La città invisibile che si ribella al veleno nel lavoro

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Fulvio Colucci

REPORTAGE. A Taranto è mistero sul registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. E nel capoluogo sono presenti Ilva, Cementir ed Eni.

Invisibili. I lavoratori dell’area industriale tarantina. Invisibili alla società, alla politica, ai dati sulla loro salute. Invisibile è, nei numeri, uno dei più temuti rischi corsi dagli invisibili in fabbrica: l’esposizione agli agenti cancerogeni. In un triangolo senza pari, nel resto del Paese: le acciaierie Ilva, la raffineria Eni, la Cementir, le aziende dell’indotto. L’istituzione del registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni risale al 1994, alla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Privatizzata e azzerata. L’autunno buio della Cri

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Enrico Campofreda

SANITA'.La crisi della Croce rossa italiana, commissariata da sempre, arriva al capolinea con un decreto legge che non dà indicazioni sul futuro di tremila lavoratori di elevato profilo professionale.

La privatizzazione di Croce Rossa Italiana mette le ali grazie a un decreto legge che ne scandisce tempi e modi. Finisce in rosso il futuro di 1500 precari, cui non verrà rinnovato il contratto, e dei 1500 dipendenti a tempo indeterminato obbligati ad accettare un “rapporto di lavoro privatistico ovvero transitare in una pubblica amministrazione”. Percorso in salita, visti i tagli governativi ai bilanci statali e locali che vietano nuove assunzioni.

Finmeccanica, un buco nero di sprechi, scandali e inchieste

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Sara Dellabella

INDAGINI. Sotto la guida di Pier Francesco Guarguaglini una delle principali aziende mondiali della Difesa sta colando a picco. Precipita il valore delle azioni, e ora sono a rischio i lavoratori.

Sembra l’aereo più pazzo del mondo ed invece è tra i primi dieci player mondiali nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Si tratta di Finmeccanica, da mesi al centro di numerose inchieste giudiziarie che ruotano intorno ad appalti e fondi neri ed hanno sempre come protagonisti l’ex amministratore delegato Pier Francesco Guarguaglini e la consorte Marina Grossi, amministratrice delegata di Selex Sistemi Integrati.

Irisbus, i lavoratori si prendono la fabbrica

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Nello Trocchia

VERTENZE. La Fiat vuole cedere, ma Dr Motor rinuncia all’acquisto. Gli operai, 700 a rischio, aspettano un nuovo incontro con il governo. «Resteremo fino alla convocazione del tavolo».

L'autunno caldo alla Irisbus-Iveco è già cominciato. I lavoratori, ieri sera, hanno occupato la fabbrica mentre la Dr, nelle stesse ore, rinunciava all’acquisto. La Fiat voleva cedere l’impianto alla Itala Spa, società dei fratelli Di Risio, titolari della Dr Motor, azienda molisana impegnata nella costruzione di suv. Una soluzione respinta dai lavoratori che chiedevano una diversa exit strategy del Lingotto e avversavano la proposta Dr perché prevedeva il reimpiego di soli 250 lavoratori.

«Ecco perché sciopero». Parlano i lavoratori

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Enrico Campofreda

I PROTAGONISTI. Dal cassaintegrato Alitalia all’impiegata nella struttura sanitaria privata, la manovra colpisce tutti. Ma i sindacati di base decidono di protestare in maniera autonoma.

Scioperano perché la deriva nel mondo del lavoro non sia definitiva, per abolire l’articolo 8 della manovra finanziaria che reintroduce la mano libera sui licenziamenti senza giusta causa e un uso della contrattazione decentrata per colpire i diritti. Sentiteli. Francesco Staccioli cassintegrato Alitalia: «Casi come il mio sono la dimostrazione di quello che può fare l’azienda quando vengono soppresse leggi di tutela.

Lavoratori e studenti in piazza. Arresti e scontri a Santiago

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Marco De Vidi

PROTESTE. Quarantotto ore di sciopero indette dai sindacati per chiedere una grande riforma del sistema Paese. Nella capitale del Cile barricate lungo le strade e ancora incidenti.

Anche i lavoratori scendono in piazza con gli studenti. I principali sindacati del Cile hanno indetto uno sciopero di 48 ore per mercoledì e giovedì per dimostrare solidarietà alla Confech (Confederazione degli studenti cileni) e per chiedere cambiamenti del sistema delle pensioni, della sanità e nel settore fiscale. Gli studenti scendono in piazza da mesi per ottenere maggiori finanziamenti alla scuola pubblica e una radicale riforma dell’istruzione, ma nelle ultime settimane le proteste si sono inasprite.

Green economy, l’alternativa al circolo vizioso dell’assistenza

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Massimo Serafini

PROPOSTE. Lavoratori, disoccupati e giovani vogliono essere protagonisti di una riconversione produttiva che valorizzi le loro capacità tecniche e culturali. Per una diversa qualità del consumo.

In altre parole si diffonde fra i risparmiatori la convinzione che perseguire, come i decisori politici stanno facendo, un rilancio di un assetto economico del tipo che abbiamo conosciuto in occidente e che la globalizzazione ha esteso a tutto il mondo, sia destinato inevitabilmente a produrre sempre meno benessere, disoccupazione di massa, impoverimento della vita sociale e una distruzione sistematica dell’ambiente.

Precari alla riscossa: «Bloccheremo il Paese»

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Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. A Roma davanti a Montecitorio studenti e lavoratori prendono la parola: «Daremo vita a una nuova forma di sciopero. Se ci fermiamo noi, tutta l’Italia ci seguirà».

La rivoluzione a cui vogliono dare vita, dicono, partirà dal basso. Prenderà forma a partire dalle piazze gremite di studenti e lavoratori precari. Metterà insieme le idee di una collettività abusata, terrà conto dei bisogni e delle esigenze del Paese reale. A parlare è un’Italia indignata: precari della scuola, cassaintegrati, operatori sociali, ricercatori senza stipendio e giovani promesse senza futuro. Ieri a Roma davanti a Montecitorio la galassia precaria ha fatto la sua dichiarazione di guerra.

L’indignazione precaria conquista la piazza

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Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. Continua il presidio dei lavoratori davanti a Montecitorio a Roma: «Ora basta. Questa classe politica non ci rappresenta. È il tempo del risveglio per questo Paese».

Un giorno ancora. A Roma, davanti a Montecitorio per manifestare la rabbia precaria che anima il Paese. Armati di megafono, striscioni e fischietti i lavoratori dello Stivale reclamano garanzie e diritti. «È il tempo di una presa di parola collettiva» ripetono. «È il tempo della piazza». Il presidio va avanti ormai da cinque giorni. A darsi appuntamento sotto al parlamento sono i tanti volti del precariato italiano.

Un secolo di lotte per i diritti

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA. A colloquio con Maurizio Landini, segretario dell’organizzazione che a Bologna sta festeggiando l’anniversario dei suoi centodieci anni di storia a fianco dei lavoratori.

«C’è bisogno di cambiamento ma nessuna cambiale in bianco, chi si candida alla guida di questo Paese deve dire prima come e cosa vuole fare». Maurizio Landini segretario della Fiom, a pochi giorni dalle amministrative lancia messaggi chiari e lo fa quando la “sua” organizzazione sta festeggiando a Bologna i 110 anni di storia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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