Lodo, passa la linea di Fini

Aldo Garzia

POLITICA. La reiterabilità non è più ritenuta essenziale dalla maggioranza. Il guardasigilli Alfano sgombera così il campo da un altro intralcio che il presidente della Camera aveva posto sulla via dell’immunità.

Da Montecitorio sembra di dover scrivere ogni giorno un bollettino meteorologico. Avant’ieri il barometro indicava possibile crisi di governo sul Lodo giacente al Senato, causa il perentorio annuncio di Fini che la crisi dell’esecutivo poteva scoppiare sui temi della giustizia. Ieri lo stesso barometro indicava schiarita e niente nubi all’orizzonte per la stabilità di Berlusconi. La situazione si è infatti di nuovo impantanata.

Le elezioni appese al Lodo

04.jpg
Aldo Garzia

POLITICA. Oggi il Pdl deposita nuovi emendamenti presso la commissione dove si discute su come non rendere processabili premier e capo dello Stato. Ma ieri, Berlusconi sarebbe tornato a parlare di voto anticipato.

Chissà che alla fine il governo non perisca proprio di Lodo. Oggi il Pdl depositerà nuovi emendamenti presso la commissione Affari costituzionali del Senato, dove si discute su come non rendere processabili premier e capo dello Stato durante l’esercizio del loro mandato. Lo hanno annunciato i capigruppo Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Gli emendamenti terranno conto delle osservazioni avanzate qualche giorno fa dal presidente Giorgio Napolitano nella lettera inviata a Carlo Vizzini, presidente della Commissione di Palazzo Madama.

Lunardi? Non è affatto salvo

02b.jpg
Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA. Il parlamentare di Futuro e libertà Enzo Raisi replica a chi critica il sì dei finiani al Lodo Alfano: «Si andassero a riascoltare il discorso di Fini a Mirabello». E sull’ex ministro: «L’istruttoria è ancora aperta».

Onorevole Enzo Raisi, parlamentare del gruppo Futuro e libertà: sul web cresce la protesta per il voto dei finiani sul lodo Alfano. Come risponde?
Che chi protesta è meglio che si lavi le orecchie. Si andassero a rivedere su youtube il discorso del presidente Fini a Mirabello. Su questo punto le sue parole furono molto chiare. Perché allora nessuno disse nulla e oggi, invece, protesta?
 

Lodo Alfano, si punta all’immunità

Dina Galano

GIUSTIZIA. Con il voto favorevole di tredici senatori del Pdl e Lega più il licet del membro finiano Maurizio Saia e del senatore dell’Mpa, è passato l’ultimo emendamento al progetto di legge ormai noto come Lodo Alfano.

Si preannunciava tranquilla la seduta di ieri della commissione Affari costituzionali, atta soltanto a rinsaldare le fragili sinergie interne alla maggioranza sotto l’egida del Guardasigilli Alfano. Si è trasformata, in breve, nell’ennesimo colpo di mano per sottrarre il premier alle maglie dei processi in cui è coinvolto.
 

Eolico, tutti in difesa

Vincenzo Mulè

INCHIESTA Il giorno dopo gli arresti, Flavio Carboni nega tutto e dice: «Il senso delle mie telefonate è stato travisato». Intanto, è già stata fissata al 15 luglio l’istanza di scarcerazione per l’imprenditore sardo

La Camera approva il legittimo impedimento salva-premier

Giorgio Frasca Polara

GIUSTIZIA. Non senza momenti di tensione, nonostante la larga maggioranza, è stata approvata la misura che proteggerà i membri del governo dai processi per i prossimi 18 mesi. Ora la parola al Senato. Intanto si lavora al “Lodo Alfano bis”.

Impressionante l’arroganza del centrodestra: facendo strame non solo della Costituzione ma persino delle più elementari regole giuridiche, la maggioranza Pdl-Lega (con l’ondivago supporto dell’Udc) ha imposto ieri pomeriggio alla Camera l’approvazione di una nuova legge-vergogna questa volta ad personas: non solo il presidente del Consiglio ma anche tutti i ministri godranno dell’inaudito privilegio di fa

Anno nuovo, premier vecchio

berlusconi.png
Aldo Garzia

POLITICA. Dopo la convalescenza seguita all’aggressione a colpi di statuetta del Duomo di Milano, Berlusconi è tornato a Roma più convinto di prima che la riforma sulla giustizia va approvata al più presto.

Pd, Udc. Idv e ciò che resta dell’opposizione in Parlamento sono avvertiti. Berlusconi, dopo la convalescenza seguita all’aggressione a colpi di statuetta del Duomo di Milano, è tornato ieri a Roma più convinto di prima che la riforma sulla giustizia va approvata al più presto. Summit a colazione con lo stato maggiore del Pdl presso la sua residenza di Palazzo Grazioli, nel pomeriggio - sempre a casa sua - vertice di maggioranza allargato alla Lega, in serata un colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica.

Silvio attacca il capo dello Stato. Fini: «Rispettare le istituzioni»

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Il centrodestra non vuole elezioni anticipate, il Pd è prudente, l’Idv chiede le dimissioni di Berlusconi che, dopo la sentenza sul Lodo Alfano, non molla. Per lui il pericolo è «un Paese in mano alla sinistra».

La parola d’ordine che si aggira a Montecitorio, dopo il Lodo Alfano finito nel cestino, è «abbassare i toni della polemica». Il primo che fa un tentativo in questa direzione è Gianfranco Fini, presidente della Camera: «L’incontestabile diritto politico di Silvio Berlusconi di governare, conferitogli dagli elettori, e di riformare il Paese non può fare venir meno il suo preciso dovere costituzionale di rispettare la Consulta e il capo dello Stato».

Ricuciamo insieme la tela del centrosinistra

FRANCESCATO.jpg
Valerio Ceva Grimaldi

VERSO IL CONGRESSO - PROSPETTIVE Grazia Francescato*, nel giorno dell’apertura dell’assemblea nazionale di Fiuggi, sottolinea la necessità di raggiungere anche in Italia una “ecorivoluzione”. «Le priorità ambientali devono essere centrali».

Grazia Francescato è la portavoce uscente dei Verdi. A lei innanzitutto chiediamo un parere sulla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale. E, sul congresso del Sole che ride, l’ex presidente del Wwf dice: «Spero in un confronto vero e costruttivo».

La Corte boccia il Lodo

lodo.jpg
Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO La Consulta ha emesso la tanto attesa sentenza: la legge Alfano viola il principio d’uguaglianza ed è stata approvata senza le procedure necessarie alle modifiche costituzionali. Sinistra e libertà: «Berlusconi, ora dimettiti».

Le indiscrezioni si sono alternate per l’intera giornata. Poi alle 18 è arrivata la sentenza della Corte costituzionale: il Lodo Alfano è bocciato perché viola il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e perché si è proceduto alla sua approvazione da parte della maggioranza di governo senza le procedure necessarie alle modifiche costituzionali. La decisione è stata presa a maggioranza (nove a sei).

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31