La complessa alchimia della rivolta malese

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Bruno Picozzi

SUD EST ASIATICO. Manifestazioni di piazza contro il premier Najib Razak, che conta di riportare la situazione sotto controllo facendo appello a una tradizione fatta di rituali e pratiche semipagane.

Protestare nelle strade non fa parte della cultura del popolo malese». È dunque per ragioni culturali che la settimana scorsa la polizia ha operato ben 1.600 arresti al fine di reprimere le massicce dimostrazioni contro l’attuale sistema politico, accusato di essere elitario, corrotto e torbido. Un problema per la Malesia, dicono in molti. Ma il richiamo dogmatico all’ortodossia dei ruoli tradizionali è l’unica soluzione offerta dal primo ministro Najib Razak, citato dal quotidiano in lingua inglese The Star.

In Sarawak rivince il premier. Foreste e indigeni a rischio

Maurizio Torretti

MALESIA. Il primo ministro Taib Mahmud è accusato di corruzione dai Penan, la popolazione che vive nella foresta pluviale e che non ha potuto votare perché privata dei documenti d’identità.

Il primo ministro del Sarawak Taib Mahmud, già al potere da 30 anni, ha di nuovo vinto le elezioni, malgrado il malcontento degli elettori per la generale situazione di forte iniquità sociale e il risentimento nei confronti del premier stesso, accusato di corruzione. Anche questa volta migliaia di indigeni Penan non hanno potuto esercitare il diritto di voto perché privi del documento di identità.

Iskandar Malaysia: una città creata a tavolino per gli affari

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Bruno Picozzi da Singapore

TERRITORIO. Come la cinese Shenzhen cerca di assorbire traffici dalla dirimpettaia Hong Kong, così la Malesia punta alla vicina Singapore costruendo una gigantesca area industrial-residenziale.

Si chiama Iskandar Malaysia e sarà una grande metropoli nel 2025. Il nome è quello del beneamato sultano di Johor, Iskandar Al-haj, defunto poco più di un anno fa. Ma il progetto risale al 2006 e l’idea viaggia da ancora più tempo nei palazzi di governo della Federazione malese.

Malesia, la nuova meta per i cervelli in fuga

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Bruno Picozzi

CAMPAGNE. Sono oltre 700mila i malesi che lavorano all’estero, soprattutto a Singapore e Hong Kong. Per farli tornare il governo gli garantirà 2.000 dollari al mese invece che 5.000 l’anno.

Si chiama “Compagnia dei talenti in Malesia srl” ed è l’ultima trovata del governo di Kuala Lumpur per attirare nel Paese asiatico giovani menti brillanti in cerca di successo.

L’“Insalatiera della Malesia”. Un altipiano di meraviglie

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Bruno Picozzi da Kuala Lumpur

REPORTAGE. Lontano dal caos e dall’inquinamento della capitale, l’irrinunciabile tappa nella foresta tropicale malese delle Cameron Highlands. Tra natura rigogliosa, uccelli multicolore e fattorie.

Dicono che sia il segreto meglio preservato della Malesia, sebbene vecchio di 200mila anni: la foresta tropicale. Passeggiare nel sottobosco, toccarne le foglie e udirne la vita è un’esperienza alla quale pochi turisti sanno rinunciare.

Colori e strette di mano per il fine Ramadan malese

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Bruno Picozzi da Kuala Lumpur

REPORTAGE. Per celebrare la festività musulmana, il primo ministro apre, come di consueto, i cancelli della residenza di Seri Perdana a migliaia di cittadini. Un grande e costoso ricevimento, ma sono soldi ben spesi.

Migliaia di persone hanno attraversato i cancelli della residenza ufficiale del primo ministro della Malesia per partecipare ai festeggiamenti di Hari Raya, il giorno che chiude il mese del ramadan islamico e il suo ritmo quotidiano fatto di penitenza, digiuno e rinuncia.

La nuova onda dell’arte è asiatica

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Simona Maggiorelli

EMERGENTI. Sono tutti under 40 e in Thailandia, Malesia, Indonesia e nei Paesi vicini hanno dato vita a una nuova stagione creativa. Mescolando generi e stili. Con fotografia, pittura, video e installazioni raccontano lo slancio con cui questa area del mondo ha saputo reagire alla tragedia dello tsunami e progettare un nuovo futuro.

Quando a dicembre nel 2004 lo tsunami colpì con la massima vilenza la costa tahilandese e Sumatra facendo migliaia di morti, in Occidente era Natale e si celebreva uno dei periodi clou del consumismo e del benessere economico.

L’olio di palma è poco verde

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Beniamino Bonardi

BIOCOMBUSTIBILI L’organo di autodisciplina pubblicitaria di Londra boccia gli spot dei produttori della Malesia voluti per rispondere alle accuse degli ecologisti. L’industria, secondo l’authority britannica, non può definire «sostenibili» le coltivazioni.

Per rispondere alle accuse degli ecologisti, i produttori di olio di palma della Malesia hanno comprato una pagina di un settimanale britannico, esponendosi così all’esame dell’organo di autodisciplina pubblicitaria di Londra, l’Advertising standard authority (Asa), che, in seguito a un esposto dei Friends of the Earth, ha giudicato le loro affermazioni false, prive di dimostrazione e scientificamente infondate.

Il coraggio delle tartarughe malesi sulla rotta per Gem

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Federico Tulli

REPORTAGE La specie che rischia l’estinzione ha trovato il suo habitat sull’isola nel mar Cinese. A facilitare il processo di riproduzione ci pensa il Sea turtle conservation program, anche grazie al contributo fornito dal turismo sostenibile.

Animale tra i più miti al mondo, la tartaruga marina sfida tutte le insidie delle leggi evolutive da almeno 100 milioni di anni. Risalgono ad allora, era il tempo dei dinosauri, alcuni preziosi fossili di esemplari ritrovati in diverse aree del globo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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