Non c'è ecologia senza democrazia

Luca Bonaccorsi

Le regole di Terra sono semplici: TUTTI gli ecologisti (verdi e non) possono scrivere e commentare. Nessuna minaccia sarà più accettata senza l'immediata denuncia alle autorità di tutela della libertà d'informazione.

Giovedì è successa una cosa molto grave. Sono stato pesantemente minacciato perché mi accingevo a pubblicare una lettera di due dirigenti Verdi in dissenso con il presidente Bonelli. Visto che la temperatura del dibattito politico nei Verdi è destinata a salire da qui all’Assemblea nazionale, mi sembra il caso di chiarire qui, ancora una volta, le nostre regole. Terra è accessibile a TUTTI i commenti, di tutta la comunità ecologista.

A Roma una folla immensa sogna un’Italia più libera

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Luca Bonaccorsi

INFORMAZIONE Sigle diverse, nemici ed ex amici sospettosi: tutti uniti dal senso di rivolta all’oppressione culturale del governo Berlusconi e della sua destra clericofascista, palazzinara e machista. Un pomeriggio bello, caldo e confuso.

Gli organizzatori parlano di trecentomila persone, ma non importa perché eravamo comunque tantissimi ieri a Roma, in Piazza del Popolo, alla manifestazione per la libertà di stampa. Una folla enorme, coloratissima, di donne e uomini stipati all’inverosimile. Il primo dato quindi è quello del successo. Ma il dato saliente non è quello quantitativo. Quella di ieri è stata forse la più strana delle manifestazioni.

Gli sciuscià del potere

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Alessio Nannini

INFORMAZIONE Salta la prima puntata di “Ballarò” perché sul primo canale deve andare lo speciale di “Porta a Porta” su L’Aquila, con ospite in studio Berlusconi.

Strano Paese il nostro. Nella settimana di unanime cordoglio per la morte del più longevo presentatore televisivo, il servizio pubblico fornisce altro materiale per far parlare male di sé. Il caso: la prima puntata di “Ballarò”, da tempo fissata per il 15 settembre, salterà perché sul primo canale deve andare lo speciale di “Porta a Porta” su L’Aquila, con ospite in studio Berlusconi.

Terremoto: Ricostruzione e bugie

Carlo Di Stanislao (Medico, responsabile del Centro allergologico della Asl 04 de L’Aquila)

TERREMOTO. L’Aquila: a tre mesi dal sisma, silenzio e bugie. Di concreto poco e nulla. Si chiedono “Verità e giustizia”.

A L’Aquila c’è ancora tanto da dire, molto ancora da chiarire e tanto da spiegare. Cominciamo col dire che, a tre mesi dal sisma, nessuno ha mai dichiarato e aggiornato le cifre che ancora oggi italiani e stranieri versano volontariamente per soccorrere gli sfollati e cooperare alla ricostruzione delle zone terremotate. Silenzio assoluto. Numeri che, peraltro, andrebbero aggiunti alle somme di una certa rilevanza, messe generosamente a disposizione da banche e grandi imprese. E sugli importi c’è da ricordare il famoso decreto n.

I divieti di Bertolaso

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Angelo Venti

RICOSTRUZIONE
— Bertolaso a L'Aquila censura i giornalisti. —

L’Aquila. Impossibile documentare cosa racconta Bertolaso ai terremotati. La gestione dell’informazione somiglia sempre più al modello Baghdad. Per la seconda volta in una settimana ci è stato impedito, come giornalisti, l’accesso a uno degli incontri che da qualche tempo il commissario di governo intrattiene, a porte chiuse, con gli sfollati.

Settantadue ore per la democrazia

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Gloria Ravidà

HONDURAS
— Dopo la condanna internazionale, arriva anche l’ultimatum dell’Organizzazione degli Stati americani. Entro sabato i golpisti devono restituire i poteri al presidente. —

Settantadue ore per restituire a Manuel Zelaya i suoi poteri. È l’ultimatum che l’Osa, l’Organizzazione degli Stati Americani, ha rivolto al nuovo governo honduregno che nel fine settimana con un colpo di Stato ha deposto il presidente.

Il Consiglio dei guardiani: «Elezioni presidenziali regolari»

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Annalena Di Giovanni da Beirut

IRAN
— L’establishment esce profondamente diviso dagli scontri nelle piazze dei giorni scorsi. Il candidato sconfitto promette di «voler andare avanti», ma ai ragazzi della Rivoluzione di Neda mancano i mezzi per riorganizzarsi. —

Calma piatta e un cielo di palloncini verdi a Teheran, ormai sorvegliata a tappeto da corpi antisommossa, servizi di sicurezza e paramilitari dopo due settimane di proteste, scontri e un numero imprecisato di vittime. Il governo uscente - Mahmoud Ahmadinejad nominerà il prossimo gabinetto ad agosto - si è dichiarato favorevole a consentire l’apertura verso nuove proteste, posto che vengano autorizzate con una settimana di anticipo e che rispettino precise condizioni di legittimità.

Luigi De Magistris: contro la corruzione dilagante serve una rivoluzione culturale

Luigi De Magistris

APPELLO
— L’intreccio tra gestione illegale del denaro pubblico e mafie è un cancro che corrode le istituzioni e la politica. Ma il governo punta allo smantellamento dell’indipendenza della magistratura e al controllo dell’informazione. —

La mia esperienza di magistrato impegnato in prima linea in indagini che hanno riguardato la corruzione nella pubblica amministrazione e la criminalità economico-finanziaria, in sintesi il contrasto ai reati dei colletti bianchi, non può che farmi concordare con l’analisi del procuratore generale della Corte dei conti, che ieri ha lanciato l’allarme corruzione che frena anche lo sviluppo del Paese.

Dopo la repressione Teheran porta in piazza la rivolta creativa

Annalena Di Giovanni da Beirut

IRAN
— Proibiti i sit in, la gente si inventa nuove forme di proteste. Ecco allora la marcia in cerchio intorno a una piazza oppure l’accensione contemporanea da parte degli automobilisti dei fari delle autovetture a orari prestabiliti. —

Sciopero generale ieri in Iran, ormai giunto al dodicesimo giorno di rivolta. Ignota l’entità delle adesioni; dall’espulsione della maggior parte dei corrispondenti stranieri presenti nel Paese, quanto accade in Iran è oscurato da un black out mediatico che costringe la stampa internazionale ad affidarsi a telefonate, testimonianze online, blogger e twitter. Imbavagliata anche la stampa locale.

«Vogliono colpire la libertà d’informazione»

Pietro Orsatti

L’INTERVISTA
— Don Luigi Ciotti: «Le mafie sono un problema nazionale, non solo di alcune regioni». —

«Oggi è un giorno di festa, ma non voglio ringraziare nessuno. Perché non c’è nessuno da ringraziare. Qui ci sono solo persone che hanno fatto la loro parte. Ecco, basterebbe che ciascuno di noi facesse il proprio dovere e basta ». Luigi Ciotti ha inaugurato ieri il Festival dell’impegno civile “Le terre di don Peppe Diana”, e anche se è evidente la soddisfazione di aver avviato un nuovo progetto di riscatto sui terreni confiscati alla camorra, l’attenzione e la verve polemica non sono certo acquietate.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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