Messico, violenza continua

Cynthia Rodriguez

INTERNAZIONALE. In Messico ormai la violenza è ovunque. Le feste di Natale e Capodanno non hanno fermato gli omicidi. Gli ultimi giorni del 2010 sono stati caratterizzati dall’assassinio dell’attivista Marisela Escobedo a Chihuahua, mentre manifestava per chiedere giustizia per la figlia, anche lei assassinata, il sequestro del cognato (poi ucciso).

In Messico ormai la violenza è ovunque. Le feste di Natale e Capodanno non hanno fermato gli omicidi. Gli ultimi giorni del 2010 sono stati caratterizzati dall’assassinio dell’attivista Marisela Escobedo a Chihuahua, mentre manifestava per chiedere giustizia per la figlia, anche lei assassinata, il sequestro del cognato (poi ucciso). La prima settimana di gennaio si è aperta con 300 morti, fra cui due sindaci. Nella seconda settimana il numero era raddoppiato: in 14 giorni il conto è di più di 507 persone.

Messico, donne in trincea

Marzia Pitirra (libera informazione)

INTERNAZIONALE. Messico, stato di Chihuahua, al confine con gli Stati Uniti. Siamo a pochi chilometri da Ciudad Juarez, che con i suoi 4000 morti ammazzati nel 2010 si riconferma la città più pericolosa al mondo.

Messico, stato di Chihuahua, al confine con gli Stati Uniti. Siamo a pochi chilometri da Ciudad Juarez, che con i suoi 4000 morti ammazzati nel 2010 si riconferma la città più pericolosa al mondo. Terra di narcos, dove la legge sembra un’eco lontana, e le uniche regole le dettano gli uomini dei cartelli del traffico internazionale di droga. In questo panorama desolante, gli uomini delle forze di polizia, se non sono piegati dalla corruzione lo sono dalla paura. Hanno abbandonato il campo, nessuno si presenta ai concorsi, hanno rinunciato a importanti carriere.

Nel “narco Stato” il governo ha perso la guerra alla droga

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Alessandro De Pascale

MESSICO. I falchi della Casa Bianca chiedono un intervento militare diretto, ma Obama preferisce sigillare il confine. Intanto la lotta tra bande si fa sempre più accesa e uccide in media 70 persone ogni giorno.

In Messico ogni mese è peggiore di quello precedente. La guerra tra i diversi cartelli di narcos per il controllo del mercato della droga non conosce tregua e sta diventando sempre più feroce. Lunedì scorso il bilancio dei morti è stato drammatico: nella settimana precedente sono stati 62 i morti solo a Ciudad Juarez, città al confine con gli Stati Uniti considerata, dai narcotrafficanti, il centro strategico per il controllo del traffico di droga e, dalle autorità internazionali, uno dei luoghi più pericolosi del pianeta.

Week end di terrore in Messico. Le bande uccidono 24 ragazzi

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Susan Dabbous

SUDAMERICA. A poche ore dal massacro di 14 giovani durante una festa a Ciudad Juarez, al confine con gli Usa, altre dieci persone sono state uccise da un commando armato. Uomini incappucciati hanno aperto il fuoco in un bar di Torreon.

Non accenna a placarsi la violenza delle bande criminali nel Nord del Messico. A poche ore dal massacro di 14 ragazzi durante una festa a Ciudad Juarez, la tristemente nota città al confine con gli Stati Uniti, altre dieci persone sono state uccise ieri da un commando armato che ha fatto irruzione nelle prime ore della notte in un bar di Torreon. Anche in questo  caso le vittime sono giovanissime: si tratta di ragazzi e ragazze tra i 19 e i 25 anni.

«E' necessario cambiare». La crisi della guerra alle droghe

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Grazia Zuffa

POLITICHE. Gli ex presidenti di Brasile, Colombia e Messico firmano un documento che riconosce il fallimento della war on drugs e auspica un cambio di rotta. Evo Morales chiede la fine della proibizione sulle foglie di coca. Segnali di speranza dagli Usa.

Dopo quasi trent’anni di doloroso conflitto, la “guerra alla droga” sta per finire? Sembra di sì, visto che i segnali di armistizio provengono dagli Stati Uniti, che questa guerra a suo tempo l’hanno dichiarata ed esportata in tutto il mondo; e dall’America Latina, che più ne ha subito e ne subisce le disastrose conseguenze. Cominciamo da quest’ultima.

Il mondo con gli occhi di Kafka

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Diego Carmignani

CREATIVITA' Si chiude oggi a Ravenna il festival del fumetto di realtà Komikazen. Presenza di prestigio della locandina l'illustratore Peter Kuper, celebre collaboratore di Time e Newsweek, che presenta il suo Diario di Oaxaca

Per due giorni, fino a oggi, Ravenna è la capitale del fumetto di realtà, con Komikazen, un rassegna che da cinque anni propone il meglio del genere autobiografico, memorialistico, storico e di reportage del reale, un modo di raccontare per immagini che ha da sempre trovato espressione nei grandi maestri del disegno, anche in quelli celebri per le storie di fiction.

Viaggio nel cuore della resistenza

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Riccardo Bottazzo

CREATIVITA’ Tour italiano per “Corazon del tiempo”, la pellicola sullo zapatismo che sta sbancando i botteghini messicani. Non un documentario ma un film sulla quotidianità della lotta indigena.

Attraverso le tormentate vicende personali di una giovane donna, Sonia, divisa tra l’affetto per Miguel cui è promessa sposa sin dalla nascita, e l’amore per Juan, tenente dell’Ezln, il film Corazon del tiempo, diretto da Alberto Cortes e sceneggiato dal giornalista Hermann Bellinghausen, trasporta lo spettatore all’interno di una foresta dai contorni quasi magici che fa da forte contrasto con il rumore degli elicotteri da guerra e lo sferraglia

Canada, Stati Uniti e Messico. La riforma impossibile

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Emanuele Bompan

VERTICE Dalla crisi economica alla nuova influenza, dalla lotta al narcotraffico agli scambi commerciali. Questi alcuni dei temi del Summit del Nafta, il North American free trade agreement, conclusosi ieri a Guadalajara.

Il Summit dei Paesi del Nafta (l’accordo per il libero scambio tra Usa, Canada e Messico) non sarà semplice per il presidente degli Usa Barack Obama. è già emersa, infatti, una serie di nodi al pettine, a riguardo della riforma dell’accordo che unisce le tre nazioni e che regola gli accordi di scambio di beni e servizi.

Il popolo delle nubi

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Edoardo Tomaselli

REPORTAGE Viaggio tra i “pueblos mancomunados” del Messico, indios di etnia zapoteca che vivono grazie a una gestione collettiva del territorio.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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