Un campus di libertà

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Fulvio Colucci

SOCIETA'. A Montecatini è in corso il grande meeting “Albachiara” promosso da associazioni come Libera, Avviso pubblico e Cesvot. Migliaia di giovani a confronto su temi quali diritti e uguaglianza.

Un mosaico colorato. In movimento. Duemila ragazzi e ragazze da Udine a Siracusa. L’Italia, finalmente. È il campus “Albachiara” di Montecatini terme. Da otto anni risponde a un’esigenza civile, sociale, democratica: ascoltare un Paese giovane che chiede, attraverso il confronto su legalità, responsabilità, diritti, l’avverarsi della benedizione che don Luigi Ciotti ha formulato inaugurando i lavori al teatro Verdi giovedì scorso: «Scegliete la libertà.

Raid durante la notte. Devastata sede di Libera

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Vincenzo Mulè

MAFIA. Distrutto il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino, a Latina. Prevista per ieri una giornata in ricordo di don Cesare Boschin, ucciso per avere denunciato il traffico di rifiuti tossici.

Alla fine, pur tra mille difficoltà, il documentario La quinta mafia è stato proiettato. Certo, non nelle condizioni in cui l’associazione Libera aveva programmato. Perchè la sede laziale del Villaggio della legalità, a Borgo Sabotino, nel corso della notte tra sabato e domenica è stata devastata.

Dall’Egitto alla Sicilia con il visto della mafia

Dina Galano

MIGRANTI. Una ricerca dell’università di Catania indaga l’interesse della criminalità organizzata nel business degli sbarchi. Giovedì sulla costa ragusana sono arrivate 105 persone su una “nave madre”. 

Un’inchiesta dello scorso marzo potrebbe svelare un nuovo aspetto dell’immigrazione clandestina: il coinvolgimento diretto della mafia siciliana nella gestione degli arrivi per mare. Tutto ha inizio con l’arresto di due pescatori siciliani, secondo gli inquirenti appartenenti al clan Brunetto, affiliato alla famiglia dei Santapaola.

La borghesia mafiosa nel comune di Sgarbi

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Vincenzo Mulè

CRIMINALITA'. Sequestrati beni per circa 35 milioni di euro all’ex deputato regionale siciliano Giuseppe Giammarinaro, già accusato da Toscani di inquinare l’attività del consiglio comunale.

 

Riemergono le verità sepolte negli appunti

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Giorgio Mottola

OMICIDIO ROSTAGNO. Ritrovati gli appunti del giornalista ucciso 23 anni fa. Erano negli scaffali della Procura di Trapani. La moglie: «Quelle carte svelano la complicità tra Stato e Cosa nostra».

Come per altri omicidi eccellenti avvenuti in Sicilia, anche la morte di Mauro Rostagno si lega alla misteriosa sparizione di agende e appunti. A sorpresa, dopo venti anni, sono rispuntati fuori mercoledì scorsi alcuni fogli che appartenevano al giornalista ucciso nel 1988 . Erano stati acquisiti dalla magistratura all’inizio degli anni ‘90, ma giacevano dimenticati negli scaffali della Procura. In quelle carte ingiallite ci sono le tracce delle indagini di Rostagno, annotazioni sugli intrecci tra istituzioni, massoneria e cosa nostra.

Basilicata terra di luce e giustizia

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Gaetano Liardo

LIBERA. Conclusa a Potenza la 16/a Giornata della memoria in ricordo delle vittime delle mafie. Presenti 80mila persone. Don Luigi Ciotti: «Il primo testo antimafia è la Costituzione».

p { margin-bottom: 0.21cUn corteo lungo e colorato ha sfilato per le vie di Potenza. Più di 50mila persone giunte da tutta Italia per abbracciare i 500 familiari delle vittime innocenti delle mafie. “Basilicata terra di Luce” è stato lo slogan della XVI Giornata della memoria e dell’impegno organizzata dall’associazione Libera e da Avviso Pubblico. A Potenza, città di ombre e misteri.

Beni confiscati, la legge compie quindici anni

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Gaetano Liardo

MAFIE. Il 7 marzo 1996 il Parlamento approvava la 109. Da quel giorno lo Stato ha sottratto alle organizzazioni criminali 11.152 beni. L’associazione Libera festeggia una norma di civiltà

Saranno oltre 600 gli studenti di più di 40 scuole che da domani andranno in visita ai beni confiscati alle mafie. L’occasione è quella dei 15 anni dall’approvazione della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati. Era il 7 marzo del 1996 quando il Parlamento varava la 109 grazie ad una grande mobilitazione. Un milione di firme raccolte da Libera, l’associazione antimafia guidata da don Luigi Ciotti, e da Avviso Pubblico. Gli studenti potranno visitare la palazzina confiscata a Isola di Capo Rizzuto, che sarà adibita a colonia estiva.

Una firma di libertà

Roberto Morrione (libera informazione)

IN FONDO. In 150 piazze Libera e Avviso Pubblico raccolgono in questi giorni migliaia di firme contro la corruzione. “Che i corrotti restituiscano ciò che hanno rubato”, dice l’appello al Presidente Napolitano.

In 150 piazze Libera e Avviso Pubblico raccolgono in questi giorni migliaia di firme contro la corruzione. “Che i corrotti restituiscano ciò che hanno rubato”, dice l’appello al Presidente Napolitano. Un richiamo alla mancata osservanza dei trattati e delle direttive europee, ma anche agli impegni del Parlamento per una legge mai arrivata al percorso conclusivo e per una normativa che attui la confisca e l’uso sociale dei beni sottratti ai corrotti.

La politica non aiuta

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Vincenzo Mulè

INIZIATIVA. Ad un giorno dalla partenza della campagna contro la corruzione lanciata da Libera e Avviso Pubblico, il giudice di Cassazione Pier Camillo Davigo racconta la sua lotta.

Cricche, scandali e reputazione internazionale ai minimi livelli. L’Italia oggi si presenta col suo vestito più brutto alla giornata europea contro la corruzione. E mentre nel Paese cresce la percezione del malaffare e dell’opacità di sistema, allo stesso tempo si riducono denunce e condanne. Ne parliamo con Pier Camillo Davigo, autore di una lettera a sostegno della campagna  Corrotti! Promossa da Libera e Avviso Pubblico.

Libera: «Una cartolina contro la corruzione»

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Vincenzo Mulè

INIZIATIVA. L’associazione antimafia e Avviso pubblico si appellano al presidente Napolitano perché solleciti governo e Parlamento a ratificare le convenzioni internazionali ancora inattuate.

«Signor presidente, siamo preoccupati per il diffondersi della corruzione del nostro Paese». Comincia così la cartolina che Libera e Avviso Pubblico invitano a firmare affinché «i corrotti restituiscano quello che hanno rubato».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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