L’acqua e la frontiera della memoria

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Natale Gaspare De Santo (Acropoli)

RICERCA. Negli ultimi anni l’attenzione della scienza per l’oro blu ha subito un’accelerazione esponenziale. Con enormi prospettive.

Gli italiani conoscono bene il valore dell’acqua, avendo da poco votato un referendum contro la sua privatizzazione. Da parte sua l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 28 luglio scorso ha dichiarato l’acceso all’acqua diritto fondamentale dell’umanità: un diritto per adesso negato a più di un sesto dei cittadini del mondo.

Il viaggio di Paul e l’11 settembre

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Emanuele Giordana

DIARIO DA KABUL. A dieci anni dall’inizio del conflitto in Afghanistan le vittime civili sono in aumento. Nel 2011 sono già 1271. Ricordate ieri nella capitale da un gruppo di italiani e americani.

I numeri sono di una freddezza asettica e spesso nemmeno danno la dimensione della quantità reale. Ma soprattutto difficilmente riescono a veicolare il dolore. Quanto ne produce la morte di 2.421 persone, tanti sono i civili uccisi dalla guerra in Afghanistan nel 2010? La freddezza del numero acquista calore relativamente a qualcos’altro: rispetto a 26,4 milioni di afgani, tanti si stima ne vivano qui, è un bilancio “minimo”. La diarrea ne uccide ogni anno di più.

Via d’Amelio, luogo della memoria

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

GIUSTIZIA. Per l’anniversario della strage, una serata al Carroponte col pm Maurizio Romanelli e nel ricordo di Antonino Caponnetto.

«Per un magistrato il 19 luglio è giorno di memoria. Che a Milano dobbiamo coltivare in modo particolare». Così Maurizio Romanelli, pm presso la Procura di Milano, dieci anni alla Direzione distrettuale antimafia, ha aperto il suo intervento al Carroponte per il 19° anniversario della strage di via d’Amelio.

Carlo Giuliani, 10 anni di bugie e omissioni

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Rossella Anitori

MEMORIA. La versione ufficiale sulla morte del ventitreenne ucciso durante gli scontri del 2001 non convince. Ieri a Genova un corteo per denunciare le mancanze della magistratura.

Il proiettile che l’ha ucciso potrebbe non essere d’ordinanza e le testimonianze rilasciate ai giudici darebbero adito alla tesi che a bordo della camionetta ci fosse un quarto uomo. Nonostante per le istituzioni il puzzle sulla morte di Carlo Giuliani sia completo, sono ancora troppi i pezzi che restano fuori dallo schema. Il procedimento giudiziario è stato archiviato e l’assassino assolto, ma la verità non è ancora venuta a galla.

I Servizi, Ilaria e il filo rosso della nostra storia

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Vincenzo Mulè

MEMORIA. Un tratto comune attraversa gli eventi più dolorosi della nostra democrazia. E vede sempre parti deviate dello Stato recitare un ruolo da protagonista. A discapito della verità.

C'è un tratto comune che unisce molti dei misteri della nostra storia più recente. Ne sono convinti gli organizzatori del premio Ilaria Alpi, giunto quest’anno alla 17esima edizione. C’è da dire che la cronaca di strettissima attualità sembra dare ragione a questa ipotesi con l’arresto di Luigi Bisignani, l’uomo d’affari al centro di mille trame oscure. Un colloquio lungo e fitto, che potremmo far partire dal lontano 1974, e arrivato fino alla più stretta attualità.

Il Carso, un museo a cielo aperto

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Giannandrea Mencini (Terra Nordest)

 
MEMORIA. Voluto dalla Provincia di Gorizia, il progetto si snoda con tante iniziative fino al 2014, centenario della Grande guerra. 
 
 

 
Il Carso, teatro di drammatiche vicende nella Prima guerra mondiale, verrà finalmente valorizzato dal punto di vista storico, paesaggistico e ambientale, grazie a un interessante progetto voluto e sostenuto dalla Provincia di Gorizia. Il progetto è stato messo in cantiere in vista del 2014, centenario del primo conflitto mondiale (1914-1918) che in queste terre allora di confine e oggi “senza confini” grazie all’ingresso della Slovenia nell’Ue, registrò momenti cruciali e sanguinose battaglie.
 

Monicelli, l’ultimo addio al Maestro

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Alessia Mazzenga

RICORDO. Oggi l’ultimo saluto al grande regista alla Casa del cinema di Roma, dove l’intero mondo dello spettacolo darà l’addio al padre di una commedia caustica, che non esiste più.

Oggi alle dieci in piazza Santa Maria dei Monti a Roma e subito dopo alla Casa del cinema, i parenti, gli amici e tutto il mondo dello spettacolo si ritroveranno per dare l’ultimo saluto al regista Mario Monicelli, morto suicida lunedì sera lanciandosi dal quinto piano del reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato per un tumore. Nato nel 1915 a Viareggio, Monicelli tra il 1958 e 1986 ha fatto solo capolavori.

Il Sud cambiò per sempre. In 1 minuto e 20 secondi

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TERREMOTO DELL'IRPINIA. Quasi 3mila le vittime, 8848 i feriti. Settecento i comuni coinvolti, tra Campania, Basilicata e Molise. In 300mila rimasero senza tetto e furono 600mila gli edifici inagibili.

«Quello che ho constatato è che non ci sono stati i soccorsi immediati che ci sarebbero dovuti essere. Nel 1970 in Parlamento furono votate leggi riguardanti le calamità naturali. Vengo a sapere adesso che non sono stati attuati i regolamenti di esecuzione di queste leggi. E mi chiedo: se questi centri di soccorso immediati sono stati istituiti, perché non hanno funzionato? Perché a distanza di 48 ore non si è fatta sentire la loro presenza in queste zone devastate?»
Sandro Pertini
 

Le profezie di Mimmo

Giorgio Mottola

ANNIVERSARI. Domenica ricorrono i 30 anni dalla morte di Mimmo Benventano, consigliere comunale di Ottaviano ucciso dalla camorra. Ieri commemorazione di Angelo Vassallo, a due mesi dall’omicidio.

Probabilmente, per fargli un’intervista, oggi sarebbe stato necessario andarlo a trovare al presidio di Terzigno. Sarebbe stato sicuramente lì a difendere il Vesuvio dalla discarica e dai clan. Se fosse ancora vivo. Avrebbe partecipato a questa e a tante altre battaglie Mimmo Beneventano, medico e consigliere comunale del Partito comunista a Ottaviano, in quegli anni cuore dell’impero criminale di Raffaele Cutolo. Fu proprio il boss della Nuova camorra organizzata a ordinarne l’omicidio.

L’abusivo, venticinque anni dopo

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Pietro Esposito (Terra Campania)

RICORDO. La sera del 23 settembre 1985 Giancarlo Siani, giornalista precario de Il Mattino fu ucciso per le sue inchieste sulla camorra

Venticinque anni, dirlo pesa già come un macigno. Venticinque anni. Tanto è passato dall’assassinio di Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra. Erano circa le 20 e 50 e Giancarlo arriva con la sua inconfondibile Citroën Mehari verde al Vomero, dove abitava e dove i suoi assassini l’attendevano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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