L'annuncio della Nasa: fiumi salati su Marte

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Alessio Nannini

ASTRONOMIA. L’Agenzia spaziale americana ha annunciato la scoperta di acqua in forma liquida sulla superficie del pianeta rosso. Il fenomeno avviene in estate, quando la temperatura sfiora lo zero.
 

 Che sulla superficie di Marte ci siano tracce di  acqua non è una novità, semmai l’ulteriore conferma di quanto osservato dalla sonda Phoenix nel novembre del 2008. Ma che queste tracce siano salate e liquide come un mare terrestre, e non in forma di ghiaccio polare, ebbene questo ha sorpreso l’intera comunità scientifica. A presentare ufficialmente i dati di questa scoperta sono stati gli scienziati della Nasa nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri, in concomitanza con la pubblicazione dello studio sulla rivista Science.

Curiosity alla conquista del pianeta rosso

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Federico Tulli

ASTRONOMIA. Progetto della Nasa per arrivare su Marte con una missione umana entro il 2035. Prima tappa di avvicinamento, l’esplorazione di un cratere ad opera della sonda che partirà in ottobre.

Alle spalle lo Shuttle e i suoi 30 anni di voli che hanno segnato la storia dell’esplorazione umana dello spazio, all’orizzonte le missioni umane su un asteroide entro il 2025 e su Marte verso la metà del decennio successivo. Le nuove frontiere della Nasa hanno già ricevuto l’imprimatur del presidente Usa, Barack Obama. Obiettivo, confermare (o escludere) la presenza di forme di vita su corpi celesti diverso dal nostro. L’America, insomma, non smetterà di esplorare.

Le difficoltà della Nasa, fra Russia e recessione

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Alessio Nannini

SPAZIO. L’agenzia spaziale americana, colpita dai tagli del governo, è costretta a selezionare le proprie missioni: si sceglie fra Marte, Titano o le comete. Con lo spettro del sorpasso da parte dello storico rivale.
 

In tempi di magra, si stringe la cinghia e si riducono le spese ritenute non necessarie. Così l’amministrazione Obama aveva comunicato in aprile forti tagli che avrebbero colpito, fra gli altri, i piani di ricerca ed esplorazione del cosmo della Nasa. Dunque niente progetto Constellation, cioè il tanto richiesto (più per motivi di immagine che per reale tornaconto scientifico) ritorno sulla Luna, che già aveva fatto spendere al governo dieci miliardi di dollari; niente allunaggio neppure ipotizzando di fissare sul satellite la base di partenza verso Marte, altro obiettivo messo da parte dall’agenzia spaziale statunitense. E addio anche ai due razzi Ares I e Ares V, e al veicolo spaziale Orion, che sarebbero stati parte integrante della nuova spedizione lunare, comunque prevista non prima del 2020.

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Marte, il pianeta blu

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Alessio Nannini

ASTRONOMIA. Uno studio pubblicato su Nature Geoscience offre un panorama nuovo del suolo marziano: due terzi dell’emisfero boreale erano occupati da un oceano, poi disperso per la perdita di campo magnetico.

lL ritratto di Marte quale pianeta “vivibile”, con mari e corsi di acqua dolce, era un’ipotesi già confermata dalla scienza in anni di osservazioni e studi; ma l’immagine del pianeta rosso elaborata dall’università di Colorado,  e pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, è qualcosa che fa notizia, in quanto buona parte dell’emisfero nord appare coperto da un grande oceano, con la terraferma (circa un terzo dell’intera superficie) ricca di laghi e decine di migliaia di fiumi.

Andata e ritorno da Marte. Pronta la simulazione

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Alessio Nannini

SPAZIO. Il 3 giugno parte la sperimentazione di viaggio verso il pianeta rosso. In un abitacolo a Mosca sei astronauti selezionati vivranno in stato di isolamento per 520 giorni. Tra di essi, l’italiano Diego Urbina.

La lunga marcia verso Marte compirà dal 3 giugno un passo decisivo. Sei astronauti inizieranno la prima simulazione di viaggio interplanetario: 520 giorni consecutivi, da trascorrere in una camera di isolamento non lontana da Mosca e composta da quattro moduli e 1.200 metri cubi di terreno marziano.

«Guardando Selene pensiamo a Marte»

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Federico Tulli

INTERVISTA
«Inutile fare altri viaggi. Del nostro satellite naturale sappiamo quasi tutto», ci racconta l’astrofisica Margherita Hack. Il discorso cambia se l’obiettivo è arrivare sul Pianeta rosso. «Sarebbe l’ideale rampa di lancio».

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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