Reti telefoniche e depistaggi. Svelata la trama del caso Hariri

AP110817012716.jpg
Enrico Campofreda

LIBANO. Gli atti di accusa del Tribunale speciale rivelano le fasi preparatorie dell’omicidio dell’ex premier. Prove circostanziali che, però, non riescono ad accertare la presenza di uomini di Hezbollah.

La lunga marcia per condannare gli esecutori dell’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri raggiunge un’importante tappa. Il magistrato Antonio Cassese, presidente del Tribunale Speciale per il Libano, mantiene le promesse e pubblica l’atto d’accusa predisposto dai colleghi Frenzen e Bellemare contro quattro membri del Partito di Dio, una ricostruzione iniziata nel 2007 e terminata lo scorso anno.

L’Aja, prende il via il processo ai killer dell’ex premier Hariri

AP98120301014.jpg
Enrico Campofreda

LIBANO. Scadono fra pochi giorni i termini del mandato di cattura internazionale contro quattro militanti di Hezbollah. Il Tribunale Speciale si dice pronto ad agire in contumacia.

Beirut torna a esplodere. Giovedì due presunti attentatori, Ihsan Nassar e Hussein Diya, musulmani non libanesi, sono rimasti vittime della bomba che stavano lanciando sull’auto del figlio del giudice Alain Sarhan nel quartiere cristiano di Antelias, periferia nord della capitale. Lo scoppio è avvenuto presso la chiesa di Sant’Elia, che ha fama d’essere stata a metà dell’800 luogo di alleanza fra locali cristiani e musulmani contro gli invasori egiziani.

Bomba in Libano, sei militari italiani feriti

large_110527-174401_to270511est_5001.jpg
Susan Dabbous

TERRORISMO. Un mezzo del nostro contingente della missione Onu nel Sud del Paese esplode a causa di un ordigno sull’autostrada per Sidone. Ieri, la giornata mondiale dei peacekeeper.

Sei feriti, di cui due in gravissime condizioni. Si tratta di militari italiani dell’Unifil che ora si trovano tutti nell’ospedale di Hammoud, un piccolo sobborgo a nord-est di Beirut. Ieri pomeriggio il loro convoglio è saltato su una bomba lungo l’autostrada per Sidone, 40 chilometri a Sud dalla capitale. «È stato un attentato», ha fatto sapere lo Stato maggiore della Difesa.

Libano e Israele colpiti da siccità e incendi

07.jpg
Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Quaranta morti nello Stato ebraico, centoventi in quello dei Cedri e una staffetta di elicotteri turchi e giordani per soccorrere entrambi i Paesi. L’inverno è in ritardo e l’acqua scarseggia.

«Se continua così, la prossima guerra civile la faremo per l’acqua». L’aveva dichiarato nei giorni scorsi il ministro dell’Acqua libanese Jibran Bassil e, se non fosse per la pioggia finalmente scesa ieri a calmare gli spiriti, forse a Beirut qualche vicino di casa avrebbe finito davvero con l’aggredirsi per l’ultima tanica d’acqua ancora in vendita.

Uragano Wikileaks sul governo libanese

08b.jpg
Annalena Di Giovanni da Beirut

MEDIO ORIENTE. In un telegramma trafugato il vice-premier e ministro della Difesa Murr rivolge consigli a Israele per colpire le truppe di Hezbollah. Che, però, siede con lui al governo.

Piove sempre sul bagnato. Anche quando dicembre comincia con 28 gradi di temperatura, il cielo resta limpido, e i rubinetti di Beirut sono prosciugati da sei mesi senza pioggia. E così, mentre il governo libanese tenta a fatica di evitare il collasso e la guerra civile per il verdetto del Tribunale Internazionale sull’omicidio Hariri, ecco che ieri è arrivata l’ennesima patata bollente, stavolta a carico  del vice premier e Ministro della Difesa Elias Murr.

«I sionisti sono mortali» Ahmadinejad a ruota libera

08ok.jpg
Annalena Di Giovanni da Beirut

REPORTAGE. A soli quattro chilometri da Israele il presidente iraniano in visita in Libano va nella roccaforte di Hezbollah nel sud. Accolto come un eroe da una folla di 15mila persone riceve una laurea ad honorem.

Che qualcuno lo faccia fuori a Beirut! Se avessero sparato a Hitler nel 1939 la storia avrebbe cambiato corso». È l’appello inoltrato al Libano da un ministro israeliano, ed è la battuta che si scambiano gli studenti che dall’alba, affollano il campus di Hadath dell’università libanese, nel cuore di Beirut sud.

Beirut e l’apartheid delle spiagge alle domestiche

07.jpg
Annalena Di Giovanni da Beirut

REPORTAGE. «Sei hai un’amica nera portala pure, l’importante è che si spogli, non deve sembrare una donna di servizio». Risponde così il gestore dello stabilimento Sporting Club della capitale libanese.

«No. L’ingresso è vietato ai cani e alle filippine. No, neanche le donne di colore né le peruviane. Quando dico filippine intendo domestiche. Come perché? Perché è la nostra politica. Se ne lasciamo entrare una, il giorno dopo ne torneranno cento».
 

E' iniziata la lunga estate calda tra Israele e Libano

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Dopo gli scontri di martedì, ieri da entrambi i lati si è proceduto a seppellire i morti. A Beirut il leader del Partito di Dio ha ricordato le 7.000 violazioni del cessate il fuoco perpetrate da Tel Aviv.

Niente da fare, andranno tagliati. E così Israele ha ricominciato di buon mattino, ieri, a sradicare quei pini spelacchiati lungo il confine, piegati dal vento e soffocati da una polvere fina.

Tra Libano e Israele tornano i venti di guerra

05.jpg
Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. A quattro anni dal conflitto del 2006, riesplode la tensione tra Beirut e Tel Aviv. Sono cinque i morti dopo gli scontri tra i due eserciti scoppiati ieri a Adaisse nel Sud del Paese dei cedri.

Quell’albero era in mezzo, toglieva la visuale, addirittura minacciava la sicurezza della Linea Blu. Le foto scattate prima dell’allarme confermano l’incredibile: ieri gli uomini di Tel Aviv hanno davvero deciso di farla finita una volta per tutte e, presa una gru, si sono diretti decisi verso il territorio libanese. Ammoniti dagli uomini di Beirut, non si sono fermati. Hanno scavalcato il confine nemico, si sono messi a tagliare un albero libanese.
 

Il premier Hariri corteggia Hezbollah contro Teheran

esteri4.jpg
Annalena Di Giovanni

ESTERI. Un’esplosione sospetta e tanta tensione. Ecco come il Paese si appresta ad affrontare una calda estate tra dialogo e retroscena per scongiurare a tutti i costi i nuovi venti di guerra all’ombra dell’Iran.

Ha fatto il giro della propria vettura quattro o cinque volte, si è allontanato, e ha detonato l’esplosivo. Questa l’immagine ripresa da una videocamera in nel parcheggio della sede degl sindacato degli ingegneri libanesi.  Si tratta dell’ultima autobomba esplosa a Beirut. L’episodio risale a due giorni fa.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29