Il premier in bilico. Due vanno all’Udc

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Sara Dellabella

POLITICA. Fine della maggioranza assoluta alla Camera: D’Ippolito e Bonciani lasciano il Pdl. Si avvicina l’ipotesi di governo a guida Mario Monti.

Sono molti i parlamentari che sentono di camminare su un pavimento di cristallo e che sarebbero pronti a giurare che il governo cadrà la prossima settimana proprio sul voto del rendiconto di bilancio che ha già azzoppato il governo lo scorso 11 ottobre. Ma Berlusconi ancora pensa di farcela nonostante alcuni parlamentari del Pdl si stiano sfilando in maniera più o meno palese chiedendo un passo indietro al Cavaliere. Oggi due deputati del Pdl hanno aderito al gruppo dell’Udc.

Pensioni, tra Lega e Pdl cala il gelo

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Sara Dellabella

POLITICA. I richiami dell’Europa provocano una profonda spaccatura nella maggioranza. Salvini, Lega: «A Bruxelles fanno delle vaccate».

Non è la prima volta che Berlusconi affronta il nodo pensionistico, adottando misure di breve periodo ben lontane da quelle riforme strutturali che studiosi e organizzazioni internazionali indicano come necessarie per il raggiungimento di un regime equilibrato, equo ed in linea con gli altri Paesi Ue.

Milanese salvo, ma la Lega prepara il conto

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Eloisa Covelli

POLITICA. La maggioranza per ora tiene. Anche il ministro Romano rischia la graticola.

Berlusconi accarezza la testa di Bossi, appena entrato nell’aula della Camera per il voto sulla richiesta di arresto di Marco Milanese. E dopo i conti si gira imbufalito verso il ministro Ignazio La Russa alla sua destra sussurrando: «Solo sette...?». In realtà sono sei i voti di scarto che salvano dalla galera l’ex braccio destro di Tremonti. Quei 312 voti contro 305, che il premier vede sul display, sono frutto di un errore della tecnologia.

Battaglia al Senato. Nel Pdl nasce la fronda

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Eloisa Covelli

MANOVRA. Oggi il provvedimento arriva a Palazzo Madama. Tensione nella maggioranza: una ventina i dissidenti che chiedono d’intervenire sulle pensioni ma di non aumentare le tasse.

I detrattori li chiamano “frondisti”, loro stessi si sono dati il nome di “liberali”: sono le spine nel fianco della maggioranza che hanno proposto di dare battaglia sulla manovra. Giovedì scorso erano in quattro. Ieri, alla vigilia della presentazione del provvedimento in Senato, sono diventati una ventina. Tra di loro ci sono personaggi di primo piano come il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto e l’ex ministro Antonio Martino. E poi Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca, Alessio Bonciani, Deborah Bergamini, Santo Versace, Isabella Bertolini.

Emergenza rifiuti in Aula. Maggioranza allo sbando

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Governo battuto a ripetizione su mozioni presentate dall’opposizione e appoggiate dalla Prestigiacomo. Un caos frutto del “do ut des” tra Lega e Pdl per l’arresto di Papa.

Mattinata di caos a Montecitorio. Il governo è battuto ripetutamente su alcune mozioni sulla questione emergenza rifiuti a Napoli. Come quando, con i voti della sola opposizione, è passata parte di una mozione dell’Idv su cui il ministro Prestigiacomo aveva espresso parere favorevole. Contro, paradossalmente, hanno votato i deputati di maggioranza e tutti i ministri. Il testo è approvato a sorpresa con 296 sì, 287 no e 6 astenuti. Dopo il voto, parte dagli scranni di Idv e Pd il coro «Dimissioni, dimissioni».

Maggioranza nel caos. La Lega: no al decreto

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. Il Carroccio si oppone al trasferimento dell’immondizia campana in altre regioni, nonostante il Consiglio di Stato. Il Pdl prova a rinviare il testo in Commissione ma la Camera respinge.

Scontro nella maggioranza sul decreto rifiuti, arrivato ieri alla Camera. Come prevedibile la Lega si è messa di traverso, annunciando, che tranne clamorosi dietrofront, voterà contro il provvedimento. Del resto le divisioni erano evidenti già tra i nove membri della commissione Ambiente. Infatti il Carroccio non ne vuole sapere di adeguare il decreto alla decisione presa lunedì dal Consiglio di Stato che ha ribaltato la precedente ordinanza del Tar Lazio sul trasferimento automatico dei rifiuti in altre Regioni.

Silenzio e stratagemmi. La destra salverà Papa

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. La maggioranza chiederà il voto segreto per la richiesta di arresto nei confronti del deputato pidiellino, in modo da consentire ai leghisti di schierarsi a favore dell’alleato di governo.

E poi il neosegretario del Pdl Alfano parla del “partito degli onesti”! L’ultima: la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, era chiamata ieri a pronunciare un si o un no alla richiesta di arresto del deputato berlusconiano Alfonso Papa. Costui è inquisito per estorsione, concussione e altri reati comuni nel contesto della lurida vicenda della P4.

Caos nella maggioranza. Marcia indietro del Cav

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Giuliano Rosciarelli

POLITICA. Al termine di una giornata convulsa, Berlusconi ritira la norma “salva Fininvest”. In precedenza, l’irritazione della Lega e Tremonti aveva rinviato la presentazione della Manovra.

Ritirata la norma sul lodo Mondadori, cancellato il taglio agli incentivi alle rinnovabili. Il doppio blitz sulla Manovra, intentato in extremis lunedì sera, da Lega e premier, è fallito miseramente a seguito del clamore e dei malumori interni alla maggioranza suscitati dal tentativo di cambiare il testo prima dell’approdo al Quirinale.

Manovra, il governo alla resa dei conti

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Aldo Garzia

TRANSATLANTICO. L’esecutivo va sotto due volte sulla proposta di stralciare alcuni articoli della Legge comunitaria 2010. Intanto si fanno passi indietro sui tagli ai costi della politica.

Mentre dietro le quinte di Palazzo Chigi si continuava a trattare sui contenuti della manovra, al primo voto in calendario ieri mattina l’Aula della Camera ha respinto - con un pareggio ai voti che vale parere contrario - la proposta di stralciare alcuni articoli della Legge comunitaria per il 2010. Governo ancora sotto, come si dice in gergo, anche sullo stralcio dell’articolo 18 di cui l’opposizione ha ottenuto la bocciatura.

Maggioranza divisa anche su Napolitano

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Aldo Garzia

RIFIUTI. I leghisti Zaia e Calderoli, contro l’opinione dei parlamentari Pdl campani, fanno spallucce di fronte al richiamo del capo dello Stato affinchè il governo emani un decreto per Napoli.

Se Napoli forse non vivrà le drammatiche giornate dell’agosto 1973 (l’epidemia di colera), alla fine dovrà ringraziare il cittadino di origini napoletane più insigne: Giorgio Napolitano. È stato infatti il capo dello Stato a lanciare un appello affinché il governo non lasci marcire i rifiuti nelle strade. Napolitano ha segnalato come sia stato un errore la mancata approvazione da parte di ben due riunioni del Consiglio dei ministri di un intervento «indispensabile e urgente».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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