India, disastro sui binari. La rivendicazione dei maoisti

Paolo Tosatti

ASIA. Il treno, diretto a Mumbai, è uscito dai binari e si è scontrato con un convoglio merci. Almeno 80 morti. Rinvenuti nella zona manifesti dei ribelli che chiedono il ritiro immediato delle forze di sicurezza dalla regione.

Avevano promesso «una settimana nera» a partire da ieri e hanno fatto in modo che iniziasse nel modo più tetro possibile. I guerriglieri maoisti indiani del Bengala Occidentale sono tornati a colpire con un attentato che ha causato decine di morti e centinaia di feriti, nell’ennesimo capitolo di quella lotta che dagli anni Sessanta li vede contrapposti alle autorità locali e centrali del Paese.

India, nuova fase dell’offensiva contro la guerriglia maoista

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Paolo Tosatti

ASIA. Nel Bengala Occidentale le forze di sicurezza lanciano l’ennesimo attacco contro i ribelli, nel quadro dell’operazione Caccia verde. Intanto nel Paese si riaccendono le polemiche sulla strategia di scontro frontale portata avanti dal governo.

Continua in India la caccia verde contro i rossi. Prende il via oggi nello Stato del Bengala Occidentale una nuova fase dell’operazione Green hunt (Caccia verde, appunto), lanciata nel novembre scorso da Nuova Delhi per contrastare la guerriglia maoista attiva nell’Unione. Un movimento ribelle che da oltre trent’anni si oppone al potere centrale nella zona del cosiddetto Corridoio rosso, che partendo dal Tamil Nadu comprende tutti gli Stati costieri del Golfo del Bengala, più il Bihar, il Jharkhand, il Maharashtra e il Chhattisgarh. 

Una rivolta per i poveri

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Paolo Tosatti

L'INTERVISTA. Nella moderna potenza indiana sono decine di migliaia le persone ancora oggi schierate a fianco del movimento maoista. Ne parliamo con Piero Pagliani, che da anni studia i processi politico-sociali dei Paesi asiatici.

Nel suo libro Naxalbari-India. L’insurrezione nella futura “terza potenza mondiale” (Mimesis Edizioni), Piero Pagliani analizza l’importanza che il movimento maoista riveste in una realtà interessata da uno sviluppo economico impressionante come l’India. Con lui cerchiamo di comprendere le radici di questo movimento e il suo rapporto con la società indiana.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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