Marocco

La settimana della balena

Lanfranco Sbardella
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CAMPAGNA. Aperti in Marocco i lavori della Commissione baleniera internazionale. Si teme che le lobby della caccia abbiano il sopravvento. Il Sunday Times denuncia: rischio corruzione e compravendita di voti.

Si apre con un punto interrogativo la 62esima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC) apertasi ieri ad Agadir, in Marocco: c’è il forte rischio, infatti, che l’esito della votazione del documento finale possa essere influenzato da tentativi di corruzione e compravendita di voti.

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Marocco, tutti i rischi degli investimenti occidentali

Bruno Picozzi
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FOCUS. A Essaouira lo sviluppo del turismo ha fatto sorgere circa 70 ristoranti e 130 tra alberghi e ostelli, per oltre 3mila posti letto. Ma la maggior parte dei proventi vola Oltreoceano gonfiando le tasche di Usa ed Europa.

Le coste atlantiche del Marocco sono da tempo un crocevia del turismo occidentale. Europei e americani vi trovano spiagge ampie e poco frequentate, sole caldo anche d’inverno, cultura e cibo in quantità, prezzi modici. Da quando Orson Wells, negli anni Cinquanta, girò nelle strade di Essaouira le scene del suo Otello, della regione si sono innamorati gli asceti del beat, i divi del pop, gli alternativi hippy e, per ultimi, gli amanti del surf.

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Il Marocco alla ricerca di un progresso sostenibile

Bruno Picozzi da Agadir
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FOCUS. Il Paese avanza rapidamente sulla strada dello sviluppo. Ovunque progetti di riqualificazione urbana, infrastrutture e centri commerciali. Ma il rischio di una non adeguata pianificazione è sempre in agguato.

Parola d’ordine: sviluppo. Aumentare la produzione, dinamizzare il mercato, incrementare il Pil. Con un tasso di crescita economica nel 2009 intorno al 6 per cento, il Marocco avanza rapidamente sulla strada del progresso. Oggi, a sentire il governo, la povertà interessa poco più di 3 milioni di persone mentre la Fao fissa il tasso di malnutrizione a meno del 5 per cento. Un bicchiere decisamente mezzo pieno, se si fa il paragone con i dati di fine millennio.

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Marocco, la legge del re che ostacola la poligamia

Bruno Picozzi
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FOCUS. La Moudawana, il nuovo Codice della famiglia introdotto dal sovrano Mohammed VI, permette un secondo matrimonio esclusivamente previo consenso della prima moglie. Limitando le cerimonie tradizionali.

«La poligamia è stata creata da Dio per risolvere molti problemi, ad esempio per evitare la prostituzione». Lo afferma con traquilla sicurezza Samira, una donna colta e intelligente che lavora a tempo pieno in un’erboristeria appena fuori dalla kasbah di Marrakech. «Se una donna è sterile, l’uomo può avere figli da un’altra donna.

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Marocco, la spina migratoria dell'Europa mediterranea

Bruno Picozzi
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MONDO. Il regime di Rabat usa la sua collocazione geografica di ponte tra Africa e vecchio continente per ricattare i Paesi europei: se non chiudono entrambi gli occhi su repressione delle libertà e torture, le frontiere potrebbero tornare a diventare una gruviera come nei primi anni Duemila. Ne sa qualcosa il premier spagnolo Zapatero, costretto alla politica di buon vicinato.
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Saharawi, la dura vita di un popolo che non ha più diritti

Bruno Picozzi
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AFRICA. Dopo lo sciopero della fame dell’attivista Aminatou Haidar, nella terra contesa tra indipendentisti e autorità del Marocco è scoppiato lo scandalo degli aiuti alimentari ai profughi. Secondo Rabat i ribelli li rivendono per comprare armi.

I 32 giorni di sciopero della fame dell’attivista saharawi Aminatou Haidar hanno riportato sotto i riflettori la questione del Sahara Occidentale. Quasi a orologeria è scoppiato in Marocco lo scandalo, tale o presunto, degli aiuti alimentari ai profughi saharawi che, elargiti in quantità da agenzie e Ong internazionali, verrebbero rivenduti sul mercato nero dai ribelli indipendentisti del Frente Polisario, per finanziare l’acquisto di armi e per mantenere i profughi in uno stato di bisogno utile a fare pressioni sulla comunità internazionale.

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Sarkozy fa il piazzista

Bruno Picozzi
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NUCLEARE. Il Marocco dispone di uno dei potenziali eolici e solari più elevati al mondo. Ma il presidente francese cerca proseliti per vendere la “sua” tecnologia atomica anche a Egitto, Emirati Arabi e Giordania. E persino in Arabia Saudita

In occasione delle vacanze di fine anno il presidente francese Sarkozy e la sua sposa italiana sono partiti alla volta del Marocco. La coppia è stata ospite del re Mohammed VI per quella che è stata definita una “cena di lavoro”. Con straordinario tempismo, il 29 dicembre scorso il quotidiano marocchino Libération titolava in prima pagina: “Il reame non può che impegnarsi sulla via del nucleare per rispondere all’aumento dei suoi consumi”. Quando si dice la coincidenza.

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Si chiama desertificazione l’ultimo incubo del Marocco

Bruno Picozzi da Ouarzazate
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CLIMA. Oltre l’87 per cento del territorio è in condizioni critiche. Tredici milioni gli abitanti a rischio. Previste perdite economiche ingenti. Fonti governative: i danni complessivi ammontano a 700 milioni di euro. Colpita soprattutto l’agricoltura.

Ha piovuto una settimana intera sul Marocco, dalla costa atlantica fin nel cuore dell’Atlante. La pioggia ha ingrossato i canali e ha trasformato in pantano il meraviglioso souk di Agadir e le strade di Marrakech, annacquando gli odori che si alzano dalle decine di ristoranti ambulanti ordinati a rettangolo nella piazza Jamaa El Fna, patrimonio dell’Unesco. Ne hanno tratto beneficio gli appezzamenti agricoli nella valle del Draa e i 30 chilometri di palmeto che circondano Zagora, patria dei datteri.

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Mohammed VI l’illuminato Tra ambientalismo e censura

Bruno Picozzi
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MAROCCO. Il giovane sovrano ha guidato il regno attraverso un piccolo balzo in avanti. Oggi è molto amato dal popolo. Guai però a diffondere sondaggi sulla sua popolarità, perché «la monarchia non può essere misurata come un’equazione».

Mohammed VI del Marocco, 46 anni, diciottesimo sovrano della dinastia alawita, salito al trono il 30 luglio 1999 come legittimo successore di suo padre Hassan II. Secondo la rivista Forbes, è il settimo monarca più ricco al mondo.

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