Sea Shepherd: stop alla pesca per 20 anni nel Mediterraneo

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Susan Dabbous

BIODIVERSITA'. Troppi i Paesi che affacciano nel Mare nostrum, impossibile regolare l’attività ittica. «Ci vuole un blocco totale» è la provocazione di Capitan Watson, lo speronatore di baleniere.

«Per salvare il Mediterraneo bisognerebbe bloccare la pesca per 20 anni. Nessuno dovrebbe pescare niente. Così lo stanno distruggendo». A parlare non è un è un europeo ma l’ambientalista canadese più famoso del mondo: Paul Watson, il co-fondatore di Greenpeace e oggi leader di Sea Shepherd, l’organizzazione dedita alla difesa e alla conservazione delle risorse marine (e allo speronamento delle baleniere).

«Assediato dalle trivelle». Mediterraneo, è allarme

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Alessandro De Pascale

LO STUDIO. Legambiente: tra permessi rilasciati e presentati «su circa 30mila chilometri quadrati di mare, un’area più grande della Sicilia, si rischiano nuove piattaforme petrolifere».

«Una superficie di mare italiano di circa 30mila chilometri quadrati rischia la realizzazione di nuove piattaforme petrolifere». Lo denuncia Legambiente che rileva come i permessi di ricerca già rilasciati al 31 maggio 2011 per l’estrazione di idrocarburi dai fondali marini siano 25, per quasi 12mila chilometri quadrati di mare. Superficie di poco inferiore a quella della Campania. I permessi che riguardano il canale di Sicilia sono 12, nell’Adriatico settentrionale 7, nel mare tra Marche e Abruzzo 3, in Puglia 2 e in Sardegna 1.

Le sugherete del Mediterraneo. Risorsa per l’aria e la biodiversità

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Donatella Pavan

AMBIENTE. L’Italia è il terzo produttore dell’area dopo Portogallo e Spagna. Le antiche querce sono indispensabili nel trattenere CO2 e per la sopravvivenza di specie animali in via d’estinzione.

La quercia da sughero è un bene nostrum, si trova solo nel bacino del Mediterraneo. Qui vivono tutte le sugherete esistenti al mondo, spalmate su 2,2 milioni di ettari di terra. Numeri importanti per le ricadute sull’economia locale e sull’ambiente. è per questo motivo che l’Apcor, l’associazione delle aziende portoghesi produttrici di sughero, con Assoimballaggi/Rilegno e alcune aziende italiane, ha deciso di raccontare numeri e qualità di questo materiale speciale, dotato d’infinite microcellule che fungono da bolla d’aria.

Goletta Verde. In missione per il Mediterraneo

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Ignazio Angeli

INIZIATIVA. Abusivismo sulle coste, plastica in acqua, trivellazioni petrolifere: Legambiente presenta il rapporto annuale sulle illegalità e i nemici del mare.

Ironia e denuncia. Sono i due ingradienti che Legambiente utilizza quest’anno per denunciare l’attacco indiscriminato che il nostro mare ormai da anni subisce. Il rapporto Mare Monstrum 2011 illustra le caratteristiche del mare illegale nostrano e denuncia tutte quelle attività che inquinano e deturpano i fragili ecosistemi delle nostre località costiere.

Il futuro dei nostri mari tra pesca ed effetto serra

scienza.
Alessio Nannini

AMBIENTE. Nel corso della Giornata mondiale degli oceani è stato fatto il punto sulla situazione. Disastri industriali, turismo e sfruttamento delle risorse ittiche minacciano la biodiversità.

Non è stato di certo un anno da incorniciare per il Pianeta Blu: dalle disastrose conseguenze dell’incidente sulla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, alle perdite in mare di acqua radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima, ciò che poteva peggiorare le condizioni dell’ecosistema marino si è concretizzato.

Così cambiano i viaggi, ma l’Europa è immobile

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Dina Galano

LE REAZIONI. Boldrini, Unhcr: «Le “tariffe” sono più basse e le imbarcazioni troppo affollate». Malini, Everyone: «Il 10% dei barconi non giunge a destinazione». Caritas: «Ora politiche coordinate».

«Una guerra nella guerra». Così Laura Boldrini, portavoce Onu per i rifugiati, ha commentato il ritrovamento nel Canale di Sicilia dei corpi senza vita di 150 migranti. Dall’inizio del conflitto libico, le partenze dei civili in fuga stanno mutando connotazione. «A condurli sono spesso persone prive di esperienza: i pericoli sono più evidenti sin dalla partenza», ha notato Boldrini. Le tariffe «sono cambiate: sono più basse, per cui la domanda aumenta».
 

Abbiamo appena mangiato l’ultimo pesce made in Italy

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Federico Tulli

ITTICA. Nell’Unione europea si consuma più di quanto “producono” i nostri mari. L’allarme del dossier Fish dependence day: cresce il sovrasfruttamento delle risorse. Italia maglia nera.

Il Mar Mediterraneo è allo stremo e nel nostro Paese si consuma molto più pesce rispetto alla produzione nazionale. Senza tanti giri di parole l’allarme è stato lanciato da Aniol Esteban di nef (new economics foundation)/Ocean2012, co-autore del rapporto Fish dependence day che si è occupato di analizzare il livello di dipendenza dell’Unione europea dall’import di pesce proveniente da acque non-europee. «L’Italia - spiega Esteban - è sempre più dipendente dal pesce proveniente da altri mari.

L'invenzione “salgariana” chiamata Crêuza de mä

Diego Carmignani

Ventisette anni dopo la sua pubblicazione, il libro "Controsole" racconta la genesi, la fortuna e l'importanza dell'album chiave per la carriera di Fabrizio De André e per la definizione della world music

 

«Per cambiare davvero non può bastare un clic»

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Mariano Di Palma (Rete della Conoscenza)

INTERNET. Confronto con Arturo Di Corinto sul ruolo della Rete nelle mobilitazioni nell’area euromediterranea, sul modello culturale imposto da Berlusconi e sull’alternativa possibile.

Quanto è possibile utilizzare lo strumento della rete come strumento di protesta? Lo abbiamo chiesto ad Arturo Di Corinto, presidente di Culture digitali, docente di sociologia ed esperto di social media.
 

Mediterraneo di sangue. L’ipocrisia europea

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Nicola Tanno (Rete della conoscenza)

IMMIGRAZIONE. L’accordo Italia-Libia del 2008 permette a Gheddafi di fermare le partenze con ogni mezzo, calpestando qualsiasi diritto. Cronaca di un fallimento.

La tortura è un mezzo idoneo per bloccare l’immigrazione clandestina? Se la cronaca politica non fosse coperta da uno spesso manto di ipocrisia sarebbe questo la domanda alla quale istituzioni e mass media dovrebbero rispondere. Di fatto i Ministri dell’Interno e degli Esteri con le dichiarazioni rilasciate a proposito della cosidetta  “invasione” di clandestini provenienti dalle coste libiche hanno giá dato una risposta al quesito, una risposta purtroppo positiva.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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