La città invisibile che si ribella al veleno nel lavoro

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Fulvio Colucci

REPORTAGE. A Taranto è mistero sul registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. E nel capoluogo sono presenti Ilva, Cementir ed Eni.

Invisibili. I lavoratori dell’area industriale tarantina. Invisibili alla società, alla politica, ai dati sulla loro salute. Invisibile è, nei numeri, uno dei più temuti rischi corsi dagli invisibili in fabbrica: l’esposizione agli agenti cancerogeni. In un triangolo senza pari, nel resto del Paese: le acciaierie Ilva, la raffineria Eni, la Cementir, le aziende dell’indotto. L’istituzione del registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni risale al 1994, alla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Arrivano gli operai Fiom e il lavoro torna al centro

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Enrico Campofreda

PIAZZA DEL POPOLO. In migliaia sono venuti nella capitale dagli stabilimenti Fiat e Fincantieri. Per restituire la parola a Roma dopo gli scontri del 15 ottobre. E per rimettere al centro il tema del lavoro e della politica industriale. Che non c’è.

I metalmeccanici d’Italia in migliaia si sono ritrovati ieri a Piazza del Popolo, arrivandoci a gruppi e anche con un mini corteo che ha attraversato Villa Borghese. La piazza operaia ha parlato chiaro: diritto al lavoro e diritto a manifestare contro i piani padronali e di certa politica. Dal palco, dove si sono susseguite voci risolute e dignitose di un tessuto produttivo che rivendica con orgoglio il proprio ruolo, le testimonianze dell’unità d’intenti. Eccole.

Teleperformance, Camusso a Taranto

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Fulvio Colucci

LAVORO. E' stato fissato all’11 novembre l’incontro tra il segretario del primo sindacato italiano e i vertici del gruppo. Sul tavolo, rapporti sindacali molto tesi e un numero di esuberi imponente.

E' Teleperformance l’ultima trincea degli indignados tarantini. Una trincea che appartiene a tutto il Paese. Il call center occupa quasi 2mila lavoratori nella città pugliese, ma ha stabilimenti importanti anche a Roma. Non a caso il Gruppo ha annunciato un numero di esuberi imponente: 463 a Taranto e 392 nella Capitale (dove è confermata la chiusura della sede). Con questa trincea si misurerà l’11 novembre il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

Cgil “verde”: «Insieme ambiente e lavoro»

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Dina Galano

L'INTERVENTO. La segretaria Camusso contro il governo: «Nessuna idea su dove ci sta portando». La green economy, invece, «è una strada importante». La Fiat? «Ottocentesca».

«La Fiat torna a ricette ottocentesche». Sintentica ma eloquente, ecco la risposta che il segretario generale della Cgil Susanna Camusso inoltra all’indomani dell’uscita di Marchionne da Confindustria. «Continuiamo a non capire cosa vuole produrre in Italia perché Fabbrica Italia, il famoso piano annunciato, sembra sempre più una chimera». Di sicuro, l’azienda ripropone da tempo il lancio di un fantomatico Suv quando «molti produttori nel mondo investono nell’auto elettrica considerandola l’unica prospettiva».

Fabbrica occupata a oltranza. Rabbia Fincantieri a Genova

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Federica Seneghini

LAVORO. Gli operai, alle prese con prospettive nerissime e con il rischio di chiusura del cantiere di Sestri, dopo una tesissima assemblea escono in piazza e bloccano le carreggiate dell’autostrada.

“Cantiere occupato a tempo indeterminato”. E' con questa certezza che ieri a Genova, centinaia di operai e maestranze della Fincantieri di Sestri Ponente hanno occupato lo stabilimento, per poi scendere in piazza in massa. Dopo lo sciopero della scorsa settimana la necessità per tutti era ancora una volta quella di difendere il loro futuro e quello del cantiere. Una protesta durissima quella di ieri: bloccate entrambe le carreggiate della strada che collega Sestri a Cornigliano oltre all’accesso dell’autostrada dalla sopraelevata.

Accordi sindacali Alleva: «Articolo 8 bomba inesplosa»

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Eloisa Covelli

LAVORO. Il patto siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria annulla le norme decise dalla manovra del governo? Ne parliamo con un esperto.

Cgil, Cisl e Uil (assieme all’Ugl) si sono seduti allo stesso tavolo con Confindustria per siglare in via definitiva l’accordo del 28 giugno. I sindacati escono così rafforzati: solo loro - e non il governo - possono decidere di cambiare le relazioni industriale. Quest’accordo stabilisce che il contratto collettivo nazionale resta valido per garantire la «certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale».

Welfare e lavoro, nuove priorità

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Nando Bonessio (Terra Lazio)

IN FONDO. Bisogna affrontare la scommessa della modernità e uscire da una nicchia ecologica nella quale i Verdi si sono rinchiusi.

E' un processo difficile quello del nuovo soggetto ecologista in Italia perché la sfida è grande. Si tratta da un lato di far “tornare” gli ecologisti agli anni ottanta, quando la “novità” dell’ecologia portava migliaia di persone in piazza persino per sostenere azioni su tematiche “ostiche all’opinione pubblica” come quella del Buco dell’Ozono.

Irisbus, ora dal governo arriva anche la centrale

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Nello Trocchia

LAVORO. Il ministero dell’Ambiente rilascia l’Aia per la costruzione della centrale termoelettrica Edison. Le amministrazioni locali si oppongono: “ Per quell’area ci sono altri progetti di sviluppo”.

Flumeri è il piccolo comune in provincia di Avellino che ospita l’impianto Irisbus-Iveco che il gruppo Fiat vuole chiudere mandando in strada 700 lavoratori, in tutto 1500 considerando l’indotto. La centrale termoelettrica a ciclo combinato da 400 megawatt dovrebbe sorgere proprio vicino allo stabilimento nei terreni che la Fiat, in vista di un allargamento, si accaparrò negli anni ‘70 e che nel 2000 ha venduto alla Edison. Sul fronte centrale, ieri, è arrivata l’Aia dal ministero dell’ambiente.

Ocse: licenziamenti più facili aiutano la ripresa

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Betta Salandra

LAVORO. Per l’organizzazione parigina la legislazione restrittiva italiana ha attutito l’effetto occupazionale della crisi, ma ora bisogna cambiare. Esulta Sacconi. Critici i sindacati.

La matematica non sarà un opinione ma la statistica lo è senz’altro. È infatti battaglia di interpretazioni dopo il rapporto sull’occupazione europea di ieri. «L’impatto della crisi recente sul mercato del lavoro italiano è stato fino ad oggi moderato, ma la ripresa è stata lenta - ha scritto l’Ocse sull’Italia nell’Employment outlook - la disoccupazione italiana, è cresciuto meno della media Ocse. Da allora però, «la ripresa è stata alquanto moderata».

Le mogli sfidano i Marcegaglia

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Eloisa Covelli

LAVORO. La centrale biomasse di Cutro in Calabria è ferma da maggio. Gli operai temono che non riaprirà, per protesta hanno occupato la torre.

A Cutro ci sono le anti-Lisistrata. Mentre le donne ateniesi avevano indetto lo sciopero del sesso per convincere i mariti a sospendere la guerra del Peloponneso, le mogli dei lavoratori della centrale biomasse Eta di Cutro (in provincia di Crotone) ieri mattina sono salite sulla ciminiera per dare man forte alla protesta dei mariti. I 44 lavoratori sono in cassa integrazione dalla scorso mese di maggio. Ufficialmente l’impianto ha chiuso solo per essere messo a nuovo per produrre più energia elettrica, ma gli operai temono che non sarà più riaperto.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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