Con legno o bambù la bici corre veloce

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Pierpaolo De Lauro

PROGETTI. In Gran Bretagna si pedala con materiali naturali. A Oxford è nata una due ruote realizzata con canne della pianta asiatica. Mentre a Norwick il mezzo di locomozione è interamente ecologico.

Una bicicletta pratica, leggera e biodegradabile. Può sembrare un sogno eppure con pochi accorgimenti e la resistenza del bambù può diventare un mezzo di trasporto alla portata di tutti. Dimentichiamo quindi le biciclette ultraleggere in fibra di carbonio, elettriche o a pedalata assistita. Il futuro è nella malleabilità e diffusione della pianta asiatica. E due ricercatori dell’Università di Oxford in Gran Bretagna, Shpend Gerguri e James Broughton si sono spinti oltre.

Tasmania, firmato accordo per salvare le foreste native

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Marco De Vidi

AUSTRALIA. L’intesa punta a superare l’impasse dell’industria del legno. Previsti finanziamenti per 200 milioni di euro, aiuti ai lavoratori che perderanno il lavoro e nuove riserve naturali.
 

Australia firma un importante accordo per salvare le foreste native della Tasmania. Più di 430mila ettari di territorio boschivo saranno posti sotto protezione, mentre il governo federale fornirà ingenti finanziamenti alle popolazioni locali per agevolare la transizione che seguirà al ridimensionamento delle industrie del legname.

Il legno? Meglio quello certificato

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Riccardo Bottazzo (Terra Nordest)

CONSUMATORI. Cos’è e a cosa serve la certificazione. Brunori (Pefc): «Il marchio garantisce che l’ambiente non è stato devastato».

Il tavolo di legno che avete a casa non è soltanto un semplice pezzo di legno lavorato. Neanche la credenza, le travi del soffitto, le porte, gli infissi delle finestre, la vostra biblioteca e i libri della vostra biblioteca. La carta, ricordiamocelo, è anch’essa un prodotto ligneo. E neppure le “bricole” che, nella mia città, Venezia, delimitano i canali navigabili dalle secche, sono solo pezzi di legno piantati in acqua. Perché, la prima cosa da mettere in chiaro, è che c’è legno e legno.

Gli alberi in plastica? Meglio quelli di legno

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Alessio Nannini

TRADIZIONI. Un rapporto della Coldiretti evidenzia i pregi degli abeti coltivati nei vivai ed evidenzia i danni all’ambiente di quelli finti. Se prodotta in Cina, una pianta inquina quanto un’automobile.

Natale, tempo di regali e di addobbi luminosi. Tempo soprattutto di alberi, che la tradizione moderna e consumistica vorrebbe ornati di palle e stelline nelle case di chi festeggia a partire da oggi 8 dicembre. E di questi giorni è anche un rapporto della Coldiretti che ha inteso fare il punto sugli abeti di Natale in plastica, un tempo ritenuti una valida alternativa (e vagamente ambientalista) a quelli veri. In realtà, ci dice il documento dell’associazione, gli abeti finti inquinano, e inquinano ancora di più se provengono dalla Cina.

L’affare delle biomasse

Pietro Dommarco

ENERGIA. Lungo la Penisola le multinazionali promuovono progetti per grandi centrali, poco sostenibili perché devono importare il legno da bruciare. Il caso di Panettieri, un Comune del cosentino di 365 anime.

Con appena 365 abitanti, Panettieri è il paese più piccolo della Calabria. Soltanto 14,7 chilometri quadrati di superficie, in provincia di Cosenza, nel comprensorio montano del Reventino. Qui, la BioEnergia investimenti spa ha pensato, forse proprio per la bassa densità della popolazione, di presentare un progetto per realizzare una centrale a biomasse da 14 MW di potenza.

Legno, un traffico pericoloso

Andrea Pira

BIRMANIA. Global Witness denuncia il persistere del traffico illegale di legname che fa rotta verso la Cina, maggior importatore al mondo dopo il Giappone. Un commercio che alimenta il disboscamento e toglie aria all’intero pianeta.

Le foreste vergini della Birmania sono minacciate dai contrabbandieri. A lanciare l’allarme è Global Witness, organizzazione ambientalista con sede a Londra impegnata nella lotta contro la deforestazione e lo sfruttamento delle risorse naturali. Nel suo rapporto annuale, intitolato “Un commercio non armonioso”, l’associazione denuncia il persistere del traffico illegale di legname che dalla Birmania fa rotta verso la Cina, il secondo maggior importatore mondiale di legna dopo il Giappone.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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