Cinque milioni di italiani a rischio frane e alluvioni

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Alice Morrosini

AMBIENTE. Secondo i dati di Legambiente e Protezione civile, l’85 per cento dei Comuni è colpito da dissesto idrogeologico. Nel 31 per cento delle aree si trovano abitazioni, nel 20 ospedali e scuole.

Frane, alluvioni e altre calamità costituiscono un rischio concreto per l’82 per cento dei Comuni italiani e coinvolgono circa cinque milioni di persone che vivono o lavorano in aree critiche. Il dissesto idrogeologico riguarda complessivamente il 10 per cento del territorio nazionale, con punte di allarme per Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento, dove il 100 per cento dei Comuni è classificato a rischio.

«Occupazione? Molto meglio il conto energia»

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Vincenzo Malacrinò

TESTIMONIANZE. Carmen Ramirez Boscan (Colombia): «Basta morire nelle miniere». Barillà (Legambiente): «Non si può barattare la salute o la dignità». Midulla (Wwf): «Devastante per il clima».

«Stanno assassinando la madre terra». Queste le parole di Carmen Ramirez Boscan, la giovane colombiana venuta fino a Saline per gridare la rabbia di chi vive in un paese su cui pesa il macigno di una delle più grandi miniere di carbone. «Nella mia terra, la gente muore per il carbone; non possiamo permettere che altro sangue sia versato, per una energia sostituibile dalle rinnovabili». Carmen Boscan sta girando il mondo per urlare “basta carbone”; a questa vergogna che porta solo danni all’uomo e al pianeta.

La Calabria che grida forte “no al carbone”

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Vincenzo Malacrinò

AMBIENTE. Una grande, colorata, manifestazione ha riunito i Comuni limitrofi, Legambiente, il Wwf e tante associazioni locali per dire no alla realizzazione della centrale di Montebello Jonico.

Nessuno vuole la realizzazione della centrale a carbone a Saline di Montebello Jonico. Domenica, nel giorno del No Coke Day nazionale, sulla strada antistante il porto, si sono riversati fiumi di persone. Non c’era più spazio per parcheggiare le autovetture. Carabinieri, polizia, polizia provinciale e municipale erano schierati in prima linea. “Non vogliamo il carbone”. La centrale di Saline viene bocciata, così come viene messo sei in condotta a chi intende imporsi al popolo ormai stanco di essere “insultato” da progetti non condivisi.

Questa Campania è una frana

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Stefano Erbaggio (Terra Napoli)

IL CASO. Presentato Ecosistema rischio 2011. Legambiente: «L’86% dei Comuni campani sorge su un territorio a rischio idrogeologico».

Legambiente Campania ha presentato il dossier “Ecosistema Rischio 2011” realizzato in collaborazione con la Protezione Civile. I numeri sono impressionanti e sono lo specchio della malagestione di un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico. Sono 504 i Comuni campani in cui sono presenti zone ad elevata criticità, per un totale di 2.597 kmq (cioè circa il 19% della superficie dell’intera regione). L’86% dei Comuni della Campania sorge su un territorio a rischio idrogeologico, per lo più concentrati nella provincia di Salerno.

Se 430mila controlli posson bastare per mangiare sicuri

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Susan Dabbous

ALIMENTAZIONE. Allarme contraffazione, i falsari colpiscono made in Italy e qualità del cibo provocando danni per 50 miliardi di euro. A dirlo è il rapporto “Italia in Tavola 2011”.

C'è l’olio deodorato, il San Marzano di Pechino e l’inquietante mozzarella blu. Senza dimenticare panettoni e colombe «artigianali» sfornati dalla catena di montaggio. Se vi state chiedendo cosa sia l’olio deodorato la risposta, purtroppo, è proprio quella vi suggerisce l’intuito: si tratta di un’essenza d’oliva non commestibile trasformata in prodotto senza difetti e cattivi odori destinata alla nostra tavola e venduta magari a prezzi «imbattibili».

La necessità di invertire la rotta

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Stefano Bettera e Mario Petitto (Terra Milano)

LEGAMBIENTE. La green economy come opportunità di sviluppo. Se ne parlerà oggi e domani al Congresso regionale.

Il mondo che conoscevamo sta cambiando per sempre. Crisi climatica, consumo delle risorse naturali, globalizzazione e flussi migratori, mancanza di diritti, povertà: queste sono le emergenze e le responsabilità che l’ambientalismo di oggi si trova ad affrontare. I dati parlano chiaro, il nostro sistema di vita è ormai diventato insostenibile: al banchetto energivoro contribuiscono ormai in maniera maggioritaria i paesi in via di sviluppo (60%) ma rimane il fatto che un cittadino americano continua a consumare il doppio dell’energia di un europeo.

«La Lombardia che vorrei»

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Emanuele Bompan

LEGAMBIENTE. Parla il presidente Damiano di Simine: «Basta col compiacimento minoritario».

Quali le sfide con cui si dovrà confrontare Legambiente Lombardia nei prossimi 4 anni?

Ecosistema urbano, Genova ride

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Edgar Meyer (Terra Liguria)

DOSSIER. Secondo Legambiente, la qualità ambientale del capoluogo migliora ed è al top per qualità dell’aria e risparmio dell’acqua.

Migliora la qualità dell’ambiente a Genova. Secondo lo studio “Ecosistema Italia” realizzato da Legambiente e Ambiente Italia e presentato martedì scorso proprio a Genova, il capoluogo ligure si colloca terzo fra le città con oltre 200 mila abitanti. Dietro solo a Venezia e Bologna e davanti a Verona, Padova, Trieste, Firenze, Torino, Milano, Roma e via a scalare.

L’insicurezza tra i banchi. Dal governo solo tagli

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Dina Galano

SCUOLA. Legambiente denuncia l’abbandono delle strutture e l’arretratezza dei servizi scolastici. Il 36% degli edifici necessita di manutenzione urgente. Mancano certificati antisismici e di agibilità.

Dalla scuola di San Giuliano a quelle de L’Aquila, le tragedie non hanno finora determinato un significativo cambio di rotta. Gli edifici scolastici italiani sono in abbandono e, se non fosse per i monitoraggi curati da associazioni indipendenti, non conosceremmo la condizione attuale in cui versano le aule, le palestre, le scale dove i ragazzi italiani trascorrono la maggior parte della giornata. Dal crollo dell’istituto di Rivoli, quando il governo si impegnò a un’accelerazione, si continua a chiedere che l’anagrafe scolastica sia resa pubblica.

Immobili e invivibili. Bocciate le città italiane

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Carmela Panetta

DOSSIER. Traffico, smog, siccità. Ma anche costruzioni prive di standard antisismici, produzione e smaltimento dei rifiuti. La fotografia dell’ecosistema urbano fatta da Legambiente.

E' la sicurezza di cui non si parla: smog, traffico, rifiuti, sprechi d’acqua, industrie e abitazioni a rischio. Ma è quella più importante. Le città italiane non solo fanno registrare uno stallo per la qualità ambientale, ma si dimostrano anche poco sicure.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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