Il tedesco e il buco nella diga

Luca Bonaccorsi

GRECIA. Chi spinge, a livello istituzionale, politico o mediatico verso l’inevitabile fallimento del governo di Atene fa più o meno il lavoro dei sabotatori che vanno nottetempo a fare buchi nelle dighe.

A qualcuno comincerà ad apparire bizzarra l’attenzione con cui Terra segue la crisi del debito greco. Il motivo è presto detto: chi spinge, a livello istituzionale, politico o mediatico verso l’inevitabile fallimento del governo di Atene fa più o meno il lavoro dei sabotatori che vanno nottetempo a fare buchi nelle dighe. Basta un foro, anche piccolo.

Internet è piena di trappole Come proteggersi nella rete

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Giuliano Rosciarelli

COMUNICAZIONE. È sempre più preoccupante il fenomeno dei reati perpetrati usando il Web. Accanto a quelle più gravi, ci sono molti altri tipi di truffe che ogni giorno possono ingannare gli utenti, come ad esempio il “phishing”.

Angelo Bonelli ricoverato d'urgenza in ospedale del litorale romano

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Federazione dei Verdi

PROTESTA. A causa delle pessime condizioni fisiche dopo 33 giorni di sciopero della fame, è stato predisposto il ricovero immediato del leader dei Verdi.

Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che da 33 giorni è in sciopero della fame contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico è stato ricoverato d'urgenza in un ospedale del litorale romano.

Beirut, scoppia il cliché Colpa dei mass media

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Joumana Haddad

L’ARABIA RIBELLE. I media sono rapaci e traditori. Beirut è una città bellissima e eccitante che s’innamora da pazza; una città epicurea che sa godere della vita; una città che sa ancora scoppiare dal ridere (persino dal cuore ogni tanto); una città cinefila, che vede l’ultimo Woody Allen nel momento in cui si vede a New York; una città poliglotta e colta.

E’ bastata una bomba, una piccola bomba (mi permetto di dire “piccola”, perché ne ho viste di bombe io), esplosa la sera di domenica nel quartiere sud di Beirut, per scatenare una serie di paranoie in Occidente, dopo un relativo periodo di calma e stabilità.

L’immagine femminile vista da cinema e media

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Alessia Mazzenga

EVENTO. Fino a mercoledì al Palladium di Roma incontri e proiezioni su come il nostro Paese e la donna italiana viene raccontato nel mondo sul grande schermo.

Oltre 15 anni di incontri, dibattiti e approfondimenti sul rapporto tra il cinema e gli altri media con la società, la politica e l’influenza che questi possono avere sull’idea di democrazia in una nazione.

Riscaldamento globale, anche l’opinione pubblica vuole la sua parte

Paolo Tosatti

INFORMAZIONE. La coalizione “In marcia per il clima” e il ruolo dei mass media nella lotta al global warming.

I danni ambientali della tv digitale

a.p.

TELEVISIONE. Troppo spesso si parla di cambiare apparecchio ma, per il Dtt, basta un decoder da 30 euro.

Sta portando, in Europa, un nuovo problema ambientale. Troppe, vecchie televisioni a tubo catodico da smaltire. I governi dovranno gestire queste trasformazioni riducendo i costi ambientali. E il nuovo passaggio, in Italia, sarà fondamentale per verificare se faremo bene, imparando dalle esperienze altrui. È quanto emerge dalla lettura incrociata dei dati Ue e di un rapporto inglese appena pubblicato dal Consiglio della contea del Cumbria.

Il totalitarismo spettacolare che si è trasformato in governo

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Flore Murard-Yovanovitch

CINEMA La tv è arrivata a colonizzare l’immaginario degli italiani, standardizzandone sogni e valori. Videocracy di Erik Gandini descrive un popolo in coma e i legami tra la piramide del sistema televisivo e i meccanismi più o meno sottili del potere.

In questo mese di settembre vagamente “dissociato”, le notizie rimbalzano tra veline e clandestini. Cosa c’entrano i migranti lasciati morire nel Mediterraneo e un popolo intero aspirante “velino”? Videocracy, il film di Erik Gandini (nato a Bergamo, residente da tempo in Svezia) sul sistema televisivo italiano dà un abbozzo di risposta su un immaginario malato.

Teatrino all’ultimo atto

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Dopo lo scontro sul Pdl, Berlusconi e Fini starebbero per siglare una tregua. Ma i “grandi elettori” di Confidustria, del Vaticano e degli Usa prendono sempre più le distanze dal premier. Una leadership verso il tramonto.

A giudicare dalle notizie che rimbalzavano ieri in Transatlantico, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini starebbero per siglare una tregua. Vittorio Feltri, direttore del Giornale, ha chiesto a uno dei suoi cronisti di intervistare il presidente della Camera. La procedura è stata avviata e pare che Fini, dopo aver querelato Feltri per i riferimenti a un dossier a luci rosse che lo vedrebbe tra i protagonisti, abbia accettato di rilasciare l’intervista - definita in gergo “riparatrice” - al quotidiano nemico.

Quattro gatti sempre a favore di telecamera. E l’Ordine tace

Andrea Boraschi

DEONTOLOGIE I media rilanciano quel che impone il Vaticano. I giornalisti si lasciano dettare i contenuti da un capo di Stato straniero che agisce come attore politico nazionale senza batter ciglio. E l’associazione di categoria nicchia.

Ieri, nell’editoriale di Terra, scrivevamo come il Vaticano eserciti da tempo una campagna d’intervento nel dibattito pubblico fortemente condizionante degli orientamenti e delle scelte politiche. Testamento biologico, fecondazione artificiale, aborto, contraccezione, coppie di fatto, matrimoni e adozioni gay, politiche sulle droghe, ora di religione a scuola: sono le battaglie che la curia di Ratzinger, e la Cei in primis, conducono quotidianamente.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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