Brasilia, i Verdi soli contro la riforma del codice forestale

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Susan Dabbous

POLEMICHE. Dighe, deforestazione, nucleare e ogm: queste le critiche degli ecologisti al governo Lula.
Il loro partito non si allea con il Pt e dopo il successo elettorale del 2 ottobre punta alla crescita sostenibile.

Durante la campagna elettorale erano tutti ambientalisti, poi al secondo turno l’ecologia è scomparsa dai programmi e dai dibattiti. Sarà che il 19 ottobre il Partito dei Verdi brasiliani capitanato da Marina Silva, “il terzo incomodo”, ha dichiarato la propria neutralità, o forse è stato per le proiezioni che davano Dilma Roussef in super vantaggio rispetto a José Serra, fatto sta che nessuno dei due si è più ripronunciato a favore di uno stop della deforestazione.

La vittoria di Marina

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Susan Dabbous

BRASILE. Cohn Bendit di Europe Ecologie: «Non sono sorpreso. Già da agosto aveva conquistato l’elettorato di massa». Sirkis dei Verdi brasiliani: «Ora ci alleiamo con chi accetta la moratoria contro la deforestazione».

«Non sappiamo ancora chi appoggiare - afferma il vicepresidente del Partito dei Verdi brasiliani, Alfredo Sirkis - rimandiamo la decisione ad una convention che faremo entro la fine di questa settimana. Ma non faremo un passo indietro sul nostro programma: stop alla distruzione della foresta per Ogm e agrocarburanti, basta con le concessioni di terra agli allevatori. E poi vogliamo una legge sul clima che metta nero su bianco gli impegni presi solo a parole a Copenaghen».

L’onda verde di Marina Silva irrompe nelle presidenziali

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Filippo Pala

BRASILE. L’ex ministra del Partito dei lavoratori, è oggi la candidata ecologista alle elezioni di domenica per la successione di Lula. I sondaggi la danno in forte crescita, con il 15% dei consensi, e in caso di ballottaggio...

Forse la candidata verde Marina Silva non vincerà le elezioni presidenziali brasiliane del prossimo 3 ottobre, ma sicuramente è riuscita già ad ottenere un grande risultato, portando al centro della campagna elettorale le tematiche ambientali.

Brasile, la campagna per le presidenziali si tinge di verde

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Giuseppe Bizzarri da Rio de Janeiro

AMERICA LATINA. A colloquio con Marina Silva, candidata del Partido verde alle prossime elezioni. «L’educazione è il punto principale per dare continuità a uno sviluppo che coinvolga l’intera popolazione».

Non sarà l’ex ministra dell’Ambiente Marina Silva a succedere ad Inàcio Lula da Silva, il presidente più amato della storia del Brasile, ma per la candidata del “Partido Verde” le presidenziali del prossimo tre ottobre potrebbero essere l’inizio di un nuovo percorso politico che ha iniziato a manifestarsi già d’alcuni anni in alcuni Stati della confederaz

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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