Una t-shirt contro i clan

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Francesco Servino (Terra Napoli)

LEGALITA'. I Verdi e don Manganiello lanciano una mobilitazione: «Basta con criminalità e violenza».

Un’iniziativa dei Verdi in risposta alla vergognosa maglietta apparsa nei negozi di Castellammare di Stabia e Pianura, “Meglio morto che pentito”: ieri alla libreria Treves in piazza del Plebiscito a Napoli erano presenti nell’occasione il presidente degli ecologisti, Angelo Bonelli, il commissario regionale, Francesco Emilio Borrelli e il prete anticamorra Don Aniello Manganiello.

«L’unica soluzione possibile è l’amnistia»

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Rossella Anitori

CARCERI. Gli istituti penitenziari del Paese sono al collasso. Ieri al Senato una seduta straordinaria dedicata al problema. Fuori il sit-in di protesta dei Radicali. Emma Bonino: «Ripristinare la legalità».

«Urgente, improcrastinabile». Per i Radicali «l’unica soluzione possibile». L’amnistia è una «scelta impopolare» dice Emma Bonino, «ma è la precondizione necessaria per le riforme, per trovare pene alternative al carcere». Gli istituti penitenziari del Paese sono al collasso e i reclusi vengono stipati nelle celle come sardine. A fronte di una capienza regolamentare di 45.681 detenuti le patrie galere ospitano oltre 67mila persone.

L’Italia che frana senza saperlo

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Stefano Erbaggio (Terra Napoli)

TERRITORIO. Abusivismo, abbattimenti, legalità e il ruolo della Camorra: ne parla Bartolomeo Sciannimanica nel suo nuovo libro.

Oggi nel teatro Quirino di Roma si svolge la presentazione del libro L’Italia che frana, di Bartolomeo Sciannimanica, titolo che richiama la pericolosa condizione di instabilità che interessa il nostro Paese, ma anche il resto del mondo occidentale. L’autore è ingegnere e insegnante di ecologia presso la facoltà di architettura dell’Università Federico II di Napoli, oltre che ex dirigente del settore Urbanistica della Regione Campania.
 
Può farci una panoramica del suo libro?

Napoli, un futuro tutto da svelare

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Alessio Strazzullo (Terra Il Levante)

APPUNTAMENTI. La città ospita un’anticipazione del prossimo Festival dell’Economia di Trento. Tra i temi legalità e lavoro giovanile.

Un filo lega il Festival dell’economia di Trento a Napoli, al Rione Sanità, alle Catacombe di San Gennaro Extra Moenia, alla Napoli sommersa. Sabato 28 maggio, ci sarà una giornata d’anteprima del festival in uno dei luoghi più legati alle tradizioni napoletane. Il Festival dell’economia si svolgerà a Trento dal 2 al 5 giugno e quest’incontro, organizzato dalla Fondazione Ahref e dalla Fondazione Con Il Sud, dà il via alle danze dopo l’incontro del 26 in cui il Festival a Trento ospita il premio Nobel per l’economia 1998 Amartya Sen.

Legalità e trasparenza. Una ricetta anticrisi

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Norma Ferrara (libera informazione)

SICILIA. Parla il presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello: «Sta lentamente cambiando mentalità e cultura d’impresa. Allontanate 35 aziende incompatibili con il sistema che vogliamo promuovere».

Fare di più e farlo il prima possibile. Cosi Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, sollecita l’impegno della politica nei confronti della situazione economica che sta attraversando il paese e in particolare la Sicilia Con lui Libera Informazione ha  parlato di crisi economica, mafie e codice etico degli imprenditori.
 

Lo sciopero dei volontari

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Dina Galano

CARCERE. Il mondo del no profit protesta oggi a Roma per chiedere il «ripristino della legalità» nei penitenziari italiani. Sovraffollati oltre ogni tollerabilità, si sono trasformati in «luoghi del disagio sociale.

Se il mondo del volontariato si fermasse definitivamente, il sistema carcere patirebbe una drammatica perdita. La maggior parte delle attività previste per legge per la cura e il reinserimento dei detenuti, infatti, sono ormai state appaltate al sociale e al no profit. Anche quelle che spetterebbero a figure professionali ben determinate, come psicologi e assistenti sociali. Oggi, quel mondo ha deciso di scioperare e riunirsi davanti a Montecitorio «per il ripristino della legalità». 
 

Libera e Cgil insieme per la trasparenza

Maurizio Torretti

LEGALITA'. La Cgil F.p. di Roma e del Lazio ha recentemente aderito all’Associazione Libera di Don Ciotti e sottoscritto un protocollo in cui è stabilito un percorso comune per affermare e praticare la legalità nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni.

Per la Cgil non sono certo una sorpresa le recenti dichiarazioni del vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata sulla violazione del protocollo d’intesa che avrebbe dovuto filtrare le candidature sospette o in odore di mafia alle scorse tornate elettorali.
 

«Ho scelto la scrittura per fare i conti con il mio vissuto»

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Pietro Nardiello

INTERVISTA. Maria Rosaria Nuvoletta, docente di psicologia e nipote di Lorenzo, il padrino della città di Marano che sedeva intorno allo stesso tavolo dei padrini di Cosa Nostra, ha pubblicato il suo primo romanzo. È l’occasione per incontrarla e per parlare di lotta alla criminalità ma anche di quella contro una discarica maleodorante troppo vicina all’abitato.

Pochi mesi fa via Cupa del Cane di Marano era diventata un laboratorio politico. La popolazione di questo territorio aveva deciso di ribellarsi alle scelte di un governo che qui avrebbe voluto collocare, contro ogni logica e proprio all’interno di un parco collinare, una discarica di rifiuti. Adesso qui a Marano il fetore che la gente deve, quotidianamente, subire è diventato insopportabile.

Restare a Roma nella legalità

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Ylenia Sina

MIGRANTI. I lavoratori africani deportati da Rosarno aderiscono alla mobilitazione del primo marzo.

«Vogliamo che il governo di questo Paese si assuma le sue responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità». Termina così la lettera presentata martedì mattina dall’Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno durante una conferenza stampa in piazza S. Marco a Roma. Hanno chiesto che il permesso di soggiorno rilasciato agli undici africani feriti durante gli scontri di Rosarno, «sia accordato anche a tutti noi, vittime dello sfruttamento».

«Cari giovani, hanno ucciso uno di voi»

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don Pino Demasi

LEGALITA'. Francesco Maria Inzitari aveva 18 anni. È stato ucciso in un agguato a Taurianova (Rc) lo scorso 6 dicembre. Era figlio di di Pasquale Inzitari (ex Udc), condannato, il 18 settembre scorso dal gip di Reggio Calabria a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Pare fosse questa la sua unica colpa. Il suo omicidio ha scosso il territorio. Don Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera, ha subito scritto un appello ai giovani del territorio chiedendo di ribellarsi alla ‘ndrangheta. Ai mafiosi, durante i funerali, ha chiesto di convertirsi.

APPELLO AI GIOVANI:

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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