Romano si difende attaccando la magistratura

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Andrea Palladino

GIUSTIZIA. La difesa del titolare del dicastero dell’Agricoltura si trasforma in uno scontro frontale contro i magistrati di Palermo.

Il ministro dell’agricoltura Saverio Romano ha sfoderato l’intero repertorio dell’era berlusconiana. Attacco frontale contro la magistratura palermitana, invocando il refrain della sovranità del parlamento. Nessuna difesa nel merito, neanche una parola per smentire le pesanti accuse che arrivano dal tribunale siciliano e dai collaboratori di giustizia ritenuti fino ad oggi attendibili. Non ha speso un solo minuto del suo lungo intervento per spiegare i presunti rapporti con il commercialista Lapis, ritenuto l’architetto del tesoro di Ciancimino.

Sul processo lungo si abbatte il veto del Csm

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Giorgio Frasca Polara

GIUSTIZIA. L’alto organo della magistratura boccia il provvedimento votato a luglio in Senato. «Avrà effetti dirompenti». E il presidente Ernesto Lupo lancia il paragone con il periodo fascista.

Il Consiglio superiore della magistratura ha ieri bocciato clamorosamente il “processo lungo” la cui approvazione definitiva avrebbe «effetti dirompenti». Si tratta delle norme, proposte da Pdl e Lega, con cui Berlusconi pretende, tra l’altro e soprattutto, di far saltare il processo sul Ruby-gate. Con esse si consente alla difesa di portare in aula un numero illimitato di testimoni, cancellando il potere del giudice di escludere le prove superflue.

Carlo Giuliani, 10 anni di bugie e omissioni

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Rossella Anitori

MEMORIA. La versione ufficiale sulla morte del ventitreenne ucciso durante gli scontri del 2001 non convince. Ieri a Genova un corteo per denunciare le mancanze della magistratura.

Il proiettile che l’ha ucciso potrebbe non essere d’ordinanza e le testimonianze rilasciate ai giudici darebbero adito alla tesi che a bordo della camionetta ci fosse un quarto uomo. Nonostante per le istituzioni il puzzle sulla morte di Carlo Giuliani sia completo, sono ancora troppi i pezzi che restano fuori dallo schema. Il procedimento giudiziario è stato archiviato e l’assassino assolto, ma la verità non è ancora venuta a galla.

Napolitano a Berlusconi: onore ai giudici

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Aldo Garzia

GIUSTIZIA. Sabato, il premier aveva attaccato ancora una volta la magistratura. Ieri, il presidente della Repubblica ha ricordato il sacrificio dei 26 magistrati vittime del terrorismo.

Non sempre è possibile celebrare il 9 maggio - giornata dedicata alle vittime del terrorismo - senza farsi risucchiare dall’attualità. Quest’anno il presidente Giorgio Napolitano ha scelto di proteggere la magistratura dai fendenti di Silvio Berlusconi che li ha definiti, appena sabato scorso in un comizio a Milano, «un cancro da estirpare» e protagonisti di «una guerra civile». Il capo dello Stato non transige su questo punto, non solo perché presiede anche il Consiglio superiore della magistratura.

«Sarà inutile avviare i processi ambientali»

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Alessandro De Pascale

INTERVISTA. Per Paolo Mancuso, procuratore capo di Nola, in provincia di Napoli il processo breve «è una vera e propria follia. Gli ecoreati sono contravvenzioni e spesso riguardano incensurati».

Con questa norma perseguire reati come l’abusivismo edilizio, diventerebbe uno spreco di tempo. Forse si salveranno solo i grandi traffici di rifiuti». Ne è convinto Paolo Mancuso, procuratore capo di Nola (Na) da anni in prima linea contro le ecomafie, che considera «folle» la legge sul processo breve. «Aspettiamo che il Senato faccia la sua parte e speriamo nel Capo dello Stato», confida poi il procuratore.
 
 

«'Ndrine prime al Nord e per forza economica»

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Dina Galano

INTERVISTA. Dalla relazione annuale della Dna arriva l’allarme: «La mafia sopravvive ai suoi capi». Francesco Forgione, ex capo della Commissione parlamentare antimafia, spiega tutti i motivi.

La relazione annuale della Direzione nazionale antimafia (Dna) è iniziata a circolare ieri in concomitanza con le anticipazioni sulla riforma della giustizia. Un progetto, quest’ultimo, che per Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare antimafia e autore di Mafia export (Baldini Castoldi Dalai, 2009), «è pericolosissimo» anche per la lotta alla mafia.
 
In che modo la riforma della giustizia inciderà sulla repressione delle organizzazioni mafiose?

Una «riforma epocale» che riesuma vecchie idee

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Dina Galano

GIUSTIZIA. Pronta per il Consiglio dei ministri di giovedì la revisione costituzionale. Basata su «tre principi cardine» ripropone separazione delle carriere, parità tra accusa e difesa e modifiche al Csm.

Non basta la modifica delle leggi sulla prescrizione, sul processo breve e sulle intercettazioni telefoniche. La maggioranza persegue l’unico fine, quello di smantellare il sistema giudiziario, e per farlo non abbandona l’ambizioso progetto di intervenire sulla Costituzione. I tanti tentativi di sottrarre il premier ai quattro procedimenti in cui risulta coinvolto (Mediaset, Mediatrade, Mills e Ruby) non impediscono al Pdl di lavorare sulla «riforma epocale della giustizia», come l’ha definita ieri lo stesso Silvio Berlusconi.

Da Berlusconi schiaffo alle toghe e agli operai

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. A Berlino, il premier rompe il silenzio sulla Fiat: «Se al referendum vince il no, giusto lasciare l’Italia». Poi, l’attacco alla magistratura: «E' un potere giudiziario».

A Berlino, dov’era impegnato nel vertice bilaterale con il cancelliere Angela Merkel, Silvio Berlusconi non abbandona l’atteggiamento sbruffone nella rituale conferenza stampa: «Non c’è nessun pericolo per la stabilità del governo, qualunque sia l’esito della sentenza della Consulta». Il riferimento è al pronunciamento della Corte costituzionale previsto per oggi sulla legge inerente il “legittimo impedimento”, lo scudo protettivo per sottrarre il premier dai processi che lo vendono imputato.

Il consesso delle toghe

Dina Galano

GIUSTIZIA. Si è aperto ieri il XXX congresso dell’Anm. Nella relazione introduttiva, il presidente Palamara ha descritto un sistema «al collasso», dominato da processi lunghi e minato dalle commistioni con la politica.

Autocritica e autotutela. L’esercizio di bilancio annuale dell’Associazione nazionale magistrati ha, nel XXX Congresso inaugurato ieri a Roma, il volto di un potere giudiziario determinato quanto meno nel mantenere intatte le proprie prerogative. Dito puntato contro le ingerenze della politica, le commistioni di funzioni che hanno distratto gli stessi giudici dai loro compiti originari, le disfunzioni del sistema.

Maroni snobba Reggio

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Vincenzo Mulè

CRIMINALITA'. Doveva rispondere a un’interpellanza urgente presentata dopo l’ennesima intimidazione alla magistratura calabrese. Invece, il ministro dell’Interno, non si è presentato. Scatenando l’ira del Pd

Erano stati in molti a paragonare, immediatamente dopo le ultime minacce portate al procuratore Giuseppe Pignatone, il clima che si respira a Reggio Calabria con quello della Palermo dei primi anni Novanta. Quello stesso clima che sfociò nella stagione delle stragi. 
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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