«Proclamiamo la liberazione». Oggi Tripoli cambia pagina

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Susan Dabbous

LIBIA. Il Consiglio nazionale di transizione si prepara al dopo raìs. Sulla sua morte la moglie chiede l’apertura di un’inchiesta Onu. La Nato si prepara alla chiusura della missione militare.

La quiete dopo i festeggiamenti. Tripoli si è svegliata in un surreale silenzio nel primo venerdì senza il Colonnello Muammar Gheddafi da 42 anni, mentre dal resto Paese iniziavano a confluire i ribelli verso la capitale venuti a rivendicare gli onori che gli spettano come eroi nazionali.

Così l’Italia pagò i pirati per liberare la Buccaneer

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Antonio Bianco

RETROSCENA. Tre navi italiane ancora nelle mani dei bucanieri somali. Ma stavolta la Farnesina non si muove. E Washington non vuole cedere al ricatto. Il giallo degli “aiuti allo sviluppo”.

Nelle mani dei pirati somali ci sono due navi italiane e uno yacht. La prima è la petroliera Savina Caylyn, dell’armatore partenopeo Luigi D’Amato, sequestrata l’8 febbraio scorso (ben 8 mesi fa), con a bordo 5 italiani e 17 indiani. La seconda è il cargo Rosalia D’Amato, della Perseveranza Navigazione, catturata il 21 aprile, con 6 italiani e 15 filippini.

La colpa di essere donna. Liberata Maryam Bahrman

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Tiziana Guerrisi

IRAN. Nota per le sue battaglie in difesa dei diritti delle donne e dell’ambiente era stata accusata di “attentato alla sicurezza nazionale” per aver partecipato a due seminari. La stretta sulle Ong.

Chiedere la revisione delle leggi discriminatorie verso le donne, manifestare per i diritti umani e l’ambiente, in Iran, è una roulette russa. Lo sa bene l’attivista Maryam Bahrman, appena rilasciata dopo oltre tre mesi di carcere grazie anche a una campagna internazionale che ha visto insieme deputati europei e italiani e Ong internazionali e italiane come come l’Associazione Donne per lo Sviluppo (Aidos).

Tra il baratto e la riforma della finanza, scelgo la seconda

Luca Bonaccorsi

IL DIBATTITO. Ma davvero le colpe di tutti i mali del mondo ricadono sulle banche? Una risposta al fronte dell’”anti-finanza”.

Quando la crisi economica colpisce duro, una tendenza naturale delle società umane è di cercare “responsabili”. La dinamica del “capro espiatorio” ha radici antiche. A turno sono stati sacrificati animali (il capro, appunto), bambini, donne (meglio se vergini). Durante la crisi che colpì la Germania dopo la prima guerra mondiale (anche a causa di indennizzi bellici altissimi) i nazisti guadagnarono consensi dirottando la rabbia dei tedeschi contro gli ebrei, che controllavano buona parte delle banche.

Anpi, quante provocazioni

Anna Pellizzone (Terra Milano)

LIBERAZIONE. Celtiche, addobbi bruciati e strane “dimenticanze”: anche quest’anno attacchi alla memoria.

«Noi non ci fermiamo al fascismo in camicia nera, ma a tutto quello che è limitazione della libertà e del rispetto delle regole». Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, ha lanciato il 25 aprile il suo accorato allarme dalla Piazza del Duomo di Milano: «La storia ci insegna che i pericoli per la democrazia possono assumere aspetti multiformi e quando si propone di modificare l’articolo 1 della Costituzione, significa che siamo già oltre il limite della tollerabilità».

Attenzione ai neofascisti

Marco Severa (coordinatore regionale) e Marco Piccinelli (vice coordinatore dei Giovani Verdi)

25 APRILE. In occasione della Festa della Liberazione alcuni episodi ci inducono a tenere alta l’attenzione.

Avanzano, nell’indifferenza di molti ma non di tutti, le ingiurie fasciste. Si sono riorganizzati, hanno avuto tempo e mezzi per uscire dai loro nascondigli e ora sembra che a passare dalla parte del torto ci siamo noi: antifascisti e partigiani, glorificati dalla storia, sbeffeggiati di fronte all’opinione pubblica.

San Suu Kyi in libertà

Paolo Tosatti

MYANMAR. Sono ore di attesa in tutta la comunità internazionale per la liberazione della paladina dei diritti del popolo birmano. La decisione della giunta militare non cambia però una realtà fatta di violenza, censura e oppressione.

Libera, senza avere però alcuna libertà. Un paradosso solo apparente in un Paese come il Myanmar, dove Aung San Suu Kyi, la paladina dei diritti civili e storica leader dell’opposizione birmana, attende oggi la fine di un incubo fatto di prigionia e arresti domiciliari durato oltre 14 anni.

A Roma per dire No all'estradizione

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Alessio Nannini

MANIFESTAZIONE.La città scende in piazza per chiedere la liberazione di 3 giovani baschi detenuti nelle carceri italiane.

«No all’estradizione di Fermin, Artzai e Zurine!». È previsto per questa mattina a Roma, davanti a Piazzale Clodio, un presidio di protesta per chiedere la libertazione dei tre attivisti del movimento giovanile indipendentista basco che, dal 10 giugno, si trovano detenuti nelle carceri di Terni e Rebibbia dopo essere stati arrestati dalla Digos mentre volantinavano nei pressi del parlamento italiano.
 

Preghiera laica ecologista

Luca Bonaccorsi

LIBERAZIONE. Preghiera laica: liberaci dalla polemica sulla liberazione, da Berlusconi, dal pericolo nucleare, da Ratzinger, dagli abusivisti, dai proibizionismi sulle droghe, dagli imbecilli che progettano opere pubbliche senza senso e sprecano i nostri soldi e infine dai dittatori.

 

La storia minacciata

Rossella Anitori

DENUNCIA. Dopo le polemiche sollevate dall’Anpi, il ministro Gelmini fa un passo indietro e include il riferimento alla lotta di liberazione nei programmi scolastici. Armando Cossutta: «Staremo a vedere».

«Altro che dimenticanza. Non si è trattato di una banale svista». Armando Cossutta, vicepresidente dell’Anpi parla chiaramente di «campagna revisionista». Omettere il riferimento alla lotta di liberazione nazionale nei programmi scolastici è una mossa «pensata», «per oscurare i valori e i principi della nostra Repubblica e della democrazia».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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