volte avevano alzato la voce per la tempistica e le modalità degli interventi per la ricostruzione della questura dell’Aquila. Irrimediabilmente danneggiata dal terremoto dell’aprile del 2009, l’edificio ha visto i costi di ristrutturazione lievitare da 3 a 18 milioni. Sei volte la somma inizialmente pattuita.

L’Aquila, Commissione grandi rischi alla sbarra

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Giuliano Rosciarelli

TERREMOTO. I sette esperti che rassicurarono la popolazione nel 2009, 5 giorni prima del sisma che uccise oltre 300 cittadini, saranno processati per “omicidio colposo plurimo e lesioni”.

L’accusa mossa dai magistrati è quella di «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace, in relazione all’attività della Commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico». Saranno processati per omicidio colposo plurimo e lesioni: queste le accuse che gravano sui sette componenti della Commissione Grandi Rischi rinviati ieri a giudizio dal gup del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Garganella.

L’Aquila due anni dopo. Una ferita sempre aperta

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Diego Carmignani

TERREMOTO Nella città fantasma, la riscostruzione è ferma e la disoccupazione in forte ascesa.  Save the Children lancia l’ennesimo allarme: tanti bambini soffrono di sindrome post-traumatica

L'onda emozionale che si è sviluppata dopo il sisma aquilano è stato un fenomeno con pochi precedenti, che ha coinvolto chiunque, dai comuni mortali ai grandi della Terra. Chiuso il famoso G8 e calato il sipario, le uniche cose che sembrano aver fatto passi in avanti sono stati però i malaffari intorno alla ricostruzione, con ogni aspetto della vita sociale e dell’economia fermo al palo, checché ne dicano figuranti pagati nelle trasmissioni televisive e portavoce del Governo.

L’Aquila, la criminalità fa affari tra le macerie

Vincenzo Mulè

RICOSTRUZIONE. Gli appalti privati in odore di ‘ndrangheta e camorra. Sono quelli relativi alle case E. Quelle maggiormente danneggiate dal terremoto. L’allarme della Dda: ora la fase più difficile.

«Qui è tutto fermo», aveva gridato una decina di giorni fa il sindaco dell’Aquila, allora dimissionario, Massimo Cialente. Una denuncia alla quale lo stesso primo cittadino, così come gran parte degli abitanti del capoluogo abruzzese, non sapevano dare una risposta. Che, forse, è arrivata attraverso altre vie. Quelle degli appalti privati, finiti sotto la lente d’ingrandimento della procura distrettuale animafia dell’Aquila.

Dopo la bufera Forum «L’Aquila è indignata»

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Diego Carmignani

POLEMICHE. Il sindaco Cialente, che ha appena ritirato le dimissioni, commenta a Terra la farsa televisiva: «Invito Rita Dalla Chiesa a venire a dare un’occhiata. La ricostruzione non è mai partita».

L'Aquila torna sotto i riflettori. E ancora una volta per motivi tristissimi. Come noto, nella puntata del 25 marzo della trasmissione Mediaset “Forum”, un’attrice, come consuetudine del programma, è stata pagata per interpretare una parte: 300 euro per calarsi nei panni di una terremotata che pretendeva 25mila euro dal marito, tessendo qua e là le lodi del premier Berlusconi per le operazioni di ricostruzione, ormai ultimate con successo, sosteneva la signora.

La lista di nozze fa flop. Adottati 5 monumenti

Giorgio Mottola

RICOSTRUZIONE. Erano 44 i siti storici dell’Aquila danneggiati dal sisma, che Berlusconi voleva far ricostruire agli altri Stati. Finora solo il Kazakistan ha mandato i soldi. Usa e Gb si tirano indietro.

erlusconi ha convinto
solo il Kazakistan. Il piccolo
stato dell’ex Unione
sovietica è finora l’unico
ad aver già versato i soldi
per la ricostruzione dell’oratorio
di San Giuseppe dei Minimi
all’Aquila. Su 44 monumenti solo
5 hanno trovato un governo
adottivo. Dopo due anni, è dunque
ufficiale il fallimento della
“lista di nozze” che Berlusconi
presentò ai capi di Stato di tutto
il mondo, durante il G8 nel

Cialente attacca: «Ricostruzione mai partita»

cialente.
Vincenzo Mulè

INTERVISTA. Il sindaco abruzzese non partecipa alle manifestazioni ufficiali, attacca Regione e Governo e occupa il Palazzo comunale della città

 Ci sono molti modi di ricordare il 17 marzo.

L’Aquila, ricostruzione flop

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Francesco Heigel (Comunicare il Sociale)

IL CASO. Una ricerca delle Università di Firenze, delle Marche e del capoluogo abruzzese rivela che il 68% dei cittadini è insoddisfatto dei nuovi alloggi. Il professor Alexander: «La Protezione civile ha creato solo disfasia».

«I lavori di ricostruzione post terremoto procedono più veloci in Indonesia che a L’Aquila». A rivelarlo è la ricerca Microdis-L’Aquila, realizzata dall’Università di Firenze, l’Università Politecnica delle Marche e quella dell’Aquila. Il progetto - coordinato dal Cespro e finanziato dall’Unione europea tramite l’università belga di Louvain – è stato realizzato alla fine del 2010 su un campione di 15mila terremotati e centinaia di complessi edilizi.

L’Aquila, un cantiere senza lavori in corso

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Diego Carmignani

RICOSTRUZIONE. Solo la visita di Sgarbi e le sfuriate di Vespa risvegliano i media sull’abbandono della città, che inizia l’anno con i drammi occupazionali: cassa integrazione e aziende in liquidazione.

ll difficile inizio anno in quel dell’Aquila è finito poche volte sulle pagine dei giornali, forse stanchi di ripetere dell’emergenza costante e poco notiziabile in cui versano gente, edifici ed economia. Eppure le novità (di segno negativo, ci mancherebbe) non mancano e riproducono in piccolo contraddizioni e malesseri dell’Italia tutta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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