Perché i media parlano solo della violenza?

Nando Bonessio

COMMENTI. Tutti condanniamo il comportamento di quel manipolo di delinquenti che ha devastato Roma. Ma la marcia degli indignati pacifici deve continuare.

In questi giorni su internet le parole chiave per quella che doveva essere la meravigliosa manifestazione del 15 ottobre a Roma sono guerriglia, black bloc, auto in fiamme, scontri, devastazioni. Non diversa la rassegna dei quotidiani, la parola che è campeggiata sulle prime pagine è stata “VIOLENZA”. È così sono stati tutti i servizi video dei principali Tg nazionali: nessuno ha fatto eccezione.

Se non lo dicono i Tg

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Norma Ferrara (libera informazione)

FOCUS. I cittadini sono preoccupati dalla diffusione della criminalità organizzata, ma in tv si parla d’altro.

Cresce nei cittadini la percezione dell’avanzare delle mafie nel Paese. Eppure i telegiornali non raccontano né la paura, né la criminalità organizzata. Questo uno dei dati più interessanti emersi dal rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza presentato a Roma dalla Fondazione Unipolis,  Demos&Pi e l’Osservatorio di Pavia.

Dittatura mediatica

Roberto Morrione (libera informazione)

IN FONDO. Nell’ultimo scandalo che ha investito l’Italia, il “caso Ruby”, l’inchiesta della Procura di Milano che sta indagando Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile, il premier applica una vera e propria forma di dittatura mediatica.

Nell’ultimo scandalo che ha investito l’Italia, il “caso Ruby”, l’inchiesta della Procura di Milano che sta indagando Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile, il premier  applica una vera e propria forma di dittatura mediatica. Berlusconi ha ovviamente pieno diritto di proclamarsi innocente, ma ancora una volta non lo fa davanti ai giudici che lo accusano, come prevede la legge.

Con la tv cresce la passione criminale

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Dina Galano

ANTENNE. Per l’Osservatorio europeo sulla sicurezza in Italia aumentano le paure in chi accede frequentemente all’informazione televisiva. E i tg sono dominati dai fatti di cronaca nera.

La chiamano «paura pervasiva» quella dimensione di timore mediaticamente indotto, suscitato dalla rappresentazione infedele della realtà elaborata da televisione e telegiornali, e mass media in genere. In Europa è ormai una consuetudine che tuttavia si atteggia diversamente a seconda delle dinamiche interne prevalenti nei singoli Stati.

Il multicasting salverà il mondo

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Pierpaolo De Lauro

OLTRE LA TIVVU'. Il sociologo Derrick de Kerckhove spiega cosa ci attende nel futuro dei media digitali. Una lunga lotta per la libertà guidata dagli utenti contro lo strapotere dei giganti.

Professore qual è stato secondo lei l’evento più significativo nel mondo dei media negli ultimi dieci anni?

Se il sociale non fa notizia

Luca Mattiucci* (Comunicare il Sociale)

EDITORIALI. Non di rado capita di assistere ad una marginalizzazione delle notizie “sociali”, relegate agli spazi d’opinione od alle brevi di cronaca.

Non di rado capita di assistere ad una marginalizzazione delle notizie “sociali”, relegate agli spazi d’opinione od alle brevi di cronaca. Alle volte accade perché nel corso dell’elaborazione di un giornale si verifica una trasformazione in itinere delle notizie, processo nel quale a farne le spese sono quelle sociali, sopraffatte da altre - politica, nera e così via. Altre volte accade che i giornali raccontino solo il tratto psicopatologico della realtà, per cui un fatto diviene notizia solo se è sensazionalistica.

Se l’informazione è più verde

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Luisella Meozzi

INIZIATIVA. Da oggi a sabato Greenaccord organizza a Cuneo il Forum internazionale “Confini e valori per un vivere sostenibile”. Una riflessione sulla necessità di un giornalismo più scientifico e meno sensazionalistico.

Sembra, da pochissimi anni a questa parte, che anche la stampa generalista si sia lanciata all’attacco della notizia sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile. Sarà stato l’effetto dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto e della conseguente crescita della Conferenza delle parti dell’Onu - a quota 15 con la deludente Cop di Copenaghen del dicembre scorso -, e ovviamente delle conturbanti turbolenze legate allo sviluppo della green economy. Fatto sta che di ambiente se ne parla e scrive tanto dappertutto.

Rivoluzione sociale

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Pierpaolo De Lauro

OLTRE LA TIVVU'. Alla conferenza di presentazione dei nuovi prodotti Steve Jobs non lascia a bocca asciutta gli spettatori e lancia Ping, il social network musicale della Apple.

Steve Jobs continua a stupire. In molti allo Yerba center di San Francisco si attendevano una semplice presentazioni di nuovi prodotti, ormai già noti agli esperti del settore, in vista del periodo natalizio. Un appuntamento da semestre d’attesa per l’azienda di Cupertino.

Uno spirito sempre punk

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Federico Raponi

LIVE. Dopo il concerto romano Jello Biafra racconta il suo impegno politico e l’enorme potere dei nuovi media.

Aver dato sarcasticamente nome Guantanamo School of Medicine alla propria band attuale, suonare (lunedì  scorso è stato a Roma) per i 33 anni di una emittente libera (Radio Onda Rossa), in un centro sociale (il Forte Prenestino), presentandosi sul palco con una maschera del presidente del consiglio italiano, rivela in Jello Biafra - anima degli storici Dead Kennedys - uno spirito punk in perfetta sa

Generazione iPhone

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Piero Capponi

HI-TECH. Dopo il successo di iPad, con due milioni di pezzi venduti in meno di due mesi, Steve Jobs ha presentato la nuova frontiera dei telefonini Apple.

E siamo arrivati a quattro. Il nuovo gioiello di Apple arriverà nei negozi americani il prossimo 24 giugno, da noi invece l’attesa per iPhone 4 sarà più lunga di un mese. La quarta generazione del rivoluzionario telefono cellulare cambia design: 9,3 millimetri di spessore, il più sottile al mondo. Steve Jobs, che ha presentato in anteprima la sua nuova creatura dopo mesi di attese e indiscrezioni, ha l’entusiasmo dei tempi migliori: «Stiamo per fare il salto più grande dal primo iPhone».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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