Un affare da 50 milioni. Tra gadget e pentimenti

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Eloisa Covelli

SPAGNA. Il vero costo della Giornata mondiale della gioventù di Madrid, finanziata per due terzi dai ragazzi e per un terzo dagli sponsor. Ma i contribuenti pagano la sicurezza e i trasporti.

In tempo di crisi, anche la critica alla morale cattolica si fa più soft per colpire la Chiesa direttamente al portafoglio. Mentre in Italia si chiede da più parti un contributo dell’Ente al piano lacrime e sangue di Tremonti, a Madrid gli “indignados” se la prendono con i costi della Giornata mondiale della gioventù. In Italia, politici e opinionisti ritirano fuori la vecchia polemica di far pagare l’Ici anche ai beni del Vaticano.

In piazza tra le “acampadas” «La politica riparta dall’etica»

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Emanuele Profumi

SPAGNA. Parla un membro di “Democracia real ya”, l’organizzazione che ha mobilitato migliaia di persone che chiedono più diritti e partecipazione. «Temiamo la repressione, ma andiamo avanti».

 

Micropolveri killer, a Madrid scoppia l’allarme per la salute

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Susan Dabbous

SPAGNA. Una ricerca mette sotto accusa i motori diesel. Sono dannosi per l’uomo e aumentano il rischio di ischemie, ictus e infarti. Per i medici, la direttiva Ue sull’inquinamento va rivista.

Peggio del famigerato pm10 c’è solo il suo cugino minore: il pm2,5. Non tratta di formule astratte, ma delle polveri sottili che respiriamo ogni giorno e che  - purtroppo - ci fanno ammalare, a volte in modo irrimediabile. A scoprire che il pm2,5 che fuoriesce dalle marmitte dei motori a diesel fa più male delle polveri provenienti dalla combustione della benzina tradizionale è stato un recente studio congiunto dell’Ospedale clinico di Valladolid e dell’Istituto sanitario Carlos III di Madrid.

Madrid, è guerra di cifre sullo sciopero degli statali

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Susan Dabbous

SPAGNA. I lavoratori pubblici in piazza contro il taglio del 5 per cento degli stipendi voluto dal piano di austerity di Zapatero. Sull’adesione non c’è chiarezza: 16 per cento per l’esecutivo, 80 per i sindacati.

Gli spagnoli non sono un popolo di grandi scioperanti. Anche se già dal prossimo stipendio ci ritroveremo 60 euro in meno, oggi (ieri, ndr) in strada eravamo pochi». Angela Morales, impiegata al comune di Las Palmas, guadagnava 1.200 euro al mese. A lei come al resto dei due milioni e mezzo di impiegati pubblici il governo socialista inizierà a decurtare , dalla prossima busta paga, circa il 5 per cento dello stipendio.
 

Cent’anni di Gran Vía. Madrid si lucida a festa

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Aldo Garzia

MONDO. La capitale spagnola festeggia fino alla fine del 2010 l’arteria in cui scorre il sangue della città. Questa strada-simbolo è un po’ la Broadway di Spagna con i suoi cinema, teatri e la vita notturna che termina solo all’alba ma è anche una testimonianza degli stili architettonici del modernismo del Novecento. I suoi palazzi hanno visto i bombardamenti della guerra civile vinta dal fascista Franco, il ritorno alla democrazia di fine anni Settanta e la movida del decennio successivo.

Era il 4 aprile 1910 quando re Alfonso XIII diede un simbolico colpo di piccozza per inaugurare i lavori di costruzione della Gran Vía, la Grande Strada, che sarebbe diventata l’arteria principale di Madrid. Il colpo di piccozza, per la verità, serviva più che altro ad avviare la demolizione di interi quartieri del centro cittadino che avrebbero dovuto lasciare spazio a una grande strada metropolitana frutto del gigantismo architettonico di inizio Novecento.

Corride no, corride sì. Barcellona contro Madrid

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Aldo Garzia

MONDO. Il Parlamento della Catalogna alle prese con una proposta di legge di iniziativa popolare che vuole chiudere le plazas de toros. Il voto finale favorevole potrebbe arrivare già a maggio. In rivolta i difensori dei matador: accusano i catalani di voler emarginare dal proprio territorio una tradizione spagnola in nome di una maggiore autonomia economica e culturale. E intanto la tv pubblica trasmette le gesta del pacioso toro Billy, un simpatico cartoon.

Anche dietro le polemiche sulla corrida si può intravedere la voglia di maggiore autonomia della Catalogna dal resto della Spagna? Sta di fatto che il Parlamento regionale di Barcellona ha dato nei giorni scorsi il primo parere favorevole alla proposta di legge di iniziativa popolare, sostenuta da 180mila firme raccolte dall’Associazione Prou! (Basta!), che chiede l’abolizione delle corride.

Mercati ancora fragili

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Ogni volta che un responsabile di governo parla di tagli al deficit o che la Bce accenna alla riduzione
della liquidità illimitata per le banche, le quotazioni ne risentono pesantemente. E Trichet fa marcia indietro.

Ieri a offrire una rete di salvataggio ai mercati c’ha pensato il dato sulla disoccupazione Usa. Il calo inatteso, seppur marginale, è servito a calmare gli animi. La settimana alle spalle resta comunque la più pesante da tanto tempo. Il bello è che in realtà non è successo un granché nei fondamentali dell’economia europea e/o mondiale.

Madrid, la Borsa precipita

Carlo Freboudze

ECONOMIA. I titoli di stato spagnoli sono in caduta libera. L’Ibex scende giù di oltre il 5 per cento e porta con sé i principali mercati europei. L’allerta, però, era stata annunciata.

Quando i mercati finanziari vivono fasi di incertezza, ogni pretesto è buono per le ondate di vendita. Dopo la Grecia, tocca alla Spagna far tremare le Borse europee. I titoli di stato spagnoli non sono crollati come quelli greci solo grazie agli acquisti delle banche spagnole.

Numeri in rosso e non solo, i grattacapi di Zapatero

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Aldo Garzia

MONDO. Lo sciopero della fame in Spagna di una dirigente del Fronte Polisario riapre il tema dei rapporti tra Madrid e Rabat, mentre tre cooperanti di Barcellona sono stati sequestrati in Mauritania da Al Qaeda. Il premier socialista presenta intanto il suo rapporto annuale sull’economia e illustra una legge per rendere il modello economico ecologicamente sostenibile.

 

Da Venezia un segnale di pace per i Paesi Baschi indirizzato a Madrid

Riccardo Bottazzo

CONFLITTI. Parla Jone Goirizelaia della sinistra indipendentista basca: «Reciproco riconoscimento».

Una tregua immediata e una proposta in sette punti per cominciare a costruire un processo partecipato di pace nei Paesi Baschi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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